La corsa è un viaggio continuo

Giuseppe non disdegna certo l’aspetto agonistico di questo sport ma per lui una gara è soprattutto un’occasione per viaggiare e conoscere posti nuovi.

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C’è chi corre per superare se stesso, chi per stare in forma, chi per vincere.
Giuseppe Laudicina non disdegna certo l’aspetto agonistico di questo sport ma per lui una gara è soprattutto un’occasione per viaggiare e conoscere posti nuovi. A febbraio, ad esempio, la corsa lo poterà fino in Giappone.

Sono tanti i runner che arrivano alla corsa dopo aver praticato per anni altri sport, dal calcio al nuoto. Tu, invece?

Io vengo dal tennis tavolo. Lo so, non è uno sport molto praticato e non è tra i più affini alla corsa, ma per me è stata una grande passione, che mi ha portato fino alla nazionale.
Mi allenavo molto, 4-5 ore al giorno, poi ho iniziato a lavorare e il tempo da dedicare è stato sempre meno, così ho dovuto smettere.

E hai cominciato a correre…

Già. Ero giovane, avevo 20 anni. Mi serviva uno sport che mi portasse via poco tempo per gli allenamenti ma che fosse anche in grado di mantenere alto il mio livello di endorfine.
Correre è lo sport più semplice, più immediato da scegliere. Ti basta avere un paio di buone scarpe e puoi farlo ovunque.
Dovendo viaggiare anche per lavoro, per me la corsa era la soluzione ideale.

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Corsa e viaggio per te sono ancora una bella accoppiata.

Certo. Quando sono in una città nuova di solito esco a correre molto presto al mattino. Vado in avanscoperta! Mi serve per iniziare ad orientarmi, a conoscere le vie, per vedere i posti che potrebbero essere più interessanti. Così guadagno tempo. Quando esco nel pomeriggio, magari con la mia fidanzata, so già dove portarla e cosa andare a vedere.

Una moglie che non solo condivide la tua stessa passione, ma che hai anche conosciuto grazie alla corsa.

È stato un po’ di anni fa, ai tempi dell’università. Avevo vinto una gara goliardica a Palermo, a cui aveva partecipato anche lei, e mi avevano chiamato sul palco per le premiazioni. Quando mi ha rivisto in facoltà, mi ha riconosciuto e ha attaccato bottone. Ci siamo conosciuti così e non ci siamo più lasciati. Oggi abbiamo anche un bimbo.

E nonostante la famiglia, trovi ancora il tempo per correre.

Sempre!

Anche la maratona.

Sì, anche se quella è una gara particolare che richiede un certo spirito agonistico. In maratona, per intenderci, non farei vincere nemmeno mio figlio. Ma credo che sia giusto così. Dare il massimo, sempre, è il modo migliore per rispettare l’avversario.

E a New York com’è andata?

Insomma. Sapevo che non avrei fatto il tempo. E’ una maratona dura e richiede molto impegno. Nonostante tutto, sono riuscito ad arrivare tra i primi 400 su 65mila partenti, 9° tra gli italiani. Non mi lamento.

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Soprattutto, stai per riprovarci.

Sì, a febbraio correrò la maratona di Tokyo, in Giappone. So che sarà dura, un po’ per il percorso, che è molto impegnativo, e un po’ per il fuso. Il mio obiettivo sarà finirla e finirla bene.
Comunque anche questa sarà l’occasione non solo per correre ma per conoscere una realtà così diversa dalla nostra e che mi incuriosisce molto.

In Giappone andrai da ASICS FrontRunner

Sì e sarà bello rappresentare anche all’estero questo gruppo. Uso ASICS praticamente da sempre, non ho mai avuto altre scarpe, quindi quando ho saputo che stavano selezionando dei frontrunner mi sono buttato. Non è solo il vantaggio di poter testare prodotti, alcuni in anteprima: fare parte degli ASICS FrotnRunner significa trovarsi in un gruppo eterogeno, con provenienze diverse, approcci diversi e nessuno ti chiede di cambiare, anzi. Ognuno ha la possibilità di essere se stesso, con il suo proprio modo di vivere la corsa e questa per me è una bellissima occasione di confronto. La nostra “missione” è coinvolgere gli altri e contagiarli con la nostra passione. Niente di più facile.

(Photo credits ASICSFrontRunnerItaly)

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Il progetto “ASICS FrontRunner” è iniziato nel 2010 e siamo lieti di annunciare il coinvolgimento di più paesi da quest’anno. Il nostro obiettivo principale è supportare i runner ambiziosi di tutto il mondo e creare una community unica in cui tutti gli ASICS FrontRunner possono condividere la propria passione comune: correre. Il nostro team è composto da un gruppo molto diversificato di persone e ne siamo orgogliosi. Da una parte abbiamo i runner professionisti, dall’altra semplici appassionati. Tutti sono fieri di essere un ASICS FrontRunner ed è la combinazione di questi attributi a rendere la community forte, imbattibile e unica.

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