Il galateo del runner, le 5 regole fondamentali

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Ormai le vacanze sono finite quasi per tutti e le città, le ciclabili, le strade si stanno lentamente ripopolando di runner. Inevitabilmente questo implica una maggiore concentrazione umana e una convivenza più difficile. Per questo motivo esiste una etiquette anche per chi corre, fatta di regole non scritte e dettate, nella maggior parte dei casi, dal buon senso.

“Ma, se non sono scritte, come si fa a conoscerle?”, dirai. È proprio per questo che sto scrivendo questo post.

Di regole che comandano il Galateo del Runner ce ne sono così tante che ci si potrebbe scrivere un Codice da far studiare agli studenti di legge ma né tu, né io, abbiamo tempo da perdere, quindi ti elencherò quelle che secondo me sono le più importanti.

1. Saluta sempre

Tra membri della stessa comunità ci si riconosce e ci si rispetta, è una cosa che i motociclisti sanno bene: infatti si salutano sempre (la cosa è molto diversa per chi ha lo scooter, ma loro non sono veri motociclisti, no?! ;). E noi runner vogliamo lasciare ai Sons of Anarchy la reputazione di gruppo più educato? Direi proprio di no.

Quindi, quando incroci un altro runner, porgigli un saluto, un cenno del capo, un pollice all’insù, un sorriso. Non occorre fermarsi a chiacchierare o dare confidenza agli sconosciuti – anche se non hanno caramelle da offrire – ma basta un segno di riconoscimento, di rispetto. Siamo accomunati dalla fatica e condividerla aiuta ad affrontarla.

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Non importa che l’altro ricambi – magari è assorto nei pensieri, potresti avere un aspetto “poco raccomandabile” durante le ripetute o semplicemente non conosce questa usanza – ciò che conta è fare la nostra parte. Vedrai che, se lo incontrerai di nuovo, ricambierà: è matematico.

2. Usa il fazzoletto di carta, non essere maleducato

Gli inglesi lo chiamano “snot rocket” o “farmer’s blow” ed è quella pratica (molto diffusa anche in altri sport) che ti permette di liberare il naso anche se non hai con te un fazzoletto. Consiste – tanto per essere chiari – nel chiudere con un dito una narice e soffiare forte per liberare l’altra.

Sono pochi al mondo a saper utilizzare correttamente questa pratica, tutti gli altri ne escono malconci o fanno la figura dei maleducati. In ogni caso è un metodo che non va MAI usato in gara o quando hai altri runner vicini a te.

Portare un paio di fazzoletti di carta non è un problema, li puoi anche mettere a cavallo dell’elastico dei pantaloncini, e aiuterà moltissimo a liberare correttamente le tue vie respiratorie.

Pratica ancora peggiore (e schifosa) è quella di chi sputa a terra. Trovare, su marciapiedi o ciclabili, le tracce organiche dei runner che ti hanno preceduto è semplicemente vomitevole. Il fazzoletto aiuta moltissimo anche qui oppure, se proprio non puoi astenerti, almeno cerca di farlo sull’erba o dove sai che nessuno correrà il rischio di metterci il piede.

3. Non lasciare rifiuti in giro, di nessun tipo

È tristissimo correre e vedere a terra confezioni di gel o le cartacce delle barrette. La corsa è un’attività naturale e la natura va rispettata. Il dispendio energetico di portare a casa (o fino al cestino più vicino) i tuoi rifiuti è pressoché nullo, quindi perché non dovresti farlo? Lasciare immondizia in giro è una delle cose più maleducate e incivili che esistano.

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Questione diversa è quando si parla dei tuoi rifiuti – ehm, come dire… – “organici”. Può capitare che, durante la corsa, si abbia la necessità di espletare le nostre funzioni corporali (mamma mia, quanti giri di parole per dire “cacca” e “pipì”) e quando la natura chiama, siamo costretti a rispondere con più o meno urgenza.

Se si corre in città, basta portare con noi una moneta da 2 euro, entrare in un bar e chiedere della toilette. Se corri in aperta campagna, cerchi un campo dove nasconderti (e, anche in questo caso, sarà utile avere i fazzoletti di carta). Ma di certo non è un gran bel vedere quando si incontra qualcuno che spavaldamente si appoggia al primo albero che trova e “si libera”. Basta aspettare il momento giusto e il posto giusto.

In fondo anche il mio cane sa tenersela fino a che non è nel posto giusto dove liberarsi, vogliamo non riuscirci noi?

4. Sii gentile

La strada è di tutti e tutti abbiamo il diritto di occuparla. Quindi, se la strada è stretta e arriva qualcuno di più veloce, fagli spazio. Mentre, se sei più veloce di chi ti precede, non pretendere immediatamente che ti lasci strada a tutti i costi, potrebbe non averti sentito. Quindi un “permesso…” o un finto colpo di tosse saranno molto per avvisarlo della tua presenza.

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Ho visto gente spingere o urlare in malomodo per chiedere spazio. Ecco, va bene la vis agonistica ma un po’ di gentilezza non guasta mai e rende il mondo un posto più piacevole dove vivere.

Sempre parlando di gentilezza, quando incontri qualcuno che è chiaramente in difficoltà, non ti costa nulla chiede se va tutto bene, rallentare per 10 metri. La maglietta “Se svengo, mettete in pausa il mio Garmin” è una sciocchezza, preoccupiamoci della salute nostra e di chi ci è intorno.

5. Cosa direbbe mia nonna?

Questa è la regola più difficile da applicare perché purtroppo – come spesso accade nella nostra vita – non tutti sono forniti di una sufficiente dose di buon senso e rispetto.
E vale sia per gli atteggiamenti che per i comportamenti.

In fondo basta pensare a cosa direbbe tua nonna – armata di battipanni – se ti vedesse quando stai facendo qualcosa. Oppure, più semplicemente, pensare “vorrei lo facessero a me?”. Perché fare i bulli, gli sbruffoni, gli arroganti, i saccenti è molto facile ma non sempre viene apprezzato, soprattutto quando abbiamo di fronte uno sconosciuto.

Nello stesso modo è estremamente importante rispettare il codice della strada ed essere prudenti. Perché non è sufficiente essere dalla parte della ragione, bisogna pensare soprattutto alla sicurezza, nostra e di chi ci sta attorno.

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Queste sono solo 5 delle moltissime regole che il “Galateo del runner” impone e sicuramente ne avrò scordata qualcuna di importante. Ma lo spazio qui sotto è fatto anche per questo: perché tu possa contribuire con la tua esperienza. ;)

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

14 COMMENTI

  1. ottimi consigli, ma ti prego dimmi dove trovare la maglietta “Se svengo, mettete in pausa il mio Garmin”, mi ha fatto morire dal ridere.

  2. Sottoscrivo dalla prima all’ultima parola.
    Bravo Sandro!
    Purtroppo “educazione” “gentilezza” o più semplicemente “buon senso” sembrano essere diventate anacronistiche parole vuote prive di significato, lasciando posto a “furbizia” “prepotenza” e “menefreghismo”.
    Eppure basterebbe così poco…
    A volte anche solo un sorriso.

  3. Sottoscrivo tutto…. posso aggiungere un’altra regola?

    6. Corri vestito
    D’estate sono molti gli uomini a correre a torso nudo e con i pantaloncini arrotolati negli slip. capisco che c’è chi ne vuole approfittare per abbronzarsi, però che fastidio può dare una canottiera e 5 cm di pantaloncini in più?!?

    • sui pantaloncini arrotolati siamo d’accordo ma sulla canotta ti dirò che, sì, da fastidio eccome per cui pantaloncini indossati normalmente e basta, per quanto mi riguarda, quando ovviamente la temperatura lo consente, non si corre per farsi ammirare, non io almeno.

  4. Sul codice della strada io dissentirei leggermente: io corro sempre (quasi) sul lato sinistro. Voglio vedere le auto che cercano di travolgermi (maledetto cellulare!) e non farmi prendere alle spalle di sorpresa. Per non parlare della quasi impossibilità di usare i marciapiedi a causa del pessimo stato di manutenzione in cui si trovano. Faccio male?

    • “Nuovo codice della strada”, decreto legisl. 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni.

      TITOLO V – NORME DI COMPORTAMENTO

      Art. 190. Comportamento dei pedoni.

      1. I pedoni devono circolare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e sugli altri spazi per essi predisposti; qualora questi manchino, siano ingombri, interrotti o insufficienti, devono circolare sul margine della carreggiata opposto al senso di marcia dei veicoli in modo da causare il minimo intralcio possibile alla circolazione. Fuori dei centri abitati i pedoni hanno l’obbligo di circolare in senso opposto a quello di marcia dei veicoli sulle carreggiate a due sensi di marcia e sul margine destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli quando si tratti di carreggiata a senso unico di circolazione. Da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere, ai pedoni che circolano sulla carreggiata di strade esterne ai centri abitati, prive di illuminazione pubblica, è fatto obbligo di marciare su unica fila

  5. Io so che si corre a sinistra, proprio per il motivo che hai menzionato te monrob2, non dappertutto ci sono i marciapiedi ed è quindi buona norma guardare arrivare le macchine correndo a testa alta così da poter appurare se sei stato notato. Per quanto riguarda le regole credo che SANDRO abbia ancora una volta dimostrato la sua preparazione ed educazione in questo articolo ed abbia evidenziato proprio la mancanza oramai di quest’ultima. Secondo il mio modesto parere si riduce tutto a quello, MANCANZA DI EDUCAZIONE che ormai è andata a farsi benedire purtroppo. GRAZIE ANCORA SANDRO

  6. Pulizia….ad un ristoro quest’estate davano le bottiglie da mezzo litro di acqua!!!
    Vi lascio immaginare dopo 30 metri cosa si doveva fare per stare in piedi! Senza considerare lo spreco di acqua!

  7. Ovviamente concordo su tutto, tranne che sul saluto. Magari dipende da dove si corre, ma da me salutare tutti i runner equivarrebbe a salutare ogni 100 metri. E sarà anche gentile ma la corsa é un momento per me è voglio goderne appieno senza pensare a rituali sociali dovuti:)

  8. Le persone che camminano sulle ciclabili occupando tutta la carreggiata, questi mi fanno veramente imbestialire: NON E’ LORO PROPRIETA’ PRIVATA!!!
    In bici ho una bella trombetta che gli fa fare un bel saltello ma di corsa ogni tanto me la prendo

  9. Purtroppo sono regole di vita; valgono per la corsa, la camminata, lo stare in autobus, andare in treno o in bici. Non parliamo dei fumatori. L’eccezione è sempre la prima scusa. La regola migliore che bisognerebbe insegnare a scuola è quella della Nonna, però poi bisognerebbe anche applicare la punizione dei battipanni!

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