Zoot Ali’i, una scarpa fuori dal comune

Comodità
9
Estetica
7
Tomaia
8
Suola/Intersuola
8
Peso percepito
8.5
Protezione
8.5
Sistema di allacciatura
9
Rapporto Qualità/Prezzo
8.5

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

Tempo di lettura: 3 minutiChe le Zoot Ali’i non siano delle scarpe normali, lo vedi già al primo colpo d’occhio perché i tradizionali lacci sono sostituiti dal sistema Boa.
Questa soluzione, che già si trova in alcune scarpe da running e in molte da trail offre indiscutibili benefici in termini di calzata, fitting e regolazione: ci metti pochissimo a infilarle, regolarle, aprirle e – in caso tu abbia bisogno di aggiustare l’allacciatura – con un click del Boa le stringi. Questione un po’ più complicata è se hai bisogno di aprirle leggermente, infatti dovrai aprire la rotella di regolazione e riallacciarle.
Ma, comunque, farai ogni operazione più velocemente che con i lacci tradizionali.

Parlo di velocità di apertura/chiusura perché le Ali’i – come dice il nome stesso – sono scarpe ispirate e pensate per il triathlon ma, ovviamente, non fa nessuna differenza se le userai senza aver prima nuotato e pedalato.

La prova su strada

Appena le infili la sensazione è di grande comodità e la tomaia con la parte superiore – all’altezza dell’allacciatura – molto imbottita ti fa subito capire che i fili in acciaio che collegano i punti di allacciatura non saranno un problema.
Sono scarpe che nascono per essere indossate anche senza calze, quindi internamente non ci sono punti di frizione e l’aerazione è ottima.

Come dicevo, ad allacciarle ci metti un tempo variabile tra 0,5 e 0,7 secondi: basta girare la rotella fino al punto in cui sentirai il piede ancorato alla scarpa ma non eccessivamente stretto. Ti servirà qualche prova iniziale per capire quale sia la giusta pressione sul piede ma poi ci metterai un battito di ciglia.

La comodità è garantita anche da una toebox (la parte anteriore che ospita le dita) molto ampia e che permette al piede di allargarsi in appoggio, favorendone il movimento naturale.

Ok, quindi mi pare di essere stato chiaro: è molto comoda e l’uso del sistema Boa è veloce e facile.

Come la tomaia e la calzata sono comode, dal punto di vista dinamico, le Ali’i sono molto reattive. L’ammortizzazione è pensata in modo modulare in modo da assecondare chi appoggia sul tallone (che troverà assorbimento di impatto) e chi appoggia in mesopiede (con grande reattività). Questi ultimi sono facilitati anche dal drop di 8 mm che porta a spostare il punto di contatto con il terreno più verso l’avampiede.

È una scarpa che è pensata e ispirata all’Ironman – Ali’i Road è il luogo dove arrivano gli atleti che partecipano all’IM di Kona – e quindi puoi facilmente immaginare come sia votata anche alle lunghe percorrenze infatti, con un adeguato supporto all’altezza del mesopiede, mantiene una buona dinamica di corsa anche dopo molti chilometri. Il sistema suola-intersuola asseconda questa filosofia pur mantenendo sempre una spiccata reattività e una certa “secchezza” nell’ammortizzazione.

In definitiva

Le Zoot Ali’i sono delle scarpe multiuso, vanno bene sia per i lavori veloci che per i lunghi lenti e comodi. L’estetica potrà dividere ma – per accentuarne ulteriormente lo spirito hawaiano – è stata sviluppata dall’artista Keith Tallet e ha sicuramente il suo “perché”.
Con un prezzo di listino di 140€ (ma si trova online con ottimi sconti) e un peso di circa 280 grammi sono delle ottime scarpe che ti accompagneranno per molti molto molti chilometri, spero, fino a Kona.

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