Correre in Sudafrica

Un viaggio descritto in forma di dialogo. Oggi andiamo in Sudafrica con le parole e le bellissime immagini di Cristina

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RunLovers
Ognuno corre come vuole, semplicemente, naturalmente. Semplicemente, naturalmente, Runlovers parla di cosa si parla quando si parla di corsa.

Tempo di lettura: 3 minuti“Ben rientrata! Abbronzatissima! Non manca il sole in Sudafrica, eh?”
“No, per nulla! C’è un clima fantastico, anche se durante i mesi invernali a Johannesburg può fare davvero freddo.”
“Freddo quanto?”
“Freddo da correre con la maglia termica, la felpa e i pantaloni lunghi.”
“Ah. E il resto dell’anno?”
“Per i restanti 10 mesi dell’anno si esce in maglietta e pantaloncini. Il clima è molto secco e le temperature sono miti, per cui una corsetta al parco il mattino presto è davvero piacevole.”


“E come sicurezza com’è? Raggiungevi il parco in macchina o di corsa?”
“Uscivo di casa di corsa e raggiungevo il parco più vicino, lo Zoo lake, dove facevo un giro attorno al lago di quasi 2 km. È molto bello e rilassante. In diversi si sono stupiti che a Johannesburg corressi da sola per strada. Non è cosi pericoloso come si pensa e non ho mai avuto paura. Basta evitare percorsi isolati e non andare mai (mai!) dopo il tramonto. Tra l’altro,
Johannesburg è a 1700 metri d’altezza e ha diversi sali e scendi, per cui è un bell’esercizio per il fiato!”
“E gente che corre ce n’è?”
“Pieno! C’è tantissima gente che corre, sia corte che lunghe distanze. Una volta a Durban alle 6 del mattino il lungomare è stato invaso da runners che partecipavano alla consueta social run del sabato mattina. Erano in migliaia, un bellissimo colpo d’occhio. Credo che la corsa facesse parte delle Park run, corse brevi di 5 o 10 km nei parchi cittadini: le Park run contano 520 mila iscritti in tutto il Sudafrica, davvero notevole! Ogni mese ci sono inoltre maratone e mezze maratone un po’ ovunque ed è abbastanza frequente incontrare persone che hanno corso ultramaratone.”
“Ultramaratone?”
“Si, oltre i 42 km, prima fra tutte per popolarità la Comrades Marathon: 89 km e 1200 metri di dislivello di pura sofferenza. Curioso anche che durante la Two Oceans Marathon di Cape Town
che va dall’Oceano Indiano all’Oceano Atlantico la scelta è tra la mezza e un’ultra di 56 km!


Quando ho chiesto al chiropratico perché nonostante questa passione per la corsa i sudafricani non siano famosi per vincere maratone, lui ha risposto che la distanza della maratona è troppo
corta e che si divertono di più sulle ultra.”
“Wow!”
“Già, puro endurance. Non a caso sono tra i campioni mondiali di triathlon e ospitano diversi Ironman.”
“Dev’essere tutta la carne che mangiano…”
“Deliziosa! Assolutamente buonissima! E te lo dice una a cui non piace la carne! Il braai è un’istituzione nazionale: carne di ottima qualità (di solito grass fed) grigliata alla perfezione e
gustata in compagnia di amici con del buon vino locale! Perfetto per correre, no?!”
“Niente male! Tutto questo è accessibile a tutti?”
“Non proprio. Le differenze sociali ci sono e sono tante. È probabilmente il paese più bello e contraddittorio dove sia mai stata e anche per questo mi è spiaciuto molto andare via dopo soli 7 mesi: avrei voluto conoscerlo meglio, è molto interessante. Un’amica mi ha chiesto di correre insieme la Knysna Forest Marathon: una trail marathon con 1000 metri di dislivello, follia! Ma potrebbe essere una buona scusa per fare una scappata e girare il Sudafrica ancora un po’!”.

Cristina Lussiana


Gli altri viaggi di Cristina:

AFRICA
– Angola
– Benin
– Città del Capo
– Congo
– Lesotho
– Mali
– Madagascar
– Mozambico
– Nairobi
– Rwanda
– Senegal

AMERICA

– Guatemala
– Hawaii
– New Orleans
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ASIA
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EUROPA
– Amsterdam
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– Oslo
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