Quando una volta vedevo qualcuno correre ridacchiavo

Massimiliano Rosolino passa dalla vasca alla strada: ha cominciato a correre e se n'è innamorato. Tanto da non volersi più fermare.

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Fino a non molto tempo fa, quando Massimiliano Rosolino era in auto e vedeva qualcuno correre ridacchiava. Pensando quello che molti che non corrono pensano “Ma chi te lo fa fare?”.

Poi però, siccome è uno sportivo integrale e le sfide gli piacciono sempre anche se si è ritirato dal nuoto ormai da anni – dopo aver vinto comunque lo Slam del nuoto, cioè oro agli Europei, alle Olimpiadi e ai Mondiali – ha deciso di provare a correre.

Come racconta in un’intervista a Repubblica, tutto è iniziato dal suo telefonino: le app per controllare il movimento fatto, il battito cardiaco, i passi ecc. gli hanno messo in testa l’idea di mettersi alla prova. E così ha cominciato a fare una cosa che non avrebbe mai pensato di fare: correre. Lui, uno scoordinato e scomposto (lo dice lui stesso eh!), ha messo le scarpe e ha mosso i primi passi. Si è informato su che scarpe scegliere, sulla postura, sulla tecnica. E poco alla volta ha superato le frustrazioni iniziali: “E’ bello. E’ una passione che cresce, perché sto migliorando. E’ istintivo. Anche perché io faccio fatica se vado piano. Però poi m’arrabbio se non riesco ad andare forte. Insomma, sono ancora in una fase di conoscenza“.

È molto bella l’umiltà con cui lo dice: uno abituato a essere uno degli sportivi più forti al mondo che riparte da zero e impara a fare una cosa per la quale non si sentiva portato e lo fa con passione. Perché alla fine è un competitivo e quindi deve sempre e comunque sfidare se stesso prima che i suoi avversari. Anche se gli avversari li sfiderà presto, visto che vuole fare un mezzo Ironman o una mezza. Forse la Roma-Ostia, chissà. Per scaramanzia non ne parla, ma chissà che non te lo trovi a correre con te alla prossima gara.

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(Pgoto credits Massimiliano Rosolino on Instagram)

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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