Il risveglio

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Mercoledì. Ore 6.45. L’ingresso della piscina così tutto illuminato mi da quasi fastidio agli occhi.

“Buongiorno”
Rispondo al saluto con un cenno della testa, un sorriso mezzo abbozzato ed una sorta di grugnito.
La ragazza alla reception mi guarda un po’ tra l’assonnato ed il divertito. Credo di avere ancora il segno del cuscino sul viso.

Lo sguardo non è dei più svegli.

Entro negli spogliatoi. Con molta calma mi cambio, indosso il costume, prendo tutto l’occorrente e vado sul bordo vasca.

Anche stamattina sono l’ultima ad arrivare e sono già tutti in acqua.
Il silenzio è quasi assordante. Nessuno ha voglia di parlare. È ancora troppo presto per comunicare. L’unico rumore è quello dei “nuotatori” che stancamente vanno da una parte all’altra della vasca.

Sistemo cuffia ed occhialini e guardo intensamente la vasca.
– “pfff…”
– “Veronica, entra sei in ritardo.”
– Grugnisco qualcosa.
– “Entra”

Dopo vent’anni di nuoto ho bisogno dei miei tempi per tuffarmi.

Ho un rapporto di Odio e Amore con l’acqua. È stato il grande amore per tanti anni (nuoto da quando ho 5 anni e fino a 18 ho praticato nuoto agonistico), poi il nostro rapporto si è trasformato in una bella amicizia, fino a logorarsi negli ultimi anni con la scoperta del triathlon. Ormai il nuoto è diventato come un ex fidanzato geloso che non vuole rassegnarsi alla fine della storia.

Adesso però è davvero ora di entrare in acqua e di allenarsi, non c’è più molto tempo per fare della filosofia.

Un bel respiro…
e via.

Pensavo peggio però. Non fa nemmeno così freddo. L’importante è non bagnarmi gli occhi perché altrimenti mi sveglio del tutto!

Una bracciata, dopo l’altra arrivo in fondo alla prima vasca, quindi alla seconda. Ma si dai… non è neanche male.
Le vasche si trasformano in metri, quindi in chilometri.

Qualcuno inizia anche a fare qualche battuta e a ridere.
È bastata una prima fragorosa risata che tutti sono contagiati dal buon umore e a poco a poco tutti sorridono.

Un’ora di nuoto. 3500 metri.

Anche stamattina sono sopravvissuta e tutto sommato mi sono anche divertita.
Ora colazione e la giornata può finalmente iniziare!

 

 

Photo by Martin Sattler on Unsplash

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Nuota come un motoscafo, pedala come una moto e corre come se fosse inseguita da un’orda di zombie affamati. Veronica si definisce un’atleta (semi)professionista ma solo perché i semi li sta gettando per far crescere una carriera grandiosa nella triplice disciplina. Si dice sia sempre felice perché è in costante overdose da endorfine ma, in realtà, ha un segreto per la felicità molto ben custodito e te lo svelerà solo se vai più forte di lei. Quindi lo conoscono in 5 in tutto il mondo! ;)

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