Non ho voglia di cucinare, correre e lavorare

Insalata di patate, salmone, fichi, lime e spezie

Tempo di lettura: 2 minuti

Non hai voglia di cucinare? La sindrome del post e pre vacanza è in agguato. Cucinare? Correre? Lavorare? Macchè! Oziare, what else?

E non posso darti torto. A me non capita mai, ma ho dei chiari disturbi psicologici ossessivi compulsivi, ergo non mi soffermerei moltissimo sulla questione. A me piace fare i biscotti a Ferragosto e ho detto tutto (sì, sono in analisi, tranquillo).

Se però fai parte della fazione che non ha voglia di cucinare perché la testa è ancora lì in spiaggia o montagna -che tu ci sia stato o debba ancora andare- ecco oggi una soluzione per te. Un piatto ricco, unico se accompagnato da una buona dose di carboidrati (io metterei del buonissimo pane di segale o timilia), particolare e mi suggeriscono dalla regia: esotico.

Non è in effetti un accostamento usuale il salmone con il fico, dirai tu. E io da brava antipatica gnegnegne ti contraddirò. I fichi stanno benissimo con il pesce spada e la salsa teriyaki e anche con il salmone affumicato. Le patate accostate a quest’ultimo poi sono un clichè anni 80, tipo pennette e vodka. So che qualcuno di voi -me lo avete detto su twiter rendendomi felice- ha provato il cantalupo con il pesce spada dopo una serie di titubanze. Bene: l’accostamento salmone-fico e patata con una spruzzatina di lime e qualche fetta di limone diventerà il tuo piatto preferito di questa fine estate, me lo sento.

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Ti verrà voglia di cucinare. Dai, almeno le patate lesse ce la puoi fare, no? (se hai risposto no: nell’angolo a fare 20 ripetute per punizione)

Lessi le patate e le condisci con sale e pepe. Se non ci metti il sale forse è meglio perché il salmone fa il suo. Poi tagli delle fette di salmone affumicato e le adagi sopra le patate. Pezzetti di fichi e un mix di spezie che ti piace. Secondo me un pizzico di zenzero e noce moscata basta. Finito.

A volte basta davvero pochissimo per presentare sulla tavola di chi ami un piatto particolare, bilanciato, sano e soprattutto buonissimo (se non ti vede nessuno sai che la maionese di riso ci starebbe benissimo?).

Dai che per Natale manca poco e poi ci sono tanti ponti quest’anno!
(non è vero ma fa bene all’aspetto psicologico mentirsi in questo modo)

(forse)

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Si dice che, all'inizio, Lewis Carroll avesse scelto lei e che il romanzo si intitolasse Maghetta nel Paese delle Meraviglie ma lei, volendo rimanere nell'ombra per continuare i suoi progetti di conquista del mondo, rifiutò la parte di protagonista per lasciarla a quella sciacquetta di Alice. Dalle pendici dell'Etna, Maghetta cucina, fotografa, disegna e continua a progettare la conquista del mondo; infatti le sue giornate durano circa 144 ore (12 al quadrato). Per reggere questi ritmi infernali corre tutti i giorni almeno per un'ora, poteva essere altrimenti? Ha pubblicato per Mondadori "Le ricette di Maghetta Streghetta", best seller in cima alle classifiche nelle categorie: gnomi da giardino, unicorni e cani retriever. Ti consigliamo di comprarlo - seriamente: è in cima alla classifica "cucina per le feste" - e di leggerla; il ricavato andrà all'AIRC quindi avrai un bel libro e contribuirai alla ricerca!

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