Dall’Etna alle Dolomiti: Napoli

Napoli è così bella che ti riveste di bellezza.

Quante righe ci vogliono per descrivere Napoli? E, ammesso che ne abbia a disposizione all’infinito, ne sarei mai capace? Non credo, o non ora, con Napoli ancora negli occhi.

“Napule è” diceva Pino Daniele e non vorrei citare uno dei suoi cantori più famosi ma temo di doverlo fare. Se ci pensi – e se non conosci questa canzone magnifica devi recuperare al più presto! – Daniele descriveva la sua amata città in positivo. Non diceva “Napule non è” ma “Napule è”. Un’affermazione, non una negazione. E, a dispetto di tutto quel che si può pensare di questa città, Napoli è una cosa bella, bellissima. E tutte le cose bellissime sono positive.

@ Daniele Molineris/Storyteller-Labs

Pensa a quanto spesso si descrivono le cose o le persone per sottrazione, perché non sono come l’idea che se ne ha di loro. Per negazione, appunto. Napoli è invece così tanto vitale che è – come direbbero gli americani – “larger than life”. Una cosa straordinaria, più grande della vita stessa. Forse perché contiene tutto: l’inizio e la fine, la vita e la morte. Ma in lei senti agire queste forze opposte senza sosta: una volta vince la vita e una la morte, all’infinito. E dal loro scontro nasce qualcosa di magnifico che è Napoli. Che le contiene.

L’energia

Quindi quando vieni a Napoli preparati a percepire questa energia incontenibile che ti farebbe stare sveglio tutta la notte per aggirarti fra i suoi vicoli o per passeggiare sul lungomare Caracciolo ammirando Castel Dell’Ovo o il golfo e poi, più in fondo a sud, il Vesuvio. Questa è la città di cui senti parlare da quando sei nato: una fabbrica inesauribile delle più belle e delle più tremende leggende, una città talmente surreale da sembrarti di fantasia. Dove tutto sembra non poter funzionare e *quasi* tutto funziona, alla fine.

Sullo stesso argomento:
Dall’Etna alle Dolomiti: risveglio al lago di Garda
@ Daniele Molineris/Storyteller-Labs

Quel “quasi” è lo scarto senza il quale Napoli sarebbe quasi insostenibile: bellissima e perfetta, inserita in uno degli scenari più straordinari del mondo, disegnata da strade signorili su cui si affacciano bellissimi palazzi, se fosse perfetta ti farebbe davvero impazzire dalla rabbia. Invece la vita non è mai perfetta e Napoli lo sa bene. Cioè: lei sa d’essere perfetta ma a te si mostra appena un po’ meno perfetta, lievemente fuori posto, come dire. Ma lo fa per te, perché non arrivi a odiarla. Che poi, odiarla, è semplicemente impossibile. Come potresti farlo quando corri sul lungomare e il sole tramonta e riflettendosi sul mare illumina tutti i passanti in volto come fossero dei divi di Hollywood? Tutti sono più belli quando passeggiano a Napoli. Il ricco e il povero, quello vestito bene e quello trasandato improvvisamente si trasformano e occupano la scena della magnifica quinta teatrale delle sue strade, dei suoi androni, del suo lungomare.

Imperfetta, per un buon motivo

Forse Napoli non è perfetta. Sicuramente è bellissima. Ancor più sicuramente rende bellissimi tutti quelli che ci vivono o che ci passano anche solo qualche ora. Magari son qui di passaggio come noi, ma fanno scorta di bellezza, di sorrisi e leggerezza, di abbracci e di quella vena malinconica che non è tristezza: è la consapevolezza che la vita può essere difficile e ingiusta ma che la bellezza ce la rende più lieve. E qui, signore e signori, di bellezza ce n’è in abbondanza.

Sullo stesso argomento:
Dall’Etna alle Dolomiti: ogni fine è un nuovo inizio
@ Daniele Molineris/Storyteller-Labs
@ Daniele Molineris/Storyteller-Labs

E di abbracci e sorrisi pure, come quelli dei runlovers napoletani che ci hanno aspettato a lungo a causa del traffico. Un grazie alla loro pazienza e al calore con cui ci hanno comunque accolto. Grazie davvero, per tutto. Grazie Napoli, grazie napoletani.

@ Daniele Molineris/Storyteller-Labs
CONDIVIDI
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

2 COMMENTI

  1. d’accordo con voi Napoli è bellissima da scoprire e non ci sono mai stato – approfittare per una mezza maratona è la mia idea…🖐

    • Ottima idea! La amerai e ti potrai ricompensare con le delizie gastronomiche che offre, che sono MONDIALI! :)

RISPONDI

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.