Dall’Etna alle Dolomiti: Catania

Il nostro viaggio "Dall'Etna alle Dolomiti" comincia in una città sovrastata da una montagna che cambia sempre: l'Etna.

Tempo di lettura: 3 minuti

Un viaggio può iniziare da dove tutto sembra essere nato. Anzi: da dove tutto continua a nascere e cambiare. Il viaggio di Dall’Etna alle Dolomiti grazie al quale stiamo correndo in alcuni dei luoghi più belli d’Italia è iniziato da una città che è costruita con la pietra di cui è fatto il monte che la sovrasta: Catania e la “sua montagna”, l’Etna. Sei abituato a immaginare le montagne come sempre uguali a sé stesse da millenni ma questa non è la solita montagna. Con la sua altezza di 3.350 m è il vulcano più alto d’Europa ed essendo un vulcano non è mai uguale: le sue pendici cambiano a ogni eruzione.

@ Daniele Molineris/Storyteller-Labs

Appena corri sul lungomare di Catania puoi capire cosa significa vivere alle pendici di un vulcano attivo: le rocce della costa sono di pietra lavica. Quindi una colata chissà quando è arrivata sino al mare, partendo da quell’altezza vertiginosa. Altezza che potrebbe poi variare in futuro, diminuendo o crescendo a seconda delle bizze del magma.

Ecco perché il nostro viaggio è iniziato proprio qui: perché Catania è una città stupenda ma è anche un simbolo di continua evoluzione. Nei suoi esperimenti politici ed economici, nella sua vivacità intellettuale e culturale, Catania è l’emblema di come si possa intendere la vita: una continua tensione verso l’adattamento a condizioni ambientali non sempre facili e quindi al cambiamento.

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La difficoltà e la vita

@ Daniele Molineris/Storyteller-Labs

Salendo sull’Etna abbiamo corso sull’eruzione del 2001: una ciclopica colata che ha interrotto la strada esistente modificando per l’ennesima volta la morfologia di quei luoghi. Fra le rocce laviche accade la magia: crescono degli alberi che negli anni ripopoleranno quei boschi sommersi dal magma incandescente. Ci nascono spontaneamente e con grande tenacia si adattano a un terreno impervio e inospitale. Forse per questo sono l’immagine più eloquente della vita che riesce sempre a rinascere ovunque. E sono anche una bella metafora che lascia un messaggio fortissimo: si può sempre adattarsi al cambiamento, anche in mezzo alle difficoltà più impensabili. Si può sempre diventare qualcosa d’altro o scoprire e coltivare la propria natura, allenandola con la forza di volontà.

@ Daniele Molineris/Storyteller-Labs

“Ma se sapete che può eruttare da un momento all’altro perché ci costruite lo stesso le case qui?” ha chiesto Daniele al nostro amico e guida Francesco. Lui – che questa montagna la conosce sasso per sasso perché l’ha corsa tutta – ha sorriso e basta. Perché la risposta sarebbe stata inconcepibile e ovvia. Perché questa terra nera è fatta della stessa sostanza dei catanesi: sembra non darti niente e ti dà tutto, sembra toglierti tutto impazzendo un bel giorno e te lo ridà un altro giorno. Perché è la loro natura: adattarsi, cambiare, essere sé stessi anche evolvendosi. Anzi: evolversi proprio per esserlo.

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E il viaggio continua su un’altra isola: la Sardegna è la prossima tappa. Ci muoviamo verso Cagliari.

 

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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