Il regalo di Natale

Vivi con qualcuno che non corre e che non capisce cosa ci trovi nella corsa? Natale è il momento perfetto per farglielo capire: cosa è la corsa per te e che lo o la ami

“Egoista!”
Quante volte te lo sei sentito dire prima di uscire a correre? Suppongo tante. “C’è da sistemare la cucina, da ordinare gli ultimi regali, da portare il tight in tintoria e poi le cavallette e l’alluvione! E tu pensi a correre!”.

Chiunque corra e non viva da solo si è sentito dire queste cose.
Capita, non è una novità e succederà sempre.

In parte è una questione caratteriale e in parte nasce da una malcelata invidia per il benessere che risplende sul volto di chiunque torni da una corsa. Con i segni della fatica sul volto ma in uno stato di benessere che sfiora la beatitudine.

Può anche darsi però che si tratti di qualcosa di più profondo e se hai mai sperimentato una cosa del genere (e vivi in coppia), sia che tu sia il o la runner sia che tu sia quello o quella che se ne resta a casa a combattere contro le cavallette, questa volta prova a reagire diversamente.

È quasi Natale e puoi crederci o meno ma una cosa puoi fare: sforzarti di essere più gentile e disponibile. Quindi questa è una specie di letterina che non vuole raggiungere Babbo Natale ma solo te: tu che corri o tu che vivi con uno o una che corre mentre tu e la corsa siete universi separati.

Il runner a Natale

Per te la corsa è benessere ed equilibrio interiore. Solo correndo raggiungi lo stato di grazia. Per questo Natale prova a pensare che la persona con cui vivi (che non corre) non ha ben chiaro cosa provi. Quindi, contrariamente a quello che fai probabilmente di solito, non pensare che correre è un tuo diritto ma ragiona come se questa volta dovessi guadagnartelo. Per ogni ora di corsa decidi di dedicare un’ora a chi ti sta vicino e sopporta questa tua incomprensibile e masochista passione. Dedicale (o dedicagli) un’ora che spenderesti altrimenti per fare una cosa che non ti fa esattamente impazzire: shopping compulsivo, massaggio, quel rubinetto che perde da 6 mesi. Qualsiasi cosa. Pensa a una cosa che ti chiede da tempo e finalmente, FALLA. Ma non dirlo. Non bullartene. Siine fiero/a e soddisfatto/a ma non vantartene. Non farla pesare. La fai e basta, come quelli che fanno beneficenza sul serio fanno ma non dicono.

Il compagno / la compagna del runner a Natale

Lo so, quello che fa lui o lei mentre tu sei alle prese con le faccende domestiche o con quella (sua) zia insopportabile è incomprensibile. Se non corri purtroppo non è facile capire cosa ci troverà mai ma fidati, non vedi come è di buon umore dopo? Vedila così: magari non ti è chiaro cosa prova il tuo compagno/a ma goditi il benessere che irradia quando torna a casa. Non è egoismo o non è di quel tipo maligno: lo fa per il suo bene ma poi lo irradierà anche a te. Non vedi come è più rilassato/a dopo? Concentrati su quello. Condividi il suo benessere e sii più comprensivo/a. È Natale in fondo, no? E se poi la cosa funziona perché non estenderla a tutto l’anno? Questo è il regalo più bello. Vedrai che se anche lui/lei ha letto questo articolo dopo sarà ancora più disponibile. Ne avete da guadagnare entrambi. Quindi imponiti di non fargli pesare la sua passione. Fallo per lo spirito del Natale ma soprattutto per la coppia. Quando si vive assieme si deve ragionare come tali, non come la somma di due menti.

Per questo Natale prova a pensare che non sei un individuo all’interno di una coppia ma una coppia e basta: quello che dai è proporzionale a quello che ricevi. Sii comprensivo/a e sarai compreso/a. Sii disponibile e otterrai disponibilità.

Ma fallo senza dirlo. Babbon Natale magari non esiste ma ci sente benissimo. E legge tutte le lettere che gli mandi, anche se non sembra.
Perché il Natale esiste solo se sei capace di dare e un po’, anche solo un po’, di crederci.

(Photo credits Ben White)

CONDIVIDI
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

RISPONDI

Please enter your comment!
Please enter your name here