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Non sono solito fare cronache delle gare con tempi e commenti tecnici – quelli li possiamo fare bevendo un caffè al bar – e quindi mi limiterò a parlare della mia esperienza e di quella delle persone che conosco.

Partiamo dall’inizio, da una mezzamaratona-barra-diecichilometri nuova a Milano, su un percorso nuovo, con un sold-out nonostante sia stata la prima edizione. Anche se, come in tutti gli eventi di questo genere, sarebbe più corretto parlare di “numero zero”. Però l’idea c’è: un grande evento che chiuda il periodo delle gare prima dell’arrivo del Generale Inverno e che tutti inizino a preparare la proiezione della preparazione verso il 2018 e tutte le sue gare.

Ti aspetteresti una mattina nebbiosa a Milano il 26 novembre, invece – anche per colpa di un vento freddissimo che letteralmente tagliava la pelle – il sole era fortissimo a illuminare una giornata così blu che proprio non te l’aspetti.

Quindi mi vesto come uno spaventapasseri multistrato e vado verso la zona della partenza. Sono le 8:20, manca circa un’ora alla partenza – tanto – ma abbiamo un Raduno Runlovers per farci gli “in bocca al lupo” prima della partenza, distribuire un po’ di braccialetti, farci qualche foto e, soprattutto, due chiacchiere.

Per accedere alla zona della partenza bisogna superare i controlli di sicurezza: una prassi a cui dovremo fare l’abitudine d’ora in poi. Come ai concerti e a moltissimi eventi pubblici. Possiamo discutere per ore sul senso di controllare gli atleti e non il pubblico ma, poiché la legge è questa, bisogna semplicemente adattarsi. In realtà ci ho messo pochissimo, non più di 3 minuti, nonostante avessi uno zaino contenente qualunque dispositivo elettronico attualmente in commercio.

Il vento gelido ci ha costretti a fare un raduno a rate: runlovers che andavano, altri che venivano, ma è sempre una grandissima emozione incontrarci di persona tutti insieme.

C’è tanta gente, davvero tanta, tutta che corre e si riscalda. E tanti tanti tanti sacchi dell’immondizia indossati con un’eleganza che la settimana della moda potrebbe andare a nascondersi. Anzi, forse potrebbe trarne ispirazione.

Il vento si abbassa, quasi fosse previsto, e mancano pochi minuti alla partenza. Presentazione degli atleti top e… 3, 2, 1, VIA!

Quasi 6.500 persone partono con, davanti, 10 o 21 chilometri da percorrere. Non c’è niente da fare: quando corri, sorridi. E così è stato!

La gara è andata come previsto: Daniele Meucci e Valeria Straneo hanno vinto la mezza maratona mentre, nella 10 Km, è stato meraviglioso vedere “Le Sare” (Dossena e Galimberti) arrivare insieme, sollevando le mani unite. Bello bello bello.

Un gesto che racconta molto di questa gara perché ho sentito molte altre storie di runner che l’hanno corsa in compagnia, insieme, sostenendosi e accompagnandosi. All’insegna del chissenefregadeltempo (scritto e pronunciato tutto attaccato).

Unica nota negativa da segnalare: l’intasamento per il ritiro delle sacche, in un luogo che non riusciva a contenere tutti i runner – tra 10K e 21 – che sono andati a prenderle. Ma, su questo, gli organizzatori hanno già preso atto e, sicuramente, non succederà più.

In fondo era una “numero zero” e, qualche difetto di gioventù, può starci.

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

4 COMMENTI

  1. Condivido. Mi spiace molto per le problematiche riscontrate al ritiro sacche, soprattutto per chi è congelato dal freddo. Ma Milano ci ha regalato una giornata sensazionale, che se ce l’avessero detto a luglio non ci avremmo creduto (pensiamo ai poveri maratoneti di Firenze che ancora staranno starnutendo). Per essere la punto.0 è andata, a mio modesto parere, più che bene!

  2. aggiungerei solo che l’unica nota negativa e’ da sottolinearsi come MOOOOOOLTO negativa, e forse come organizzazione manderei scuse anche via mail e non solo sulla pagina facebook, e farei qualcosa come regalare una foto della manifestazione o dare uno sconto alla prossima partecipazione.
    Perche’ e’ stata la bolgia. E’ stato pericoloso. E’ dovuta intervenire la polizia. E fortuna che io la mia borsa l’ho ritrovata….

    E magari aggiungerei anche un paio di ulteriori note negative:
    – la serie di u-turn e il giro nel parco sempione potevamo evitarceli e fare overall una mezza piu’ veloce e da pb
    – la medaglia uguale per chi ha fatto la 21 e la 10 … perche’?
    – il ristoro finale…. alquanto scarsino

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