La luce in fondo al tunnel

Capita di non poter correre per un certo periodo. È in questi momenti che capisci quanto ami farlo

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Martino Pietropoli
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

Tempo di lettura: 3 minutiNon puoi mai sapere quanto vale qualcosa finché non la perdi. Si dice così, no? Quando hai quello che ti serve puoi anche desiderare quello che non hai ancora e magari essere frustrato perché non lo puoi avere. Ma quando non hai più una cosa che avevi o qualcosa ti impedisce di fare quello che ti piace fare capisci davvero il valore che ha per te.

Parlo di corsa, tranquillo. Hai presente quando non riesci a correre per un po’? Ti sarà capitato. È capitato a tutti: ti becchi l’influenza, hai una scadenza di lavoro che ti incolla alla sedia, sei infortunato. Qualcosa o qualcuno ti fa saltare l’allenamento e per una particolare congiuntura astrale la cosa si ripete per 10-15 giorni di fila. È solo al 4°-5° giorno e non capisci perché quello lento in macchina davanti a te ti irrita oltremodo. La settimana scorsa non l’avresti nemmeno notato ma adesso vorresti avere un carrarmato e raderlo al suolo. Ti stai alterando più del dovuto e sai anche perché: devi correre per sfogarti un po’.

Passano i giorni e non ti alleni ancora. Sempre per qualche motivo che non dipende da te. Ma il corpo e la mente non ne vogliono sapere. Loro vogliono la loro dose di endorfine. Quindi guardi quelli che corrono mentre vai alle Poste a ritirare quella che sai per certo sarà una multa e non pensi “Bella lì fratello, buona corsa”. Pensi solo “Maledetto, ti invidio. Non sai quanto vorrei essere te in questo momento”.

Ecco, in questi momenti realizzi quello che sembra impossibile alla maggior parte delle persone: vuoi fare una cosa che ti fa sudare, ti affatica, ti fa tornare a casa sfatto. Lo vuoi davvero. Ma perché? Perché non preferisci spalmarti sul divano e rilassarti così, guardano C’è Posta per te? A questo ho una risposta, anzi due: C’è Posta per te non mi piace e guardare la tv ormai mi irrita. Perché? Perché penso che sto fermo due ore quando potrei andare a correre, no? Facile. Ma non posso. Ripassa dal via e non ritirare i 10 euro, maledizione.
E l’altro motivo è che niente – o poche altre cose – ti fanno stare bene come correre. Benvenuto nel club.

Quando correre – o fare qualsiasi sport – da obbligo imposto diventa un bisogno ricevi metaforicamente la tessera di questo club: ne fanno parte quelli che non pensano più “Uh, devo andare a correre” ma “Uh, devo andare a correre!”. Hai iniziato insomma a vedere i benefici della corsa piuttosto che le scocciature. Piove? Chissenefrega, devo correre. È tardi? Per un’oretta che vuoi che sia, vado a correre. C’è Godzilla che sta devastando la città? Devo correre porca paletta!

Come molte altre cose nella vita, anche correre dipende da un bilancio mentale: mi dà tanto quanto io le do praticandola? Fino a un certo punto tu le dai di più di quanto ti restituisca: fai fatica, vai lento, dopo sei a pezzi. Poi poco alla volta migliori e da quel punto lei inizia a restituirti tutto con gli interessi: stai bene, stai sempre meglio. Inizi pure a divertirti: vedi l’alba o il tramonto, respiri aria non condizionata e preconfezionata, senti gli uccellini e i profumi della natura. Sei dipendente. Ma è una dipendenza buona.

Ecco: sono questi i momenti che ti legheranno per sempre alla corsa. Quanto ti sei divertito durante. Quanto stai bene dopo. Quanto è stato bello farlo. A quelli ripenserai quando non potrai farlo, maledendo l’influenza, il lavoro, Godzilla (Godzilla ha sempre torto). Pensando che non credevi ti potesse mancare così tanto correre. Pensando a quando ci andrai ancora. Domani. Domani cascasse il mondo vado a correre. E incontrerai quello che correva mentre andavi a ritirare la multa mentre va alle Poste pure lui. “Multa pure tu?” gli chiederai. “No, dovrebbe essere il rimborso delle tasse” ti dirà.
“Mavaff” penserai. E subito dopo te lo sarai dimenticato perché Ehi baby, stai correndo. Non c’è niente di meglio.
Sì, sono Martino e non sto correndo da 10 giorni.

(Photo credits Wil Stewart)

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23 COMMENTS

  1. ….boia!
    Vivo anch’io le stesse emozioni quando vado in astinenza, ti sono vicino….
    Goditi l’attesa e preparati a riprendere, goditi il viaggio e non pensare alle buche!
    P.S…..Godzilla e’ così perché non lo lasciano correre….lo conosco bene!
    P.S.2….che Santo avete?

    Baci

    • Grazie Matteo! Oggi forse… ma non diciamolo a nessuno che poi succede di sicuro qualcosa.
      Il Santo… ahah, nessuno ha indovinato e in effetti era difficilissimo, anche perché non è santo: è Jeremy Clarkson di Top Gear (ex, ora è a The Grand Tour), una trasmissione che ci è sempre piaciuta tantissimo. Ciao e grazie :)

  2. Sono fermo da sei mesi dovuto ad una tendinite d’Achille. So che non sono molte le probabilità di correre di nuovo ma ancora ho qualche speranza di riprendermi. Sono fortunato di poter svolgere altre attività sportive come andare in bici, ma la corsa mi manca tantissimo, in particolare quelle uscite lunghissime di trail running per i sentieri del mio paese. So che apprezzerò molto di più il running se alla fine riesco a tornare.

    • Ciao Miguel, ora mi sento in colpa perché il mio fermo è ridicolo e inesistente in confronto al tuo che ha cause ben più gravi. Ti auguro davvero di poter riprendere a breve, davvero. Fortunatamente esistono altre discipline che puoi fare senza caricare il tendine, ma vedo che le stai già praticando. Buon recupero!

  3. Io sono ferma da due settimane, intervento a un piede. Non so quando potrò riprendere, ma la fase “vedi uno che corre e pensi, come ti invio” ce l’ho proprio ora!!!

  4. Ciao Martino! Non corro da agosto per microfrattura. E, nonostante sia una runner lenta, mi manca tanto, tantissimo!!! Non l’avrei mai detto…. Ci do dentro col nuoto, ma… non c’è paragone ?

    • Hai scelto un’alternativa validissima ma… non è la stessa cosa, sono d’accordo. Grazie Martina, hai anche un bellissimo nome ;)

      • Ho ripreso da 2 settimane dopo un intero anno di quasi totale astinenza… Che fatica svegliarsi alle 6 per correre prima d’andare al lavoro, ma che piacere scoprire di poterlo ancora fare… Assistere al sorgere del sole, godere dei colori dell’alba mentre si corre non ha prezzo!

  5. Chissà perché ma penso che l’astinenza da endorfine abbia gli stessi effetti per tutti…grande Martino.

  6. Ciao, una brutta, bruttissima malattia mi ha colpito quasi un anno fa. Ero una maratoneta e sogno la notte di ricominciare da dove ho interrotto. Chissà….forse….io ci spero
    Ciao

    • Spero, speriamo tutti che il tuo sogno possa diventare presto una realtà. Magari non subito, magari fra qualche tempo ma che lo diventi. Facci sapere come va. Un abbraccio :)

  7. Gran bel pezzo, complimenti!
    Hai presente quando leggi con quel sorriso ebete disegnato sulle labbra, gli occhi rapiti e luminosi e la testa che annuisce leggermente?
    Mi ha fatto questo effetto, credo…
    Ma siccome non mi vedevo, forse assomigliavo un po’ a Godzilla, che ormai è diventato frequentatore abituale dei tuoi brani e ogni volta mi fa morire dal ridere.
    Ti auguro di uscire presto dal tunnel, anche se mi sa che un po’ di luce l’hai vista proprio il giorno della pubblicazione
    ;-)

    • Grazie Massimo! Sì, in effetti il pezzo mi ha portato bene perché proprio quel giorno finalmente sono riuscito a correre :)
      Grazie ancora!

  8. Condropatia, fermo da 5 mesi, possibilità di recupero scarse, ho 40 anni. Depressione. Davvero. Sto veramente male, al colpo di pistola.

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