Correre a 100 anni, per amore

George Etzweiler a 100 anni corre ogni anno una gara che lo porta sulla vetta più alta del New Hampshire. E lo fa per amore della moglie mancata anni fa.

Tempo di lettura: 2 minutiQuesto è uno di quegli articoli che vorresti aggiornare sempre, per i prossimi 100 anni. Per due motivi: perché significa che fra 100 anni sarai ancora vivo per farlo e perché lo sarà pure lo straordinario personaggio di cui parla. Quindi ogni anno lo aggiorniamo. La prima volta che ne parlammo George aveva 98 anni e quest’anno ne ha compiuti 100. E non ha smesso di correre. Buon compleanno George!


George Etzweiler ha 100 anni e ha iniziato a correre quando ne aveva 49. Era sovrappeso e si addormentava spesso dopo pranzo da tanto il suo fisico era affaticato. Un giorno un amico gli propose di provare a correre: lui, un sedentario pluridecennale? Ci provò e ci prese così tanto gusto che non smise mai, tanto che lo fa ancora oggi che di anni ne ha 100.

E non corre semplicemente: fa trail. Ogni anno partecipa alla ascensione sul monte Washington, la vetta più alta del New Hampshire. Ogni anno è più difficile – dice comprensibilmente lui – ma ogni anno batte il record di età per una gara del genere. Record che ha stabilito sempre lui un anno prima.

Non potrebbe esserci metafora più bella del “battere se stessi”. Non si supererà in velocità ma di certo ha superato se stesso in longevità, vincendo sul George di un anno prima, ogni anno, da quando vi partecipò per la prima volta a 69 anni.

Corre ogni edizione con i suoi caratteristici pantaloncini da running verdi. Oggi ti sembreranno obsoleti ma il motivo è presto detto: glieli regalò sua moglie quando iniziò a correre. Usarli è per lui un ricordo: di quel dono e della donna che ancora ama, anche se se ne è andata molti anni fa.

Un bellissimo video intitolato “For the love of Mary” ne ritrae la divertente ironia e l’ottimismo in pochi minuti. E ne scaturisce tutta la forza di un uomo che dice ridendo “Non uso niente per controllare il battito cardiaco: a quello ci pensa il pacemaker”. Già: George ha avuto anche problemi cardiaci, ma non abbastanza per un cuore così grande.

For the Love of Mary from Sharptail Media on Vimeo.

 

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