Brooks Levitate, qualcosa di diverso

Per certi versi la scarpa più versatile che si possa immaginare perché va bene sia per chi corre di avampiede che per chi corre di tallone. 

Ogni marca di scarpe ha una sua caratteristica e chi ne ha usate molte e di diverse per correre può – con la giusta sensibilità – riconoscere a occhi chiusi che cosa ha ai piedi. Potrebbe sembrare stregoneria ma – ehi – è il bello del mercato: una grandissima offerta e l’esigenza per i diversi produttori di differenziarsi per incontrare i loro consumatori ideali.

Le Brooks per esempio le riconosci facilmente da diversi dettagli che puoi percepire anche solo indossandole: hanno un collo molto imbottito, una pianta abbastanza stretta, ottimo sostegno e un’ammortizzazione importante ma non dispersiva. Per “dispersiva” intendo che quando affondi il piede in appoggio l’energia che scarichi a terra non si disperde tutta affondando nell’intersuola ma incontra una certa resistenza. In altre parole, le intersuole Brooks ammortizzano ma non si schiacciano sotto il peso – tuo e della forza che imprimi durante la corsa.

Signore e signori: Levitate

Da qualche mese c’è una novità in casa Brooks. Si chiama Levitate (il modello) e si basa su una nuova mescola del’intersuola chiamata DNA AMP, una schiuma in poliuretano che si espande in modo naturale, restituendo l’energia nel momento stesso in cui viene applicata la forza dell’impatto al suolo. Questo è, bene o male, quello che avevo capito dal comunicato ufficiale. Quando poi le ho messe ai piedi e c’ho corso ho invece indossato i panni di San Tommaso e ho voluto provare per credere.
L’impressione più evidente che si ha correndo con le Levitate è che ci sia qualcosa di diverso: se buona parte delle sensazioni che si hanno indossandole sono simili a quelle di qualsiasi altra Brooks, è la resa su strada che è diversa. Perché la tomaia è tutto sommato una tomaia Brooks – anche se con un design più minimal – ma è quello che c’è sotto che cambia.

Sarò poco tecnico e quindi, spero, più comprensibile. Molti altri modelli Brooks (e ne abbiamo testati tanti qui su RunLovers) hanno intersuole che si percepiscono in maniera diversa a seconda della zona in cui impattano: più “consistenti” nel tallone e meno ammortizzate nell’avampiede, per esempio. C’entra ovviamente la quantità di materiale che c’è in diverse zone, e nel tallone è sempre di più. La differenza sostanziale delle Levitate è che l’intersuola è uniforme nel suo comportamento meccanico ovunque, a prescindere dallo spessore in quel punto. Se insomma ti aspetti che nel tallone la scarpa sia più ammortizzata perché ci sono più millimetri di intersuola e lo sia un po’ meno nell’avampiede, le Levitate riescono a stupirti per l’uniformità della risposta lungo tutta la suola. È come se avessero lo stesso spessore ovunque, non saprei come dirla diversamente.

Un nuovo concetto di neutro

“Neutro” non è un’attributo che normalmente entusiasma. Nessuno vorrebbe sentirsi dare del tipo “neutro” perché in fondo significa che la propria presenza è neutra, cioè ininfluente. Esserci o non esserci non cambia. Ma le Brooks Levitate danno un diverso significato a questo termine che nel gergo delle scarpe da running sta poi a significare “scarpa che va bene per chi non è né pronatore né supinatore”. Mediano insomma, oppure che non corre con nessuna inclinazione a stare sull’esterno o sull’interno del tallone. Le Levitate sono neutre ma in un’accezione un po’ diversa: più che neutre sono omogenee nel loro comportamento meccanico perché sono capaci di restituire lo stesso grado di ammortizzazione su tutta la loro lunghezza. Per certi versi è la scarpa più versatile che si possa immaginare perché va bene sia per chi corre di avampiede che per chi corre di tallone.

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Non so se questa fosse una caratteristica ricercata e voluta da Brooks o un risultato secondario e non pianificato del loro studio su una nuova mescola ma non posso che ammettere che funziona. Le Levitate ridefiniscono il concetto non solo di scarpa neutra ma anche di scarpa versatile. E poi hanno quella finitura dell’intersuola che le fa sembrare fatte di un materiale aerospaziale. Non so te ma io non ne resto indifferente. Se poi non è solo apparenza ma pure sostanza, beh, tanto meglio, no?

Le Brooks Levitate costano 170 euro.

 

IN BREVE
Comodità
8.5
Estetica
8.5
Tomaia
8
Suola/intersuola
9.5
Peso percepito
9
Protezione
9
Rapporto qualità/prezzo
8
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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

1 COMMENTO

  1. Acquistate ieri, testate oggi sui 10km, ancora pochi per un giudizio ma di sicuro ho avvertito grande ammortizzazione a ritmo lento, quando si scende sotto i 4.30 il rilancio è sensibile.
    P.S. esteticamente fantastiche :-)

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