Dall’Etna alle Dolomiti: Roma

La sentenza è senza appello: Roma è la città più bella del mondo, punto.

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Tutte le strade portano a Roma è una delle cose più vere del mondo e anche uno dei modi più scontati per iniziare un articolo ma tant’è: è verissimo e quindi qui dovevamo venire dopo Napoli. Perché Roma è stata il centro di un impero e da una delle sue periferie abbiamo puntato il cuore da cui nacque tutto.

Ecco: si potrebbe dire che questo viaggio non è solo un modo per unire simbolicamente il nord con il sud Italia ma anche, oggi, un riuscito tentativo di trovarne il cuore. Trovato? Eccome.

Non solo tutte le strade conducono a Roma

@ Daniele Molineris/Storyteller-Labs

Siccome di posti famosissimi dove correre qui ce ne sono una valanga, ne abbiamo scelto uno un po’ diverso e forse meno noto. Lo avevamo visto spesso fotografato e taggato #iocorroqui e la voglia di provare l’esperienza era troppa. Parlo del Parco degli Acquedotti, uno stupendo parco a sud-est della Città Eterna che accoglie ben 7 acquedotti tra sotterranei e aerei. Quello più celebre ad arcate giganti è l’Acquedotto Claudio: un’imponente struttura lineare che ha quasi 2000 anni.

Ti ricordi i libri di scuola? E chi se li dimentica quelli, penserai. Essere a Roma è come stare in un libro di storia in 3D: sulla stessa strada puoi trovare ogni epoca storica da più di due millenni fa a oggi. Forse è meglio dire che Roma è come un libro di storia in 3D ma con le pagine rimontate in maniera casuale, ecco. L’esperienza più potente che la città più bella del mondo ti regala è però quella di poterti confrontare con il Tempo, quello con la T maiuscola. Ogni giorno vivi nel presente ma a Roma a questo si aggiunge ogni istante che ha preceduto il tuo presente, riavvolto, compresso e visibile fino a migliaia di anni prima. E per far vivere questa immensa città che in epoca imperiale già contava più di un milione di abitanti ci volevano le strade lungo le quali arrivava il cibo e ogni bene per i suoi abitanti e poi altre strade, non meno importanti, che le portavano l’acqua.

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L’eterno, visibile

@ Daniele Molineris/Storyteller-Labs

Quando vieni a correre al Parco degli Acquedotti devi soffermarti qualche minuto a guardare le arcate regolari e precise. Non stai guardando solo ciò che è restato dell’Impero Romano ma anche qualcosa di materialmente e filosoficamente più complesso: stai guardando la Storia, il Tempo e una certa idea di Eternità. Questo acquedotto esiste e resiste da buona parte della storia dell’umanità ed è la cosa più vicina al concetto di immortalità che esista. Qualche istante di contemplazione è doveroso.

@ Daniele Molineris/Storyteller-Labs

Ancora più verso il centro

@ Daniele Molineris/Storyteller-Labs

“Se guardi la mappa di Roma ti accorgi che il Colosseo è esattamente al centro di tutto” ci dice Dario al raduno al Colosseo. Qualche ora dopo aver corso al Parco degli acquedotti siamo quindi proprio qui: nel centro esatto, preciso, inequivocabile di tutto. dell’Impero, dell’Italia, del mondo antico. Qui tutto iniziò e tutto quel mondo a un certo punto finì. E noi ci siamo. Anche questo richiede qualche istante di meditazione, perché se guardi verso l’Altare della Patria ti si offre una prospettiva storica che varia dall’antico impero al medioevo fino al rinascimento e al barocco. Eccoti il libro di storia, elegantemente disposto lungo via dei Fori Imperiali fino ad arrivare alla lunga prospettiva che sfocia il piazza del Popolo, qualche chilometro più giù.

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@ Daniele Molineris/Storyteller-Labs

 

È una vista che riempie gli occhi e il cuore e che può dare le vertigini, se non altro perché vedere il signor Tempo tutto in una volta non è un’esperienza comune. Oppure puoi prendere Roma per quel che è: una città magnifica in cui correre non è solo una possibilità ma un dono. E non dovresti mai scordarlo, come ci ha detto un’amica al raduno, “Quando esco al mattino presto a correre qui al Colosseo e poi scendo verso Piazza del Popolo passando per il Campidoglio e vedo tutta questa bellezza me lo dico sempre: sono fortunata a poterla avere tutta per me quando non si è ancora risvegliata. Questa è la città più bella del mondo”.

Non c’è altro da aggiungere. La seduta è tolta.

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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