Cambiare abitudini (in meglio)

Molti ci provano e molti smettono presto. Perché è così difficile cambiare abitudini?

Una cosa che spesso mi sento chiedere è “Come si può continuare a correre una volta iniziato?”. Ogni volta che si intraprende una nuova avventura c’è l’entusiasmo iniziale, seguito purtroppo spesso dalla delusione perché i risultati non arrivano subito o perché, in altre parole, cambiare abitudini è difficile.

Diventare attivi da sedentari che si è. Perdere peso essendo amanti del cibo e del bere. Cambiare, più in generale.

Se ci fai caso, una delle resistenze più radicate in noi è proprio quella al cambiamento. Siamo come bambini piccoli: qualsiasi cosa che sconvolge la nostra routine è vista con sospetto e osteggiata. Se applicassimo al cambiamento pianificato tutta l’energia che impieghiamo per NON cambiare potremmo vincere svariati titoli mondiali di velocità e resistenza. E invece ci concentriamo sul come NON cambiare. Questi consigli invece ti servono proprio a cambiare abitudini in maniera ragionata, tenendo a mente un principio fondamentale: il cambiamento che vogliamo fare avvenire in noi deve essere accettato in tutte le sue parti: nella difficoltà e nella lentezza con cui avviene. Se non ne sei convinto pensa solo che più lentamente avviene, più duraturi e radicali saranno i risultati. Non esiste la pillola magica: l’unica soluzione è dentro di te e costa fatica trovarla.

1. Fai le cose che fai di solito ma diversamente

Il primo passo per cambiare è farlo nelle piccole cose: qui c’è un articolo interessante che ti spiega che anche lavarti i denti con la mano con cui normalmente non te li lavi è un buon modo per cambiare piccolissime abitudini che abitua il tuo cervello a ragionare in maniera diversa. Stimolandolo.

2. Scegli sempre la strada che non conosci

L’abitudine è confortante ma non ti farà mai scoprire nuove strade e vincere nuove sfide. Per scoprire nuove esperienze devi… cambiare strada, molto semplicemente. Qui ti abbiamo spiegato come allenarti variando il percorso e l’ora in cui ti alleni ti metta in una condizione di disagio controllato che spinge il tuo cervello ad adattarsi a condizioni diverse, allenandolo in maniera molto efficace. La ricerca di soluzioni alternative in condizioni di stress ti sarà utile in molti frangenti: nella vita quotidiana, al lavoro e anche in gara, quando gli imprevisti possono essere davvero infiniti.

3. Non avere un solo punto di vista

Questo è forse il consiglio meno specifico che posso darti, ma ha risvolti interessanti anche nella corsa. Affronta ogni sfida, difficoltà o problema che la vita ti pone avendone una reazione istintiva all’inizio e ponderata poi. In altre parole: non fermarti mai alla prima idea che ti viene in mente ma indaga oltre, prova a entrare nella testa altrui e a valutare il suo punto di vista. Cerca di avere più punti di vista e una visione più ampia possibile del problema. Come ti può aiutare nella corsa? Per esempio facendoti accettare lo sforzo che stai facendo non solo nel momento in cui lo provi (correre a volte è faticoso e basta) ma nel lungo periodo: pensa a come starai dopo aver corso e non solo mentre lo fai. Pensa a che benefici ti porta la corsa per motivarti a praticarla anche se non ne hai voglia quel giorno.

4. Non allenarti sempre con le stesse scarpe

Questo è un consiglio tecnico: è sempre buona cosa variare il tipo di allenamenti. Puoi farne uno di qualità e uno di quantità, alternandoti come meglio credi o come ti suggerisce il tuo coach. Perché è importante? Perché rinforzi sia la resistenza (quantità) che la velocità (qualità). Per fare al meglio questi allenamenti è anche opportuno usare le scarpe giuste, perché ci sono quella per fare i lunghi e quelle per allenare la velocità.

5. Scopri come puoi essere diverso eppure te stesso

Ritornando al punto da cui abbiamo iniziato: spesso siamo più resistenti al cambiamento che a qualsiasi altra cosa. Cercarlo e volerlo è invece un modo non solo per cambiare abitudini ma per scoprire aspetti di noi stessi che non pensavamo di avere. Tipo essere caparbi, essere determinati, essere competitivi. Spesso ci si abitua a vivere più che avere un controllo su come viviamo. Ci abituiamo a essere in un certo modo al lavoro, negli affetti ecc. Correre – specie se non ci siamo abituati – è un buon modo per scoprire che conteniamo diverse persone e che siamo più complessi di quanto pensiamo. Magari al lavoro non siamo competitivi ma appena indossiamo le scarpe da corsa diventiamo delle belve assetate di sangue (metaforico, per fortuna!). Se vuoi scoprire quante diverse persone puoi essere, correre è un modo salutare e divertente per farlo.

Non si corre solo per dimagrire e stare bene: si corre anche per scoprire come siamo fatti e come non sospettavamo di essere. E sarà una bellissima scoperta.

(Photo by Jakob Owens on Unsplash)

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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