Iniziare a correre

Come si inizia a correre? Perché tanti non ce la fanno?

David Bowie diceva che i tossici sanno benissimo che drogarsi fa male ma che se smettono di farlo non è per quello che gli dicono gli amici o i medici ma perché lo decidono loro.
Lo stesso ragionamento vale anche per la corsa: tutti sanno che fa bene ma inizia a correre solo chi ha deciso di volerlo fare, a prescindere da quello che gli dicono gli amici o il medico.
Quante volte sapendo che corri l’argomento di discussione con amici o con semplici conoscenti è stato “Eh, anche a me piacerebbe ma sai, il tempo, il ginocchio, la stanchezza, e poi non sono in forma e l’alluvione e le cavallette”. Tutte belle scuse che alla fine nascondono malamente una sola verità. Non è che non puoi correre: non vuoi correre, che è diverso.
O, vista in altri termini, non hai ancora deciso che è giunto il momento di farlo o almeno di provarci.
Altre volte questa discussione nasconde solo il fatto che quando uno ti racconta che gli piace correre e tu invece lo fai solo per prendere l’autobus perché sei in ritardo non hai altro a cui appellarti che un disperato tentativo di dimostrarti interessato all’argomento. Per poi continuare a sorseggiare il tuo drink pensando a uscire il prima possibile per fumarti una sigaretta.

Il primo passo

Si dice che ogni grande viaggio inizia sempre con il primo passo e che quello stesso primo passo è il più duro da compiere. Gli altri vengono – relativamente – più facili perché, come in molte altre cose della vita, conta iniziare a farle più che farle. Il farle viene dopo e lo si impara facendole, anche se sembra un paradosso.
Fabbricare scuse o trovare impedimenti mentali o fisici a fare qualcosa è solo un elaborato trucco del nostro cervello per lasciarci nel placido e tranquillizzante non far niente. Il cervello infatti ama essere stimolato almeno tanto quanto ama essere lasciato in pace. Quindi quando ti viene in mente di provare a fare una cosa nuova o di farne una che già sai fare in maniera diversa lui si attiva per dissuaderti: ma perché mai, ma non vedi che piove, non ce la farai mai, non sei tagliato per queste cose ecc.

Invece

La buona notizia è che invece c’è un modo relativamente semplice per fare molte cose. Lo sai come si mangia un elefante? Un boccone alla volta, risponde il saggio (anche questo è un detto, oggi parlo solo per citazioni e proverbi). Per fare le cose e per iniziare a farne di nuove che non si sa ancora fare bisogna procedere a piccoli passi e non pensando alla complessità di ciò che ci si appresta a fare. Parlo di cose più complicate di andare a fare una passeggiata o di decidere cosa mangiare a pranzo. Parlo di cose davvero complicate una volta che le vedi realizzate. Pensa a una qualsiasi industria o a un libro: credi che chi l’ha fondata o chi l’ha scritto sapessero esattamente all’inizio cosa volevano realizzare e soprattutto come ci sarebbero arrivati? Difficile, se non impossibile. Eppure ce l’hanno fatta, compiendo un passo alla volta e sapendo che avevano uno scopo (fondare un’industria o scrivere un libro) senza però porsi il problema di come esattamente arrivare a quell’obiettivo. L’hanno scoperto poco alla volta.

Con la corsa è esattamente la stessa cosa. Non ti prepari a una maratona allenandoti dal primo giorno come se la stessi correndo: costruisci progressivamente un segmento di preparazione alla volta, in maniera progressiva. Spesso infatti pensiamo alle cose da fare come se si svolgessero lungo una linea retta. Una linea la vedi di fronte a te, no? Puoi vederla tutta anche se magari non vedi dove finisce. La linea retta congiunge tutti i punti che rappresentano le fasi lungo le quali si sviluppa quella cosa (la scrittura di un libro, un nuovo progetto, la preparazione di una maratona) e ti dà l’illusione di capire la struttura logica del processo. Ti fa credere che dal punto A tu debba andare al punto B e poi al C. Poi invece la realtà ti insegna che fra il punto B e il C c’era anche il punto B1 che avevi completamente ignorato.
Puoi invece immaginare il processo che ti porta a fare una cosa nuova come una montagna: mentre la scali vedi solo montagne attorno a te e roccia di fronte a te. La vetta è lassù e spesso non la vedi neppure: è fra le nubi o nascosta dalla montagna stessa. Potrai capire come la si deve scalare solo scalandola e arrivando sulla vetta, da dove vedrai finalmente tutta la strada fatta e potrai godere del panorama.
Ce l’avrai fatta solo perché avrai fatto un passo dopo l’altro, non perché sapessi fin dall’inizio cosa comportava scalarla. Nessuno scalatore sa se arriverà in vetta: lo scopre solo alla fine, quando ci arriva. Nel frattempo mette una mano un po’ più sopra dell’altra e si arrampica.

Provarci

La prossima volta che qualcuno ti dice che gli piacerebbe correre ma che per mille motivi non ce la fa, digli di fare una cosa diversa: non deve correre, deve provarci e basta. Deve iniziare a farlo un poco alla volta, senza pensare a correre una maratona dopo 3 giorni. Deve mangiare l’elefante un boccone alla volta. Deve scalare la montagna lentamente per capire cosa si vede da lassù. E soprattutto deve muovere il primo passo: il più difficile. Ma dopo quello tutto viene più facile.

(Photo credits Luke Stackpoole)

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

9 COMMENTI

  1. Io sarei intenzionata a riprendere la corsa, dopo 3 mesi di stop per impegni vari, includi anche una sciatalgia che stenta a scomparire del tutto eccomi ancora qui che quasi piango a guardare le mie nuove scarpette mai sfruttate ancora :(
    Lo so che ogni caso è unico e che dovrei consultare il medico e pure il fisioterapista che mi segue ma dopo questo stop com mi devo comportare?Iniziare tutto da capo con il programma per chi si approccia per la prima volta con la corsa? Prima non è che facessi chissa quanto eh ma le 3-4 uscite da 25-30 km in totale li facevo.
    Grazie a chiunque avra voglia di buttare due righe di consigli/conforto

    • Ciao Tea, dopo esserti consultata con uno specialista il consiglio è quello di iniziare gradualmente a riprender a correre, ascoltando molto il tuo corpo. Ne facevi già un bel po’ di km, non parti mica da zero! Devi solo ravvivare un po’ la memoria del tuo corpo e ricordargli che sapeva correre benissimo. Buona ripresa :)

  2. E’ vero, volere è potere. L’anno scorso comprai una cyclette, perché, hai visto, se è brutta, se piove, se è freddo, se è caldo, se non posso uscire, insomma, almeno uso quella…. mai usata. Sono uscita con il sole, con la pioggia, con il freddo, con il caldo e con il vento. Non perché dovevo, ma perché VOLEVO. Una volta che inizi, non puoi smettere di correre. Poi sarà che io vivo in una città meravigliosa e corro con il mare di fianco… E io ne ho bisogno. Un’ora di esercizi in casa non sono neanche lontanamente paragonabili a un’ora di sole, vento o pioggia che sia…

  3. Propri di ri iniziare non ci sto con la testa e con tutti i dolori che ho feci una 100 km e da allora sono spento no per i troppi km anzi è stato un sogno che ho realizzato
    Ma piano piano a parte i veri dolori e scomparsa la voglia
    E questo mi dispiace molto ma faccio ben poco x riprendere

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