Come un giorno ho cominciato a respirare, correndo

L'asma può impedirti di correre? Per lei non è stato così.

Se penso che sono trascorsi soltanto 3 mesi non mi sembra vero. A marzo scorso ennesima visita da un nuovo otorino. Solita diagnosi infausta. Asma cronica. Rinosinusite cronica. Segue, scontata, la solita  reprimenda finale. Avanti il prossimo, sussurro a bassa voce. – Come fa a stare così, lei non respira!  È a un passo dalla sofferenza cardiaca! – Mi urla il dottore. Devo ammettere che sapevo di stare veramente male, ma come spesso succede nella vita, ci si abitua a tutto, specialmente a soffrire.

Questa volta però è diverso. So che sono ad un bivio, so che le ho provate già tutte, ma perché non riprovarci? Inizio la cura, non ancora conclusa peraltro. Lunga e costosa. Dopo qualche giorno  mi rendo conto che i miei bronchi incamerano nuovamente aria, riesco a fare dei respiri più lunghi, dormo senza andare in apnea e svegliarmi nel cuore della notte sudata e angosciata. Effetto placebo per tenere contento il nuovo dottorino al primo controllo? Chissà, probabile. È stato tanto carino, mi ha detto che per essere una che non respira, ho un bellissimo sorriso. Una mia amica del Twitter corre, da quasi un anno. Un giorno mi incrocio sul Tw con il suo coach. Pochi scambi di parole e una domanda: sei il Coach di C.? La risposta è si. In un paio di giorni mi ritrovo con una tabellina sullo schermo del mio smartphone. Dice che potrei provare a uscire per 21 minuti e alternare corsa e camminata secondo degli  intervalli prestabiliti. Io, l’asmatica, che mi metto a correre. Ma voi siete matti! A stento faccio una rampa di scale a piedi! E poi succede che una mattina mi vien voglia di provarci. Non lo dico a nessuno. Mi vesto come se dovessi andare al Polo Nord, ho paura di prendere freddo, di sudare, di non respirare. Come fanno i bambini che prima di cominciare a camminare corrono per arrivare da un punto ad un altro, ho cominciato a correre. Piano, pianissimo. In posizione quasi fetale, ripiegata su me stessa. Quindici minuti da tartaruga, ma doveva essere NINJA, perché IO DA ALLORA NON MI SONO PIU’ FERMATA! Grazie al sostegno di angeli con scarpe da running ai piedi che mi hanno ricordato che ho le ali ai piedi,  ho ridato respiro alla mia vita, proprio quando credevo di potermi accontentare e vivere con un filo d’aria.

E invece mi è venuta fame, di aria, e più corro più imparo a respirare. Testa, cuore, polmoni  e gambe allineati in un’armonia perfetta. Proseguo le cure mentre imparo a fare di ogni respiro e di ogni passo una scommessa con la mia nuova vita. Due giorni fa la prima gara non competitiva. 6 km di felicità a perdifiato.

Viviana/Bruxmela

(Photo by Rodolfo Sanches Carvalho on Unsplash)

1 COMMENTO

  1. Anch’io ho cominciato a correre ‘grazie’ all’asma. Nel mio caso asma allergia a richio di asma cronica.
    Tutto inizio una sera, cercavo di leggere una fiaba alla mia bambina (un racconto del folletto Bambilla che vieve alla rotonda della Besana). Eravamo accoccolati sul divano e mia moglie stava stirando. “Cercavo” perché ogni frase dovevo fermarmi a riprendere fiato. E’ scattato qualcosa. Un paio di giorni dopo ero in strada, e da allora, senza pretese prestazionali, esco due o tre volte a settimana e sto bene

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