I social media aiutano la corsa?

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Sul fatto che i social media siano – più o meno – parte integrante delle nostre vite non c’è moltissimo da discutere perché è un dato di fatto. E, come tutti gli altri aspetti della nostra quotidianità, influenzano anche la nostra corsa. In misure diverse per ciascuno di noi ma, comunque, è così.

È da un po’ che ci rifletto e credo sia finalmente giunto il momento di scoperchiare questo Vaso di Pandora e, poiché per mia forma mentale tendo a essere schematico, ho pensato che il modo migliore per affrontare l’argomento sia fare uno schemino con i pro e i contro. (E tu sarai felice perché non sarai costretto a leggere tutto ;)

I Contro:

1. Sono una perdita di tempo

Inutile girarci attorno: prova a fare due conti su quante volte prendi in mano il telefono per controllare Facebook, Instagram, Twitter, WhatsApp, Messenger, Snapchat (ma esiste ancora?) e vedrai che – nel migliore dei casi – un paio di ore della tua vita se ne andranno proprio lì. Quotidianamente!

E tutto quel tempo lo stai rubando alla corsa, ma hai già capito che volevo arrivare lì, anche se non lo dicevo.

2. L’inadeguatezza è dietro l’angolo

Purtroppo non tutti corriamo come degli etiopi e vedere gli status di qualcuno che corre molto più veloce di te, mentre tu fatichi a migliorare di qualche secondo, può essere frustrante.

Fregatene!

Ciascuno ha la sua storia e le sue capacità: non vivere la corsa come una competizione con qualcun altro ma con te stesso. Vanno più veloci? Lasciali andare! Tanto poi ci si ritrova tutti al Pasta Party!

3. Gli haters gratuiti

Sono appunto quegli utenti – di cui i social sono pieni – che vivono tutto come una competizione contro gli altri. E devono sempre farti notare che qualcosa non va, che non sei bravo, che devono per forza misurarsi (non ti dico cosa). Ciascuno di noi avrà sempre qualcuno che corre più veloce di lui, ma non per questo deve scaricare la frustrazione con chi va più lento.

Non ho mai sentito un atleta pro prendere in giro un runner amatoriale e, se non lo fanno loro, nessun altro è titolato a farlo.

Purtroppo il web è invaso da frustrazione e invidia, lo sappiamo bene. Bisogna solo imparare – anche in questo caso –  a fregarsene.

4. Perché far sapere a tutti dove sei?

Questa è una problematica di sicurezza a cui penso spesso. Perché condividere (magari in tempo reale) le mappe dei propri percorsi? Perché far sapere agli altri dove abiti? In fondo non conosciamo davvero bene chi c’è dall’altra parte dello schermo.

Ma questa è solo una mia opinione e ciascuno fa quello che vuole.

5. Dai più importanza a quello che condividi che a quello che fai

L’ansia da prestazione è sempre dietro l’angolo e – quando non riesci nei tuoi scopi – la tentazione di barare è dietro l’angolo. Ne parlava Andrea Toso qualche mese fa qui ed è un fenomeno che non è presente solo su Strava ma un po’ ovunque.

Fondamentalmente si entra in quella condizione in cui è più importante come si appare anziché quello che si fa, allontanandoci così da quell’idea di aumento della consapevolezza che accompagna la corsa. Perché ci può stare il “proiettare” sui social media solamente alcuni aspetti di noi stessi ma è molto diverso dal diventare schiavi di un’idea di noi che è lontana dalla realtà. Ma questo è un discorso molto più ampio (che sarebbe bellissimo fare insieme) ma non riguarda la corsa e poi mi diresti che divento noioso. ;)

I Pro:

1. Ti fanno conoscere un sacco di bella gente e non sei mai solo

È indiscusso: i social media mettono in contatto persone con i nostri stessi interessi. In fondo il running è uno sport solitario ma è indiscusso che i runner amino parlare di corsa (Linus ci ha pure scritto un titolo intitolato così).

E, se ne vuoi un esempio, ti basta entrare nel nostro gruppo Facebook.

2. Sono una fonte di condivisione e motivazione

È bellissimo condividere le proprie esperienze e creare delle amicizie virtuali con persone che – quando ce ne sarà bisogno – sapranno motivarti e aiutarti. Ho visto moltissime persone aiutare runner in difficoltà per un calo di motivazione o, semplicemente, seguirli con il live tracking a una gara per dimostrare vicinanza. Ed è una cosa bellissima.

3. Ti permettono di confrontarti e imparare

Per quanto – di questi tempi – tutti siano laureati in tuttologia sui socia media, capita di frequente di trovare persone disposte ad aiutarti a migliorare e a crescere. O semplicemente a portarti la loro esperienza come esempio quando ne hai bisogno.

Insomma, non ci si sente mai soli in una grande piazza dove possiamo trovare qualcuno con i nostri stessi interessi a qualunque ora del giorno o della notte.

4. Hai un diario sempre a portata di mano

È bellissimo scorrere la nostra timeline e trovare le foto che abbiamo scattato correndo, i nostri risultati, le nostre condivisioni. Credo sia un altro degli aspetti più belli dei social media: avere un bellissimo diario delle nostre fatiche e del nostro divertimento sempre a disposizione.

5. Se siamo qui, è anche merito dei social media

E qui devo parlare un po’ anche di noi che scriviamo su Runlovers ogni giorno. Ci siamo tutti conosciuti proprio sui social media, ci siamo confrontati, siamo diventati amici e credo sia normale per noi avere un’immagine così “social”, come direbbero quelli bravi.

 

E tu cosa ne pensi? I social media aiutano la corsa? Raccontaci qui sotto la tua esperienza.

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall’intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

2 COMMENTI

  1. Concordo pienamente con l’elenco dei pro e dei contro presenti in questo articolo e credo che nella corsa, come in tutte le cose, l’uso dei social può essere utile ma spesso l’uso diventa abuso e i “contro” elencati prendono il sopravvento.
    Nella mia modesta esperienza personale posso dire che i social sono stati molto utili all’inizio della mia vita da runner…condividere le mie prime corse, condividere il fatto che stavo provando ad iniziare a correre, era per me un modo per espormi. Era una sorta di contratto che esplicitavo non solo con me stesso ma anche con i contatti social per iniziare un processo che poteva rischiare di implodere se rimaneva solo un impegno con me stesso.
    In più condividere quelle prime corse era un modo per ricevere i primi feedback incoraggianti che all’inizio (ma anche dopo) danno sempre una carica in più.
    Con il passare dei mesi (e l’aumentare della sicurezza di essere finalmente partito a correre) ho cominciato a condividere sempre meno corse sui social e ormai mi càpita di pubblicare quasi solo i momenti particolari di alcune gare significative o momenti toccanti legati a qualche emozione vissuta correndo.
    Premetto che ognuno è libero di vivere la sua vita e i suoi social come vuole, ma come “lettore” di solito non mi fermo a leggere post di chi pubblica la prestazione di ogni allenamento e di ogni uscita (con chilometraggio, passo a km, calorie bruciate, quantità di co2 emessa, calcolo della quantità di metano prodotta negli sforzi, ecc)…preferisco leggere di un’emozione o vedere una foto di un bel paesaggio dove correre o sentireil racconto di qualche episodio divertente o toccante accaduto durante la corsa. Ma al mondo siamo tanti, quindi ognuno usa i social come crede…su ciò che non mi interessa io vado oltre e a chi non interessa ciò che scrivo spero faccia altrettanto..quindi anche se l’ho scritto alla fine, se volete non leggete questo commento :-)

  2. nel 95% dei casi i social network altro non sono che un rimestare melma nelle fogne personali e condivise; rara eccezione sono gli spazi creati dai corridori, con tutto quanto di positivo questo include e apporta e possibilmente rimanendo nell’ambito puramente sportivo (agonistico o semplicemente amatoriale e financo domenicale) evitando di trasformare qualcosa di veramente utile a chi corre (info, tecnologie, novità, calendari ecc.) in una tragica mostra cinematografica, o meglio, restando attinenti alla natura dello spazio creato (il cane, l’auto, il panorama, tua zia con l’ombrello e la pasta che ti sei mangiato dopo la corsa vanno benissimo nella prima riga di questo post).

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