Allenarsi in “quei giorni”

Oggi voglio dedicare questo articolo alle donne. Non perché ultimamente va molto di moda il “girl power” o essere “girl friendly”, ma perché, per quanto riguarda l’attività sportiva e l’allenamento, ho sempre un po’ l’impressione di essere trattata come un uomo un po’ più carino e fragile.
Mi spiego meglio.
Noi donne sfortunatamente abbiamo un periodo del mese nel quale non siamo proprio in perfetta forma, quindi non sempre riusciamo ad allenarci sempre e comunque come i nostri colleghi uomini.

E sì, sto parlando proprio di quel periodo.

In gergo tecnico si chiama menarca, ma ognuna di noi gli da il nome che più le piace per cercare di rendere il tutto un pochino più familiare e per sentirsi un po’ meno a disagio. Spesso ci vergogniamo a parlarne anche con il nostro allenatore, e, quelle rare volte in cui si affronta l’argomento, sembra sempre che ci si riferisca a qualcosa di oscuro.

In realtà è molto più banale di quel sembra!

Da un punto di vista prettamente biologico, le mestruazioni non sono altro che un’emissione di sangue provocata dallo sfaldamento dello strato mucoso che tappezza la cavità uterina. Il problema però è che non sempre questo processo avviene in maniera indolore: tantissime donne sono infatti attanagliate dai dolori mestruali, che consistono principalmente in crampi o fitte dolorose al basso ventre e spesso accompagnati da mal di schiena. A fare da corollario, si aggiungono anche sbalzi d’umore, stanchezza, diarrea, nausea, lombalgia, tensione mammaria, capogiri e, nel peggiore dei casi, svenimenti.
Poi vi stupite se siamo nervose “in quei giorni”! Abbiamo gli ormoni che giocano a tennis con le nostre emozioni, come possiamo essere serene?!
A volte la sintomatologia può essere così debilitante e dolorosa da rendere difficile o addirittura impedire qualunque tipo di attività. In questo caso però si parla di una vera e propria patologia chiamata dismenorrea.

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Senza scendere in ulteriori dettagli, è abbastanza evidente che allenarsi in questo periodo potrebbe risultare difficile. Fortunatamente la scienza ci giunge in aiuto, sia dal punto di vista dell’integrazione/nutrizione, sia grazie alle nuove metodologie di allenamento.

Il segreto è saper sfruttare i vari “periodi” del mese nel quale un’atleta si trova. Cosa significa? Non rinunciare ad allenarsi, ma saperli ottimizzare. Per esempio, se il primo giorno di ciclo ti senti stanca e hai qualche crampo addominale, è inutile, se non controproducente, fare un lavoro di forza o qualcosa di particolarmente impegnativo. Avrebbe un’impatto troppo elevato sia dal punto di vista organico, andandoti a stressare più del previsto, che dal punto di vista mentale (vai piano, non rendi come dovresti quindi ti abbatti, con la possibilità di entrare in un loop mentale negativo). Molto meglio fare un lavoro aerobico con magari qualche richiamo di velocità per non perdere brillantezza! In questo si evitano o si riducono i rischi di stressarsi in modo eccessivo. Meglio rimandare gli allenamenti più impegnativi alla fase post mestruale, dove le capacità di attenzione e forza sono decisamente migliori.

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Come spiega molto bene Elena Casiraghi in un suo recente articolo su “Sporteat”, nella fase mestruale è consigliabile un carico leggero in quanto l’eliminazione di sangue e quindi di ferro può indurre una situazione di stanchezza generica; nella fase post mestruale si ha una migliore capacità di attenzione, di concentrazione e di forza ed è quindi preferibile programmare allenamenti che sfruttino al massimo queste capacità; nella fase ovulatoria, invece, sembra vantaggioso allenare le capacità aerobiche, in quanto si ha la massima capacità del sangue di saturare l’emoglobina, fondamentale per il trasporto dell’ossigeno; la fase post ovulatoria, come quella post mestruale, è caratterizzata da eccellenti condizioni di forza e di benessere sia fisico che mentale; mentre, infine, la condizione pre mestruale è molto simile a quella mestruale, per cui è meglio non spingere al massimo con i carichi.

Per quanto riguarda l’integrazione, invece, un valido aiuto a ridurre i sintomi può derivare da magnesio e potassio, che hanno il compito di abbassare il pH del nostro organismo. Quando noi donnine abbiamo il ciclo, infatti, il nostro corpo va in acidosi e causando mal di gambe, mal di schiena, ecc perciò abbiamo la necessità di ripristinare i livelli di pH originari.
Un altro aiuto valido, altrimenti, può arrivare dall’Agnocasto, una pianta che si può  facilmente in erboristeria. Tra i costituenti chimici dell’Agnocasto si trova infatti un flavonoide, la vitexina, con proprietà rilassanti. Inoltre, il frutto dell’Agnocasto agisce sul sistema endocrino ed in particolare modula la produzione di alcuni ormoni, tra cui la prolattina, la principale causa dei dolori mestruali.

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Riassumendo: fatevi amici potassio, magnesio e agnocasto, mentre convincete i vostri allenatori a seguire una diversa programmazione e una diversa suddivisione dei carichi di allenamento!

 

 

Photo by Clem Onojeghuo on Unsplash

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Nuota come un motoscafo, pedala come una moto e corre come se fosse inseguita da un'orda di zombie affamati. Veronica si definisce un'atleta (semi)professionista ma solo perché i semi li sta gettando per far crescere una carriera grandiosa nella triplice disciplina. Si dice sia sempre felice perché è in costante overdose da endorfine ma, in realtà, ha un segreto per la felicità molto ben custodito e te lo svelerà solo se vai più forte di lei. Quindi lo conoscono in 5 in tutto il mondo! ;)

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