La musica di un’isola e il campione

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Può suonare strano parlare di Maiorca quando in Italia abbiamo Sicilia e Sardegna che sono isole stupende ma non ero mai stato nella grande isola delle Baleari, lo ammetto, ho colto l’occasione al balzo.

L’occasione era una clinic organizzata da JVCKenwood con – udite udite – Mario Mola.

Ora, per chi non lo conoscesse, Mario Mola è il Campione 2017 ITU World Triathlon Series. Uno che corre come un missile, come puoi vedere dal video qui sotto dell’arrivo del Triathlon Sprint di Londra nel 2014.

Ora che hai capito di chi stiamo parlando, puoi immaginare facilmente che sarei andato anche a Pyongyang pur di poter fare due chiacchiere con lui e magari correrci insieme. Ma, visto che invece si parla di Maiorca, credo mi sia andata molto meglio. Molto.

Maiorca, appunto, un viaggio per conoscere Mario Mola e per scoprire le nuove cuffie JVCKenwood dedicate appunto allo sport. Quindi, visto che si parla di musica, ho voluto renderla partecipe e protagonista di questa esperienza. Musica monotematica, tutta dedicata ai Radiohead. Tranne un’unica eccezione, la prima canzone. Perché per me, David Bowie è una “tradizione” quando viaggio.

L’arrivo: David Bowie – Space Oddity

Ne avevo già parlato qui, Space Oddity è LA canzone del viaggio e quindi, quando si parte, inizia anche il conto alla rovescia del Duca Bianco.

Non ci sono pratiche da sbrigare in aeroporto, nessun visto perché con la Spagna vale Schengen. Però ci sono tantissime cose da vedere: infatti nello stesso weekend ci sarà il Challenge Mallorca. Quindi l’aeroporto è pieno di atleti e biciclette che viaggiano nelle “mise” più disparate.

Fa caldo a Maiorca, soprattutto per un polentone come me che a metà ottobre è abituato a fare il cambio degli armadi. Un caldo secco con un sole brillante e, nonostante l’arrivo in hotel sia nel tardissimo pomeriggio, a Maiorca fa buio più tardi. Quindi sistemo i bagagli in fretta e faccio quello che ogni runner non vede l’ora di fare appena atterra: correre.

La corsa in spiaggia: Radiohead – 15 Steps

La temperatura è perfetta e, seguendo le indicazioni della reception dell’hotel (il Viva Blue & Spa, specializzato nello sport), vado verso lo stesso percorso usato per la sessione di corsa di Ironman Mallorca.
Si costeggia il mare per quasi tutto il percorso, correndo in una zona letteralmente ricoperta da pini marittimi. Il mare è calmo, il sole sta lentamente tramontando opposto al mare e il cielo sembra colorato con un set infinito di colori pastello. Non riesco a immaginare il paradiso in modo diverso da questo.

Per una persona che arriva dall’umida Pianura Padana, Maiorca è un posto meraviglioso dove allenarsi: c’è il mare, le montagne e un clima pressoché ideale.

Quello che succede dopo è facile da immaginare: doccia, cena e si spegne la luce. Click.

Il risveglio: Radiohead – True Love Waits

Generalmente non dormo molto ma, quando viaggio, dormo ancora meno. Credo sia per colpa di una certa “ansia” di perdermi qualcosa, di non vivere a sufficienza il posto dove sono, anche perché viaggi di questo genere durano sempre troppo poco. Quindi mi sveglio prima dell’alba – e sono fortunato dato che qui, essendo molto più a ovest, il sole si alza più tardi che da noi.

Oggi ci sarà l’incontro e una run con Mario Mola, quindi preferisco conservare le energie per dopo. Mi preparo ed esco, direzione alba.

La Badia d’Alcúdia è a est dell’isola e quindi lo scopo è uno solo: vedere il sole che si alza dall’orizzonte, sul mare.

Non so se ti è mai capitato dei vedere questo spettacolo, se così non fosse, sappi che è un’esperienza che va vissuta almeno una volta nella vita. L’attesa è lunga, eterna, ma il risultato è un “climax esponenziale”. Il buio lascia molto lentamente lo spazio alla luce ma poi l’esplosione è fragorosa. Il piccolo cerchio luminoso si alza all’orizzonte con arroganza e il mare liscio lo amplifica duplicandolo.

Il mio pensiero, ovviamente, è stato: “uhm, forse una corsetta potevo anche farla”. Ok, sono malato, ma tu mi puoi capire. Vero?

L’incontro e la corsa con Mario Mola: Radiohead – Paranoid Android

Sto passeggiando dopo la colazione nell’attesa di incontrare il campione mondiale ITU World Triathlon Series e passo nei pressi della piscina – l’hotel ne ha 3, di cui una da 25 metri per gli allenamenti – e lo vedo, pronto a entrare in acqua.
Ride, è con i suoi compagni di allenamento, mi vede, saluta, e inizia ad allenarsi. Strano modo di concentrarsi, penso.

Ti immagini gli atleti prima di un allenamento sempre con quello sguardo “determinato”, immerso nell'”antro della concentrazione”, quello delle mille foto che trovi su internet e invece Mario sorride. Il che non implica che non fosse concentrato ma, sicuramente, significa un cosa: si sta divertendo.
Il che non è così scontato per un atleta che si allena 7 giorni alla settimana (6 giorni intensi e 1 di riposo con allenamenti easy). Non è affatto scontato.

Dalla discussione che ne segue con lui, c’è una frase che ricorre molto frequentemente: “take it easy”. Il che fa capire come Joel Filliol (suo allenatore nonché Olympic Performance Director della Federazione Italia Triathlon) lavori moltissimo con Mario sull’aspetto mentale della preparazione, nel metterlo nella migliore forma mentale oltre che in quella fisica. Insomma, l’allenamento non è solo fatica. Anzi.

Nel pomeriggio poi si va a correre.

Come puoi facilmente immaginare, lui conversa amabilmente a 4’40″/Km. Io no.
Siamo a Son Real, dove ci sono degli sterrati facili e una Necropoli proprio sul mare. Lo vedi che Mario sta bene, è nel “suo” posto. E questo, secondo me, ha un valore importantissimo.

È bellissimo aver la possibilità di correre con un campione come Mario, ti fa capire quanto il nostro sport sia democratico e ci accomuni tutti. Anche se lui non ha fatto fatica. ;)

Il ritorno: Radiohead – Reckoner

Il ritorno è sempre un momento controverso: sei triste perché lasci un posto meraviglioso ma sei felice perché torni nei “tuoi” luoghi, nella tua zona di comfort.

Però, in questo caso, porto con me un’esperienza davvero bella e piena di scoperte. In fondo sono proprio queste le cose che fanno crescere, che ci aprono la mente, che ci rendono persone migliori.

Ciao Maiorca, ci rivederemo presto, ne sono sicuro.

Gli auricolari: JVC HA-EC50BT. Radiohead – Everything In Its Right Place

Dulcis in fundo. Come ti dicevo, durante questo viaggio ho avuto la possibilità di testare gli auricolari bluetooth HA-EC50BT di JVC per molto tempo. Mi hanno accompagnato in quasi tutti i momenti, spostamenti, allenamenti.

Sono un prodotto solido, perfetto per correre perché, una volta indossati, non si muovono più dall’orecchio e, quando non li usi, grazie alla clip magnetica li puoi tenere attorno al collo senza alcun fastidio o paura di perderli.

È interessante come la progettazione sia stata pensata guardando anche alla sicurezza, infatti non sono a isolamento acustico e ti permettono di avere sempre la percezione di cosa ti succede attorno quando corri, anche ascoltando musica.

Sul piano audio sono davvero buoni, con un’equalizzazione flat che enfatizza leggermente le frequenze più elevate, caratteristica tipica di quasi tutti i prodotti che arrivano dal Giappone.

Costano circa 80€ nello store ufficiale JVC, un rapporto qualità/prezzo davvero molto interessante e – dopo un tempo di ricarica contenuto – hanno dimostrato una durata di circa 9 ore di ascolto.

Hanno proprio tutto quello che serve per allenarsi con la nostra musica preferita. E ogni elemento è nel suo posto per fare il suo lavoro.

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

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