Dall’Etna alle Dolomiti: una corsa in mezzo al mare a Ravenna

La costa romagnola non è solo divertimento e buon cibo: può anche offrire esperienze metafisiche

Tempo di lettura: 3 minuti

Quando arriviamo a Marina di Ravenna è notte fonda e la stagione balneare è finita. È il 29 settembre, non c’è da stupirsi. Quello che ancora non possiamo sapere – complice anche la stanchezza dopo una giornata spesa spostandosi fra Umbria e Toscana per finire nel raduno di Firenze – è che si tratta di un’introduzione all’esperienza che ci aspetta il giorno dopo. Anzi: poche ore dopo visto che è passata abbondantemente la mezzanotte e le strade sono spazzate da un vento gelido e non c’è anima in giro. Per scherzare ci diciamo che sembra di essere in un videogioco apocalittico. Forse siamo rimasti solo noi in questa città. Dormiamo: il giorno dopo ci aspetta una corsa all’alba su un molo lungo 2 chilometri e mezzo che si infila diritto nel mare. Correre quasi sulle acque, che cosa potrà mai essere? Non lo possiamo sapere: è buio e non sappiamo neanche bene dove sta il mare e dove sia questo lunghissimo molo. Lo immaginiamo solo come un qualcosa di biblico.

Il giorno dopo

@ Daniele Molineris/Storyteller-Labs

Ci troviamo alle 6:30. Vogliamo essere pronti per arrivare al punto giusto al momento giusto. L’alba è prevista per le 7:07. Tutto deve essere pianificato con precisione millimetrica. Mentre ci avviciniamo al molo pensiamo a dove siamo: la Romagna, la terra del divertimento e del buon cibo. Ma lo spettacolo che ci troviamo di fronte è ben diverso. Ci sono alcune persone che come noi si avviano verso il molo. Hanno canne da pesca o sono semplicemente molto mattinieri e vanno a fare due passi. Si vede solo un bagliore all’orizzonte e l’aurora colora l’orizzonte e scaccia la notte.

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@ Daniele Molineris/Storyteller-Labs

Le strutture dei pescatori appoggiate a palizzate ritmano le prime centinaia di metri del molo. Le reti sono tirate a secco e sembrano pronte per pescare il sole. Individuiamo dove sorgerà e gli corriamo incontro. Il molo è una lunga linea retta. Puoi solo correre e girare gli occhi un po’ a sud per controllare quando la palla infuocata apparirà dicendo che è nato un nuovo giorno. È il 30 settembre ormai e tutto quello che abbiamo davanti agli occhi si riduce a pochi elementi: il mare agitato, una nave container che punta verso la costa, qualche sagoma all’orizzonte e pochi pescatori lungo il molo.

Buongiorno sole, buongiorno mondo

@ Daniele Molineris/Storyteller-Labs

Puntuale vediamo all’orizzonte una piccola falce di luce più vivida che si riempie sempre di più e velocemente man mano che passano i secondi. Non servono neanche minuti: qualche istante e la circonferenza del sole si riempie e sbuca all’orizzonte, irradiandoci. Tutto si fa più nitido e ancora più surreale. Siamo solo noi a correre, assieme a qualche pescatore della domenica. Attorno il silenzio e lo spettacolo che si rinnova ogni giorno. Anche la Romagna sa essere un luogo silenzioso e quasi misterioso, ogni mattina. Lo è ancor di più quando te ne accorgi mentre corri dove non dovresti, cioè quasi sulla superficie del mare.

New Balance Vongo / Photo @ Daniele Molineris/Storyteller-Labs

Sorridiamo perché stiamo assistendo allo spettacolo più antico e grandioso del mondo e ne possiamo godere ogni giorno, a patto di alzarci presto e di pensare che ogni giorno non è uguale a quello che l’ha preceduto: ogni giorno è una nuova possibilità.

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@ Daniele Molineris/Storyteller-Labs

One more thing

Sono venuti da Ferrara (dove molti hanno corso la maratona o la 30k o la 10k), dalla Sardegna, dal Piemonte e dalla Puglia e chiedo perdono se dimentico qualcuno ma al raduno di Bologna c’era mezza Italia! Grazie a tutti per le bellissime chiacchiere e gli abbracci e i sorrisi. Grazie!

Info: per correre a Marina di Ravenna sul molo Zaccagnini abbiamo indossato le New Balance Vongo v2.

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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