Lo strano modo di correre di Bolt

Gli studiosi hanno cercato di capire perché Bolt è così veloce e hanno scoperto qualcosa di inaspettato

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I fenomeni come Bolt sono giustamente gli esseri umani più studiati al mondo. Cosa li fa correre così velocemente? Come lo fanno? Qual è il loro segreto?

L’analisi dell’impostazione di corsa di Usain portata a termine dagli esperti della Southern Methodist University ha rivelato qualcosa di inaspettato: il jamaicano più veloce del mondo corre in maniera asimmetrica, appoggiando più a lungo il piede sinistro rispetto al destro che, per compensare, atterra con il 13% di forza in più. Ovviamente stiamo parlando di frazioni di secondo ma lo studio delle immagini ad alta definizione e soprattutto quella della forza che scarica a terra in appoggio non hanno lasciato dubbi: la distribuzione delle forze che Bolt scarica non è simmetrica.

La spiegazione biomeccanica è abbastanza semplice: Usain ha la gamba destra più corta della sinistra e ha una leggera forma di scogliosi e il suo corpo si è adeguato di conseguenza, compensando la diversa distribuzione dei carichi cui la sua struttura l’ha sempre costretto. La domanda a cui è più difficiel rispondere è però un’altra e pone due quesiti: è l’asimmetria che lo fa correre più forte o se corresse in maniera più bilanciata andrebbe addirittura più veloce?

Secondo gli scienziati no: Bolt ha spontaneamente corretto il suo difetto fisico ottimizzandolo alla perfezione e se corresse “simmetrico” non andrebbe più veloce o addirittura potrebbe essere più lento.

Nessuno è perfetto

Tutti abbiamo lievi asimmetrie (nell’ordine dell’1-3%), dicono gli esperti. Il differenziale di Bolt è invece bel oltre la norma e rende ancora più straordinario come il suo corpo abbia saputo modificarsi ed essere comunque perfettamente efficiente. Del resto lui è straordinario non solo per la capacità di esprimere velocità assurde ma anche per come lo fa: è noto infatti che lui non è uno degli starter più dotati, anzi. Però, ancora una volta, riesce a compensare lungo tutti i 100 metri il deficit iniziale. Gli sprinter infatti accelerano fino a 60-70 metri ma poi iniziano a decelerare. Bolt invece è capace di mantenere una velocità costante (la massima raggiunta attorno al 60-70% della gara) fino quasi alla fine. Come nota il NYTimes:

I 100 metri non li vince quello che accelera alla fine, ma quello che decelera di meno.

 

Un’ultima curiosità. I piedi di Bolt toccano terra per una microfrazione di tempo: 97 millisecondi la sinistra e 85 la destra. Non riesco a immaginare quanto possono essere. Qualcosa di così grande nella sua rapidità quasi quanto la potenza di un fulmine nel cielo. D’altro canto lui è così: un fulmine umano.

(Via NYTimes)

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L’importante è che siano barefoot.
Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l’accortezza di annunciarlo su twitter.
Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l’altra faccia della stessa medaglia.

1 COMMENTO

  1. Il numero uno…sicuramente la sua mole compensa i difetti fisici…se lo guardate correre vicino ad altri a volte sembra che gareggi con ragazzini…leggenda vivente.

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