Vegan per stare in forma?

"Non giudicare sbagliato ciò che non conosci, cogli l’occasione per comprendere".

CONDIVIDI

Ho conosciuto Attila Hildmann grazie alla mia incredibile zietta tedesca Agata ed è stato subito amore a prima vista. Prima di cominciare a ticchettare, qualora tu capitassi qui per caso, occorre una doverosa premessa. Scusa, eh. Ma amo mettere le cose in chiaro.

Seguo un’alimentazione vegana da cinque anni circa. Sono stata vegetariana per quasi venti anni (ma sono comunque una venticinquenne, inciso). Mi è stato diagnosticato un disturbo alimentare in età adolescenziale e lotto ancora. Sono arrivata a pesare più di 140 chili. Ho perso più di 80 chili senza chirurgia bariatrica. Sono seguita da un nutrizionista. Amo studiare l’alimentazione da diversi anni ma aborro il fai da te, l’incompetenza e l’improvvisazione. Quello che segue non è un incoraggiamento all’orientamento veg. I miei genitori mi hanno insegnato che non si guarda MAI il piatto dell’altra persona e non si giudica. Come nella vita in genere. Pertanto non prendere fischi per fiaschi. Non vedere supponenza dove non c’è. Leggi attentamente inspirando. VENGO IN PACE! Non insegno niente a nessuno. Non invito nessuno a cambiare alimentazione. Racconto di me, racconto storie, esperienze e vite. Sono una persona estremamente educata e rispettosa dell’opinione e dei modi di vivere altrui. E non in ultimo pretendo che questo comportamento sia riservato anche a me. Vuoi mangiare la carne? Mangiala. Tutti i giorni? Pure tre volte al giorno. Non mi riguarda. Mi dispiace? No. Perché sei quello che mangi. Perché è giusto che tu sia quello che sei. Perché è sacrosanto condurre la vita che vuoi condurre. Io non sono contro di te, non sono con te, non mi interessa che tu ragioni come me. Siamo mondi unici e irripetibili. Il bello sta proprio lì.

Adesso posso cominciare a raccontarti di Attila.

Attila Hildmann, di origine turca, è nato e vissuto a Berlino. Con i suoi libri ha rivoluzionato le sorti del mercato tedesco dei libri di ricette in genere e del mercato mondiale dei libri di ricette vegan nel particolare. Perde quaranta chili cambiando radicalmente alimentazione -orientandosi al veg- dopo aver visto morire precocemente il padre; morte che dice essere correlata all’alimentazione sbagliata, alcool e bagordi di vario genere. Attila per questo motivo rinasce -anche per far rivivere il papà- in un’altra forma e sostanza. Adesso ha un fisico atletico ma non ci racconta della sua tartaruga addominale oggettivamente molto bella e scolpita ma di un percorso. Attila ha aiutato migliaia e migliaia di persone motivandole sui social, incoraggiandole attraverso delle vere e proprie challenge inneggiando fondamentalmente al cibo sano, buono e gustoso. Non è solo quello veg dirai tu, certo ;-)

Ma come far piacere le verdure a persone che ne fanno un uso raro e addirittura improprio? Facendole divertire e “istruendole” a saperle usare in modo creativo e consapevole. Non esistono verdure insipide o noiose. Se le hai mangiate significa solo una cosa, lasciatelo dire: non le sai cucinare o chi le cucina per te non le sa cucinare. Sarò antipatica con questa affermazione ma ne ho le prove. Ho tantissimi amici che mi dicono “ma perché detesto le verdure e poi a casa tua le mangio?”. Perché io le amo così tanto che già mettendoci come ingrediente l’amore il gioco è fatto. Con le zucchine ci puoi fare le lasagne, i crumble, i muffin e pure gli spaghetti! Ci puoi fare le chips, le torte salate senza carboidrati e milioni di dolcetti. Basta documentarsi, studiare, testare e non essere pigri. Le verdure sono molto più versatili delle carni in genere. Potrei sfidarti sai? E vincerei. Solo in questo :-P

 Vegan for fit e Vegan for fun sono dei libri che ho acquistato in lingua originale anni fa, adesso Vegan in forma (for fit) è uscito in italiano e ti consiglio caldamente di acquistarlo (su amazon lo trovi senza problemi). Non ti invita a fare una dieta fai da te. Ti invita a fare amicizia con le verdure e a eliminare il surplus che ogni giorno dai al tuo corpo. Credere che una settimana senza carne o pesce -o derivati animali- ti farà girare la testa/non poter condurre una vita normale/varie ed eventuali, fattelo dire nel modo più sintetico possibile:

è una cretinata.

Sopravviverai. Impavido prova e vedrai che non solo sopravviverai ma che il mal di testa e il malessere saranno perché il tuo corpo si sta disintossicando. Alla fine della settimana sarai più energico di prima. Attila (e io a dirla tutta) non ti stiamo puntando una pistola di tofu alla tempia dicendoti che devi diventare vegetariano o vegano, ma semplicemente che dei periodi senza carboidrati di bassa lega, zucchero, carne, pesce e derivati animali ti ridaranno un po’ di forza. Ti faranno resettare.

Non sto parlando di dimagrire. Sto parlando di amarsi. Di acculturarsi.

Questa è la differenza. A me del fisico non me ne è mai importato nulla. Non ho mai ambito a entrare in una 38 o in una 40. Pensa che vedendo 42 tanti anni fa ho pianto per un pomeriggio abbracciando la gonna. Non sono così superficiale, io. Non mi interessa avere un fisico perfetto per poter indossare come una modella i vestiti. A me interessa stare bene. E mi interessa che il mio corpo stia meglio dentro che fuori. Anzi sai che ti dico? Non ho neanche fatto ancora le operazioni (e non mi vergogno a dirlo) post dimagrimento. Nonostante io corra come pensi che possa essere la mia pelle, il mio addome dopo aver perso più di ottanta chili?

Ma io questo mostro che pende lo tengo lì orgogliosa e lo guardo ogni mattina. Perché non sono guarita del tutto e quando lo sarò allora sì che lo toglierò. Gli dirò di andar via. Ma prima di allora voglio ricordare a me stessa che non sarà mai l’abito a dimostrare cosa sono e come sono. Lo dimostrerà il mio equilibrio a tavola cosa sono e come sono. E io mi sento sempre più forte.

Difficile? Sì. Difficile a dir poco.

Attila dedica un capitolo a “Siate sospettosi. Dietro a ogni dieta c’è qualcuno che guadagna”. Sante parole. Tutto quello che gira intorno alla dieta, agli integratori e un lunghissimo etcetera ha il Dio Denaro alle spalle. Qui no. Io non vengo pagata per scrivere. Nella vita faccio altro. Qui sono in casa di due amici che amo -Sandro e Martino- e vi racconto la mia storia, le mie esperienze e le poche cose che so. Non ci guadagno niente se non mangi la carne. Non ci guadagno niente perché non vendo niente e non in ultimo rispetto la vita degli altri e gli iperurani degli altri. Se ricordi Platone e il mondo delle idee sarà più facile per te comprendere come sono e come ragiono.

Essere sospettosi non significa non rivolgersi ai dottori, che ci guadagnano GIUSTAMENTE la visita. Ma non credere a pillole e pillolette, prodotti detox, tè miracolosi o fantomatici integratori. Per dimagrire occorre consapevolezza, forza e onestà intellettuale. Questo libro te lo consiglio come potrei consigliarlo a un amico che amo. Perché trovi talmente tante ricette (te ne farò qualcuna se vuoi) gustose che ti faranno pensare che sì. Con le verdure puoi davvero farci di tutto. Con i cereali puoi davvero preparare ottimi piatti. Che la carne e i derivati possono essere sì nella tua alimentazione -scelta tua- ma che non sono alla base di tutto e sopra tutto.

Sono loro i contorni. Non le verdure.

 Oggi ho preparato per te il “ragù” di Tofu con l’autorizzazione ufficiale della mia cuginetta bolognese doc che mi ha benedetto nonostante lo “scempio” culinario :-P

Per tutti gli altri bolognesi: volemose bene. Il ragù è altro, lo so. Ma chiamiamolo così in modo da individuare facilmente come usarlo, eh? Che ne dici? Convieni?

La Ricetta del “”””””Ragù”””””” Vegetale

  • 500 grammi di tofu naturale
  • 2 carote
  • 1 cipolla
  • sedano
  • sale
  • olio extra vergine di oliva
  • alloro o spezie come preferisci
  • 1 litro di salsa di pomodoro
  • un pizzico di concentrato se vuoi

Trita cipolla, carote e sedano come il classico battuto. In una padella alta e grande fai andare il battuto con un filo di olio extra vergine di oliva. Trita in un frullatore il tofu in modo da strapazzarlo per bene e aggiungilo al battuto. Potresti pure sfumarlo con il vino, sì :-)

Aggiungi la salsa. Aggiusta di sale e spezie e quello che preferisci. Fai cuocere a fiamma bassa per almeno 45 minuti.

Come lo uso?

Come usi il ragù. Nella pasta (provalo anche con la pasta di lenticchie e ceci) integrale, nelle lasagne, imbottendo verdure come le melanzane e facendo pure degli ottimi tortini. Puoi farci anche una moussaka veg alternando melanzane fritte a “””””ragù””””” di tofu.

Infine?

 “Non giudicare sbagliato ciò che non conosci, cogli l’occasione per comprendere”.
Il Grandissimo e mio amatissimo Pablo Picasso.

CONDIVIDI

Si dice che, all’inizio, Lewis Carroll avesse scelto lei e che il romanzo si intitolasse Maghetta nel Paese delle Meraviglie ma lei, volendo rimanere nell’ombra per continuare i suoi progetti di conquista del mondo, rifiutò la parte di protagonista per lasciarla a quella sciacquetta di Alice. Dalle pendici dell’Etna, Maghetta cucina, fotografa, disegna e continua a progettare la conquista del mondo; infatti le sue giornate durano circa 144 ore (12 al quadrato). Per reggere questi ritmi infernali corre tutti i giorni almeno per un’ora, poteva essere altrimenti?
Ha pubblicato per Mondadori “Le ricette di Maghetta Streghetta”, best seller in cima alle classifiche nelle categorie: gnomi da giardino, unicorni e cani retriever. Ti consigliamo di comprarlo – seriamente: è in cima alla classifica “cucina per le feste” – e di leggerla; il ricavato andrà all’AIRC quindi avrai un bel libro e contribuirai alla ricerca!

8 COMMENTI

  1. Che le verdure siano parte irrinunciabile di una dieta corretta non lo si scopre certo oggi ed è un fatto, allo stesso sono convinto si possa dire della carne, bianca o rossa che sia.
    Hildmann fa il suo lavoro, scrive e vende (spero per lui) libri, terrà stage, conferenze, allenerà, tu no ok, ma lui si e ci farà soldi, questo è un altro fatto, piaccia o meno.
    E’ giusto quello che dice? Ritengo la questione estremamente soggettiva, esistono una infinità di fattori che possono portare in malora chi mangia troppa carne e anche no: un po’ come chi fuma, il tumore ai polmoni non è certo ma è più probabile.
    Sono però convinto che un razionale apporto proteico fornito dalla carne, parallelamente ad uno stile di vita ottimale (dieta, sport, niente fumo e alcol e stravizi in generale) sia irrinunciabile e financo consigliabile; se Hildmann ha perso 40 kg (e tu 80) forse non era esclusivamente un problema di cosa mangiavate ma di quanto mangiavate: io ho 56 anni, sono in perfetta forma fisica e la mia tartaruga – puoi credermi – non ha nulla da invidiare al turco e non credo dipenda dalla carne e/o dalle verdure, sappiamo bene entrambi di cosa sto parlando.
    Siamo quello che mangiamo? Sì, forse, più dentro che fuori sicuramente ma non trovo nulla di sbagliato nel sembrare migliori (più belli) anche fuori, carne o non carne e sono certo, sicuro che si può, a prescindere da dietologi, pillolette, e scorciatoie chimiche di ogni genere.
    Buona giornata (e buon appetito.)

  2. …..non so come definirmi: carnivoro, vegetariano, vegano….ridicolo! Sono solo Matteo, uno che non vuole più assumere “cattiverie” (di tutti i tipi). Come te non sono un razzista culinario, ho tanta curiosità (da appagare) e considero il cibo…cultura.
    Avanti cosi….Santa Iaia!

  3. Ciao Iaia nelle tue parole mi rivedo !!! Grazie di cuore!!!

    P.s. il libro lo trovo in qualsiasi libreria o solo sul web????

    Grazie ancora !!!!

  4. Avete mai visto delle vere galline? Ti seguono e ti cercano se sanno che sei tu che gli dai da mangiare ,le avete viste negli allevamenti intensivi idem dicasi delle mucche che producono grana padano schiavi come schiavi siamo diventati noi .
    Quindi
    Mangiare meno ma meglio non risparmiare sul cibo ! Se un formaggio viene venduto a 3€ kg c’è qualcosa di strano

RISPONDI

Please enter your comment!
Please enter your name here