Conta come l’affronti

Come in tante cose della vita, non conta quello che ti succede ma come lo affronti

Lento o veloce?

Un post dell’amico Filippo Canetta mi ha fatto pensare ai due atteggiamenti diametralmente opposti che si possono avere riguardo alla corsa. Filippo ha corso quest’anno la North Face Lavaredo Ultra Trail senza alcun intento competitivo. Non doveva fare tempi come gli anni passati, non doveva guardarsi alle spalle, non doveva riprendere quelli davanti al lui. Doveva solo correre e godersela. E a volte manco correre. Bastava anche camminare o fermarsi ad ammirare il paesaggio. E sai cosa? Si è divertito tantissimo. C’ha messo un bel po’ di più del suo record e sai ancora che c’è? Non gliene fregava niente.

Era cambiato lui? Era cambiato il suo rapporto con la corsa? Un po’ tutto questo e anche una cosa nuova: aveva cambiato atteggiamento mentale.

Non si trattava solo di non essere – almeno per una volta – competitivo ma di avere una visione della gara diversa. Nelle altre Filippo era totalmente focalizzato sul risultato. Questa volta lo era solo sull’esperienza, in ogni suo aspetto.

È la differenza che c’è fra una persona capace di essere molto concentrata su un obiettivo e una che ha uno sguardo più ampio, che si sofferma su diversi dettagli. Non è un giudizio di merito: non è meglio la prima o la seconda. Sono solo persone diverse o meglio: atteggiamenti diversi, che può anche avere la stessa persona in diversi momenti della propria vita.

Non ci si gode di meno una gara perché si è focalizzati solo sul tempo e, allo stesso modo, non ce la si gode di meno perché si osserva meglio il panorama e si arriva ultimi. Sono solo esperienze diverse.

L’intelligenza umana

Cosa mi ha colpito alla fine del post di Filippo? L’ironia? Anche. Le immagini che ha suscitato parlando del magnifico scenario dolomitico? Pure.
Riflettendoci però c’è qualcosa di più profondo: Filippo non ha affrontato la gara con un atteggiamento goliardico e pensando di mandarla in vacca, tanto non poteva competere. Ha cambiato atteggiamento mentale: ha deciso che se non poteva fare il tempo poteva comunque vivere un’esperienza diversa. E l’ha fatto.
Questa è l’intelligenza umana, o almeno una sua espressione: capire cosa si può ottenere di comunque positivo da qualsiasi situazione, anche quella che sembra meno entusiasmante.

Puoi continuare a fare gare fino a 70 anni e constatare il fisiologico calo fisico (nessuno gli sfugge!), oppure puoi decidere che a cambiare deve essere come affronti quelle gare. Non cercherai più il risultato assoluto ma, appunto, l’esperienza. Può essere il panorama, possono essere gli amici che corrono con te, può essere anche solo – semplicemente – il fatto di correre ancora dignitosamente a una certa età.

Non è un dramma cambiare atteggiamento. È un dramma convincersi che sia una congiura del tempo ai tuoi danni il fatto di non correre giù come una volta e di non essere, in fondo, più quello di una volta.

Si cambia, tutti cambiamo. Accettarsi e, anzi, riuscire a godere del cambiamento in maniera positiva e arricchente è un dono dell’età.
E chi l’ha detto che si cambi sempre in peggio? Basta dimostrare che non è così, no?

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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