Le Pegasus mettono il turbo

Se sei anche tu appassionato di auto sai bene cosa significa la versione turbo di un modello che ami: più potenza, più estetica, più divertimento.
Ricordo per esempio le Porsche 911, soprattutto quelle di anni fa (ma anche oggi sono pazzesche). La versione Turbo era sempre uno spettacolo: era esagerata, era potentissima, era iperbolica.

Quindi quando ho letto che Nike aveva fatto una versione Turbo delle sue Pegasus mi si sono attivate le antenne: cosa cosa? Fammi vedere.

Il nome innanzitutto è molto azzeccato: per quelli come noi che si emozionano a leggere la parola “Turbo” ma anche perché dice esattamente cosa è questo modello.

Si tratta di una Pegasus apparentemente simile alla Pegasus 35. Se la guardi bene infatti troverai una tomaia diversa, uno swoosh (il logo Nike) che deborda sull’intersuola che ha il profilo caratteristico delle Zoom Fly o delle Vaporfly con il tallone sfuggente. E se sugli altri modelli quello è uno stratagemma per aiutare la rullata su queste Pegasus nessuno mi convincerà che non sia un alettone al contrario. Perché ogni turbo che si rispetti deve avere un alettone.

Scherzo ovviamente, ma la sostanza è un’altra: il turbo in queste Pegasus sta proprio tutto lì, nell’intersuola in ZoomX, cioè una mescola che ha un ritorno di energia molto superiore a quello delle cugine. Non condivide con le Vaporfly la piastra in carbonio che restituisce più “brutalmente” energia ma per una precisa scelta suggerita dagli atleti elite che si allenano con Nike: quella soluzione tecnica infatti è ottima in competizione ma negli allenamenti quotidiani rende la scarpa leggermente dura. Ecco quindi la necessità di trovare una soluzione più performante delle Pegasus “normali” ma non così tecnica come quella delle Vaporfly.

Manca solo una cosa: i tubi di scarico maggiorati. Ma il motore ce lo devi mettere tu, no?

La nuova Nike Zoom Pegasus Turbo sarà disponibile a partire dal 19 luglio su Nike App e dal 2 agosto su nike.com e presso negozi selezionati.

CONDIVIDI
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

RISPONDI

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.