Chia mon amour

A Chia un giorno fai il personale, un giorno lo fai fare.

All’inizio dell’anno, rispondendo al post di Sandro su quelli che sarebbero stati i nostri obiettivi per questo 2018, scrissi che mi interessava prima di tutto mantenere e migliorare il mio stato di forma, il che è significato, in buona sostanza, confermare il tempo medio sulla Mezza ed abbassare quello sulla Maratona. Quando domenica mattina ho iniziato il riscaldamento per la Chia Laguna Half Marathon quindi, ho cercato di capire quale potesse essere il passo da tenere e se ci fosse la possibilità di correrla migliorando il mio tempo dello scorso anno senza tirarmi troppo il collo, anche perché la temperatura, alle nove del mattino, era già abbastanza proibitiva per pensare ad una gara fatta tirando al limite. Per qualche minuto dopo la partenza ho continuato a pensarlo, poi le cose sono radicalmente cambiate, e sono, paradossalmente se si ragiona nella sola ottica del miglioramento cronometrico, cambiate in meglio.
Ma andiamo con ordine. A Chia quest’anno, concentrati in una settimana di fuoco, Folloyourpassion ha organizzato una Granfondo, il Triathlon e la Mezza Maratona. Io sono arrivato nel pomeriggio di sabato 28 per poter ritirare il pettorale e non dover fare una levataccia alla mattina della gara, giusto in tempo per vedere arrivare gli ultimi partecipanti al triathlon. Sono qui con A., che correrà la dieci chilometri, e domattina ci raggiungerà Michele, anche lui per la gara da diecimila metri. Appena arrivati al resort andiamo al ritiro dei pettorali, incontriamo Sandro (non ci vedevamo da oltre un anno), facciamo qualche chiacchiera e lo lasciamo ai suoi impegni istituzionali. Per cena andiamo a mangiare una pizza con Luca, Gianni e Imma, Marco e Maria Giovanna e i loro bimbi e chiacchieriamo di corsa, di tattiche di gara (partire a bomba ed accelerare nel finale) e di tante altre cose. Siamo tutti d’accordo sul punto più importante per la gara di domattina: divertirci. Ci salutiamo e ci diamo appuntamento sulla piazza del resort per il raduno con gli altri RunLovers per le foto di rito.
È domenica 29 aprile 2018, sono le 9:30 e stiamo per partire per la settima edizione della Chia Half Marathon. Sono concentrato sulla gara e sto pensando a come gestirla. Fa già molto caldo e non tira un soffio di vento. Pochi minuti fa, durante il riscaldamento, ho fatto qualche allungo ed incrociato il grande Daniele Meucci (vincerà la corsa con il nuovo record del percorso) ed anche lui ha detto che “oggi sarà dura con questo tempo qui”. Ci sto ripensando e sto cercando di capire cosa voglio da questa gara di oggi.

Chia per me è una gara molto particolare. Da quando ho iniziato a correre gare su lunga distanza è l’unica a cui ho sempre partecipato, ed ogni volta, anche grazie a RunLovers ed al RunLovers Club (non dirmi che non sei iscritto!) ho conosciuto tante nuove persone e mi sono divertito (l’ho raccontata anche nel 2016 e nel 2017). Il conto alla rovescia fa andare in circolo l’adrenalina e allo sparo cerco di recuperare qualche posizione per avvicinarmi al gruppo di testa. Già in questo primo chilometro in cui cerco di riportarmi avanti incrocio tantissimi amici e ci mettiamo a chiacchierare ed a fare battute sul caldo e sul passo, qualcuno che mi riconosce mi chiede di fare una foto o un filmato con la GoPro, un ragazzo mi dice che “mi vorrebbe vedere chiacchierare alla salita”, un altro che incontro spesso alle gare gli risponde che “se chiaccherate insieme vuol dire che stai andando forte”, ridiamo e scherziamo (la gara è appena iniziata e la goliardia è ancora più forte della fatica). Allungo un altro po’, intorno al quarto chilometro ho quasi ripreso il gruppo di testa e grazie all’accelerazione ora sto andando ad un passo che mi consentirebbe di migliorare il tempo dello scorso anno, non sento ancora la fatica e tra poco ci sarà il ristoro. Prendo la GoPro, mi metto a correre un po’ più forte cercando di filmare il più possibile e uno dei runner mi dice “ma tu sei quello dello scorso anno che parla sempre?”. Ecco – penso – dev’essere uno di quelli che si lamentano perché li deconcentro. – gli rispondo – e lui mi dice “bravo bravo, se mi becchi al ritorno mi raccomando dammi il cinque”. Lo ringrazio, rimetto a posto la fotocamera e prendo da bere al ristoro, che corrisponde anche al primo giro di boa. Faccio un calcolo veloce. Son pressappoco sullo stesso tempo dello scorso anno in questo momento. Accelero? Non accelero? Sto bene e sento di avere energie a sufficienza per provarci. Saluto e do il cinque a tutti i runners che dall’altra parte della strada vanno verso il giro di boa, incrocio anche Gabriele che corre accompagnato da suo figlio Andrea e da Gianni. Gabriele è un non vedente ed è partito dal fondo del gruppo, ha un sogno in testa (correre la NYC Marathon accompagnato da Andrea) e se l’ho incrociato qui significa che sta andando fortissimo ed ha superato un sacco di persone. Ogni volta che ho la fortuna di incontrare un atleta così grande come Gabriele vengo investito dalla immensa forza di volontà e dalla voglia di continuare a condurre una vita normale in cui possa trovare spazio anche un passatempo come la corsa, mi riscopro fortunatissimo e penso che tutte le cose per cui mi preoccupo a volte siano in realtà ben poca cosa.

Lo saluto e lo incito a gran voce, poco dopo Charlene mi compare accanto sorridendo e qui capisco che più che in altre occasioni posso pensare solo a divertirmi oggi, senza badare al tempo. Se arriverà un miglioramento meglio, altrimenti preferirò correre in compagnia e incitare gli altri. Intorno al settimo chilometro mi si affiancano Roberto e Massimiliano. Per loro questo passo che stiamo tenendo sarebbe da record del percorso, e gli dico che per me sta bene correre in compagnia e se vogliono possiamo andare insieme.
Alla prima salita il caldo e la pendenza danno filo da torcere a diversi atleti. Incrociamo e superiamo Tore, gli chiedo se tutto vada bene e mi dice che sta gestendo la fatica, di andare tranquilli. Raggiungiamo un bel po’ di altri runners, scolliniamo e nella prima discesa recuperiamo un po’ di energie. Alla seconda salita, in corrispondenza del ristoro del quindicesimo chilometro, siamo un po’ distaccati con Roberto e Massimiliano, ma ancora su un passo piuttosto buono. Ho ancora abbastanza energie per cui mi fermo a bere i sali in tranquillità e prendo una bottiglietta d’acqua, ringrazio i ragazzi del ristoro e riparto, riprendendo Roberto che aveva allungato un po’ e che sta andando davvero alla grande. Incrociamo tutti i runners che stanno andando verso la seconda salita e il ristoro. Mi sposto sul lato destro, dò il cinque a tutti quelli che posso e dico qualche stupidaggine per non far sentire la pendenza (ho filmato buona parte di questo tratto e non so con quante persone ci siamo scambiati un incitamento, bellissimo davvero). Passano anche nuovamente Gabriele con il suo cordino che lo tiene in contatto col figlio Andrea e Gianni, che gara stanno facendo! Tra il diciasettesimo ed il diciottesimo chilometro c’è l’ultima salita ripidissima e davvero pesante da correre, ci raggiunge Enrico, il pacer dell’ora e trenta, che è rimasto solo e non ha nessuno da portare con sè. Un paio dei ragazzi che stanno correndo nel nostro gruppetto vanno con lui, Roberto invece ne ha ancora ed accelera mentre io aspetto Massimiliano che è ad un centinaio di metri dietro di me, tra poco ci sarà la discesa e spero possa recuperare le energie per gli ultimi chilometri. Fa uno sforzo e mi raggiunge. Al momento, stiamo andando ad un passo che gli consentirebbe di migliorare il suo tempo di oltre tre minuti. È stanco ma ancora lucido, mi dice di andare e non preoccuparmi ma gli dico che la finiamo insieme ormai, che per me va benissimo così e non avrebbe davvero senso lasciarlo solo ora. Al ristoro del ventesimo l’acqua lo ricarica e acceleriamo per finire al meglio questa corsa incredibile che è sempre un’incognita. Prendo la GoPro dal cappellino e filmo il nostro arrivo. A duecento metri dal traguardo inizia ad esserci un po’ di pubblico, ci incita, acceleriamo ancora, ridiamo sul rettilineo finale e tagliamo il traguardo felicissimi.

Ci abbracciamo e ci complimentiamo l’un l’altro, è stata una gara bellissima ed io mi sono divertito come non mai. Al traguardo c’è A. che mi aspetta, lei ha corso la dieci chilometri insieme a Michele ed anche per loro è stata una bella gara, nonostante il gran caldo.

Charlene se la ride di gusto e mi dice all’orecchio: Visto? Meglio del PB, no? Ha ragione, come sempre.

Chia non ha deluso le aspettative, ancora una volta. Ci vediamo nel 2019!

(Photo credits: Maria Giovanna Sechi)

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