ASICS Gel Nimbus 20: recensione di un mito

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Poco importa se corri da decenni o solo da un paio di mesi, in ogni caso avrai sentito parlare – o addirittura già provato – delle Nimbus che, è un dato di fatto, sono note per le centinaia di migliaia di chilometri che sono stati corsi in loro compagnia.

Siamo arrivati alla ventesima edizione di questo modello e, con lei, al suo ventesimo compleanno. Sì, è maggiorenne: hai capito bene. Ma non siamo qui a parlare di storia, giusto? Tu vuoi sapere come vanno.

Il primo contatto

Appena metti le Nimbus 20 ai piedi hai la stessa sensazione che potresti avere entrando in una Rolls Royce con autista dopo aver viaggiato sul tetto della quarta classe di un treno a gasolio. Cioè, per dirla più semplice, è puro lusso e comodità. Ma ricorda questo paragone, perché sarà una costante di questa recensione.

Non è una scarpa “ignorante”, è un perfetto concentrato e sunto della tecnologia ASICS: Guidance Line®, Clutch Counter, Rearfoot and Forefoot GEL® Cushioning System, Impact Guidance System (I.G.S.), SpEVA®, Midsole Material, AHAR+, FlyteFoam, 3M Reflective, SpEVA 45 Lasting, Guidance Trusstic, ComforDry X-40 Sockliner; li trovi tutti qui dentro. Perfetto concentrato, dicevo, perché tutte queste tecnologie sono stupendamente integrate tra loro: praticamente ci sono, ma creano una sorta di ecosistema così ben equilibrato da far pensare che la Nimbus 20 sia una scarpa senza alcuna tecnologia, la percepisci solo quando ne hai bisogno. E questo mi piace molto.

Le infili, dicevo, e, tra tomaia, rivestimento, forma della pianta, imbottiture, linguetta e lacci, percepisci che ogni elemento è pensato per mettere il tuo piede nelle migliori condizioni di comfort possibili. È comunque da segnalare che, per la loro particolare forma, alcuni le hanno trovate un po’ strette; non nel mio caso – però era giusto segnalartelo.

Purtroppo, in molti modelli, comodità significa anche maggiore peso e una dinamica più lenta ma non è questo il caso: le sensazioni sono ottime e, soprattutto, senti già dalla prima calzata che potrai fare dei lunghi in totale serenità.

Com’è la Nimbus 20?

ASICS Gel Nimbus 20 nelle colorazioni da uomo

Partiamo dalla parte più frivola ma che – inutile nascondersi dietro a un dito, no?! – conta moltissimo: l’aspetto. Sono belle, la colorazione gialla e nera sembra quasi pitonata; colori totalmente diversi per la donna ma altrettanto belli.

ASICS Gel Nimbus 20 nelle colorazioni da donna

La tomaia e il rivestimento sono pensati per non provocare alcuna frizione (e quindi vesciche), così come l’imbottitura all’altezza della caviglia è estremamente morbida e confortevole, forse addirittura troppo, tanto che hai quasi la sensazione che la scarpa non sia nemmeno allacciata, anche se – in realtà – lo è molto bene.
A concorrere a tutto questo si aggiunge la linguetta molto imbottita e i lacci che fissano perfettamente la scarpa senza però dare fastidiose sensazioni di “strette” al collo del piede.

Il piede, ti dicevo, è fissato molto bene, complice anche la conchiglia al tallone e i sistemi di supporto che mantengono staticamente il piede nella sua posizione, senza opprimerlo.

La parte anteriore, grazie anche al disegno della pianta, è larga e ospita perfettamente le dita senza costringerle, indolenzendole. Le lascia libere di muoversi liberamente, come dev’essere in una scarpa pensata per correre anche le distanze più lunghe.

Come va la Nimbus 20?

Finalmente siamo arrivati alla parte che – sono sicuro – ti interessa di più: la dinamica.

La versione breve nel caso tu non abbia tempo per leggere è: Le Nimbus 20 sono scarpe molto ben ammortizzate e mediamente reattive che vanno benissimo per qualunque percorrenza.

La versione completa è un pochino più lunga ma ti consiglio di leggerla perché le sensazioni che danno queste scarpe sono particolari.

Partiamo dal drop, differenziato tra il modello maschile (10 mm) e quello femminile (13 mm perché le ricerche ASICS hanno evidenziato una maggiore necessità di scaricare il tendine d’Achille). In tutta sincerità, per una scarpa di questo genere, è un’ottima scelta tra lo spostare l’appoggio in avanti senza però causare fastidiosi indolenzimenti.

Rispetto alla versione 17 che avevo provato poco più di un paio d’anni fa, le Nimbus 20 sono molto meno “fluffose” (neologismo appena inventato per indicare il livello di ammortizzazione, onomatopeico che rende bene l’idea), più reattive – grazie alle nuove mescole, alla nuova dinamica e al FlyteFoam all’intersuola. Senza però perdere stabilità, controllo e quel supporto che sono necessari in una scarpa come la Nimbus.

Nella corsa, la rullata è fluida – molto fluida –  e perfettamente controllata. L’ammortizzazione si sente, senza però essere invadente o compromettere la reattività o la sensibilità. Proprio per questo, il peso percepito (che è ciò che conta di più) è inferiore ai 305 grammi dichiarati per il modello maschile.

Anche la comodità dinamica è estremamente alta, grazie alla tomaia studiata correttamente e agli occhielli di allacciatura separati che, alla flessione del piede, non causano quelle fastidiose pieghe che possono risultare dolorose dopo decine di migliaia di passi.

In definitiva

Come avrai capito, le ASICS Gel Nimbus 20 sono scarpe che mi sono piaciute molto, adatte sia al principiante che si avvicina al running per la prima volta che per il runner esperto che ha bisogno di un prodotto affidabile e sicuro per percorrere molti chilometri e affrontare gare di qualunque distanza e durata.

Rispetto al modello precedente, le “19”, queste Nimbus 20 sono migliorate nello spazio per le dita e nella tomaia, pur mantenendo una dinamica di alto livello.

Il prezzo di listino è di 180 €, alto ma allineato al segmento “premium” di cui queste scarpe fanno parte, puoi però già trovarle con cospicui sconti sia online che in negozio.

Per finire, te le consiglio? Assolutamente sì, sotto ogni aspetto.

IN BREVE
Comodità
10
Estetica
9
Tomaia
9
Suola/intersuola
9
Peso percepito
8.5
Protezione
9
Rapporto Qualità/Prezzo
8
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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

6 COMMENTI

    • Ciao Stefano. Per quanto riguarda le Ghost 10 non so dirti perché non le ho testate io, mentre il confronto con le Levitate è abbastanza difficile. Queste ultime sono un po’ più “secche” delle Nimbus 20 ma hanno anche una transizione meno fluida e sono un po’ meno traspiranti delle ASICS. Davvero, sono scarpe molto complicate da confrontare, anzi è quasi impossibile (per questo nella recensione ho parlato solo delle altre versioni di Nimbus). Soprattutto in virtù del fatto che il feeling varia molto in base a che tipo di runner le usa. Sono entrambi prodotti validi, sia chiaro, io ti consiglio di andare in un negozio e provarle (che è sempre la scelta migliore).

  1. Ciao Sandro…sono tornato ad Asics, dopo 3 paia di brooks gosth dalla 8 alla 10. Attualmente ho le cumulus. Tra cumulus e nimbus c’è cosi tanta differenza? E se si quali sono gli aspetti che rendono la nimbus migliore? Grazie

  2. Ciao Sandro, io vorrei chiederti un consiglio sulla scelta delle scarpe da comprare , per sostituzione del modello che uso attualmente e che ormai è usurato.
    Premetto che ultimamamente ho usato le Triumph Iso 3 e prima le Iso 2 trovandomi molto bene, però ora a fronte di un infortunio al ginocchio, vorrei cambiare marca e sono indeciso fra le Nimbus 20, le Glycerin 15 o le Transcend 5. Secondo te qual’è la scarpa meglio ammortizzata e allo stesso tempo protettiva, che mi possa permettere di recuperare dall’infortunio.
    Grazie mille.

  3. Io al contrario, devo dire, con nimbus (17 e 18) e cumulus (17) mi sono trovato sempre non benissimo. Sono scarpe in cui riconosco tanto potenziale e caratteristiche da leader delle categorie di appartenenza (la tenuta sul bagnato per esempio) ma sempre con dei problemi che ne inficiano la bontà.
    Nel mio caso il collo troppo alto sul tallone che mi comprime i tendini di achille e il calore generato, soprattutto da cumulus, dal gel per almeno i primi 200km.

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