L’importanza di umore e serenità nella corsa

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Non è un post facile da scrivere questo perché potrei facilmente cadere nel filosofico ma – siccome è estate e molti stanno ancora facendo i trenini latinoamericani sulle spiagge – farò il possibile per limitarmi a poche considerazioni su quanto lo stato d’animo (e la serenità) possano influenzare i nostri allenamenti. Per farlo inizierò usando un paio di frasi che si sentono spesso nelle discussioni tra runner.

Partiamo? Via!

“Io scarico la rabbia correndo”

La rabbia non si scarica correndo ma la corsa aiuta, questo è certo. Soprattutto quello che aiuta è la carica di endorfine che si produce durante la corsa che ha un effetto “anestetico”, analogo a quello di un rilassante.

La rabbia infatti ci fa produrre adrenalina mentre l’endorfina è il suo antagonista che ne annulla gli effetti, come la kriptonite per Superman.

“I problemi sono meno problematici quando corro”

Altro effetto benefico della corsa facilmente spiegabile. Infatti, aumentando il flusso di sangue ai muscoli, diminuisce quello verso il cervello e passiamo in una fase in cui la nostra mente lavora a regime ridotto. In questo modo – in condizioni normali – le idee spaziano più libere mentre, quando siamo preoccupati, ci pensiamo semplicemente meno.

Ma in entrambi questi casi…

In entrambi questi casi la nostra “performance” ne risentirà perché anche la corsa – come tutti gli sport – ha bisogno di concentrazione. Per sentire il nostro corpo, le sue reazioni, per mantenere focalizzata la prestazione sportiva e la distribuzione dello sforzo.

È naturale infatti che, se sei arrabbiato, ti venga da spingere un po’ di più, fregandotene di mantenere un ritmo costante perché siamo istintivamente portati a scaricare l’aggressività in modo violento ed esplosivo. Il che può andare bene se devi spaccare della legna ma, se hai davanti un lungo, può farti arrivare letteralmente spompato al 7° chilometro.

La stessa cosa vale – ma al contrario – quando si è afflitti da problemi “pesanti” che tendono a monopolizzare i nostri pensieri, impedendoci di renderci conto appieno di quello che siamo facendo e quindi permetterci di farlo al meglio.

Qual è la condizione migliore?

Qui bisognerebbe parlare un po’ di filosofia zen ma, no!, te lo risparmio. È proprio questo il punto però che ti spiega il titolo di questo post perché è nella serenità che troviamo le condizioni migliori per allenarci (e questo vale per qualunque sport).

Proviamo infatti a considerare lo sport come una sorta di meditazione perché – come dicevo prima – dobbiamo essere al massimo della nostra consapevolezza per sapere cosa stiamo facendo, sentire il nostro corpo, riuscire a concentrarci totalmente. E proprio la serenità crea la condizione perfetta per riuscire a farlo.

Mi riferisco a quello stato mentale meraviglioso che ti fa assaporare e godere appieno di quello che stai facendo in quel momento. Che ti fa uscire “leggero” dalla porta di casa, pienamente felice del fatto che stai andando a correre.

Questa serenità la puoi trovare nel fatto stesso che ti stai allenando, oppure in agenti esterni come la musica, il panorama, la buona compagnia o la splendida cena che troverai al tuo ritorno. Non importa dove la troverai ma – quando la trovi – amplificherà le sensazioni, ti farà allenare gran bene e sarai soddisfatto di quello che avrai fatto.

Namasté.

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall’intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

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