Dall’Etna alle Dolomiti: ogni fine è un nuovo inizio

Finisce il viaggio: è tempo di riposare, ripensare alle bellezze viste e alle persone conosciute. È tempo di ringraziare.

Il viaggio è finito: 10 tappe e 3400 km percorsi sulle strade, qualche altro migliaio in volo sul paese più bello del mondo. Possiamo concederci di esagerare un po’ a definirlo così, bel sapendo che di luoghi straordinari questo pianeta che ci ospita ne conta moltissimi. Eppure con questa concentrazione è difficile trovarli. Abbiamo visto vulcani, monti, golfi, acquedotti millenari, città medievali e rinascimentali, abbiamo corso dentro il mare e sul mare, come dei discoli abbiamo fatto irruzione nel salotto più bello d’Italia, abbiamo corso e ballato a Milano e nella notte siamo scomparsi per risvegliarci e guardare il lago e il sole che vi si specchiava dentro.

Alla corte delle Dolomiti

@ Daniele Molineris/Storyteller-Labs

Dovevamo arrivare fino a qui, fino al diadema che questo magnifico paese porta sulla fronte da decine di migliaia di anni: dovevamo arrivare alla corte delle Dolomiti. Sull’Alpe di Siusi, il più grande altipiano d’Europa, un morbido cuscino di erba adagiato fra le creste e i picchi delle Dolomiti.

Questi luoghi hanno talmente tanti anni che è inutile parlare di età e anche di tempo. Esistevano da prima che esistesse il tempo. Infatti qui non conta chi sei, quanti anni hai, da dove vieni: qui torni a te stesso perché sei di fronte al tempo infinito. Difficile non essere filosofici ma le montagne fanno questo effetto: sono lì da prima di tutto e ci torni per la loro bellezza ma anche perché ti danno sempre risposte, senza pronunciare una sola parola.

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Il tempo e la relatività

@ Daniele Molineris/Storyteller-Labs

In questo viaggio ci siamo spesso confrontati con il tempo: con gli orari, con gli appuntamenti, con le scadenze. È stata un’avventura che ha richiesto una pianificazione militare perché tutto filasse liscio. E quando tutto non filava liscio (raramente, per fortuna) bisognava escogitare velocemente una soluzione. Ci siamo misurati per 10 giorni con sua maestà il Tempo. Ci ha presi in giro, ingannati, regalato se stesso, aiutati.

È cambiato il rapporto che avevamo con lui: siamo partiti due settimane fa ma la percezione del tempo che avevamo – e che ci siamo confessati increduli decine di volte – era completamente distorta: non dormire mai nello stesso letto e vedere mille cose ogni giorno e incontrare decine di persone stravolge la percezione del tempo: in 10 giorni ne vivi 100. Il cervello è iperstimolato e perde i punti di riferimento e deve continuamente riallinearsi, capire cosa succede e dov’è.

@ Daniele Molineris/Storyteller-Labs

Potrebbe sembrare un’esperienza psicologicamente molto pesante e magari lo è (lo vedremo nei prossimi giorni 😉) ma osservare come la mente goda nel vedere cose stupende, nell’incontrare persone nuove e le loro storie è il regalo più importante. Capire anche quanto il tempo sia una quantità relativa è una lezione fondamentale: per noi stessi un anno ha un significato e una grandezza, per una montagna è grande come un granello di niente. Tutto è relativo ma il fatto di essere infinitamente più piccoli dell’universo che ci contiene non ci rende meno importanti: noi vediamo questa immensità. Ne facciamo parte e le diamo valore. Siamo parte di tutto, siamo legati fra di noi, nuotiamo nel flusso del tempo. Viviamo.

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Il viaggio è finito. Questo viaggio è finito. È tempo di riposare, raccogliere le idee e rielaborarle. È tempo di pensare al futuro: dove andiamo domani?

@ Daniele Molineris/Storyteller-Labs

Grazie a tutti: a chi ci ha letto, a chi ci ha guardati fare gli scemi in video, a chi è venuto a incontrarci da ogni parte d’Italia in ogni parte d’Italia, a chi ci ha fatto un sorriso, a chi ha voluto condividere le proprie storie con noi. Grazie agli sponsor senza i quali tutto questo non sarebbe stato possibile, grazie a chi ci vuole bene, grazie all’Italia, grazie alla vita!

@ Daniele Molineris/Storyteller-Labs

Info: abbiamo corso fra le Dolomiti con le New Balance KOM e New Balance Hierro.

 

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

10 COMMENTI

    • Grazie Pietro! È un viaggio diverso, molto più mentale. Ma sai bene quanto conta anche correre con la mente ;)

  1. Meraviglioso viaggio dentro e fuori… sarebbe bello conoscere i dettagli, soprattutto se li raccontate voi con il vostro stile unico. Bravi!

    • Grazie Emanuela! Abbiamo cercato di raccontarla nel nostro modo ed ci fa piacere sapere di esserci riusciti :)

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