Fitbit Ionic, l’assistente del tuo fisico e della tua salute

Fitbit ha presentato il suo nuov smartwatch Ionic. Ma soprattutto ha stabilito un nuovo standard.

Tempo di lettura: 4 minuti

La notizia è che Fitbit ha presentato un nuovissimo smartwatch dalle caratteristiche molto interessanti. Il suo significato però è che lo smartwatch o qualsiasi wearable che Fitbit produce sono strumentali a un ecosistema molto più grande e complesso che ha lo scopo di farti migliorare la forma fisica e quindi di farti stare sempre meglio. Ma andiamo con ordine.

Ionic

Quali sono le caratteristiche del nuovissimo Ionic? Fa tutto quello che fanno molti altri smartwatch: è un activity tracker per molti tipi di allenamento (corsa, nuoto, bici, pesi, interval training, arrampicata), ti dice l’ora (?), è impermeabile fino a 50 m, si sincronizza con il tuo cellulare e quindi ha le notifiche, l’agenda ecc., ti prende il battito cardiaco, ti fa da coach, ha il GPS, ha una memoria di 2,5 Gb in cui ci sta un bel po’ di musica (che puoi ascoltare con i nuovi auricolari bluetooth Flyer venduti a parte a 129,99 euro). Fin qui, niente di particolarmente nuovo: è uno smartwatch dal design minimalista ma pratico da indossare e di solida fattura, presentato in un packaging molto curato e complessivamente molto rifinito e attento ai dettagli.

Però ha dei punti di forza che lo rendono il più diretto concorrente dell’Apple Watch Series 3 e, per alcuni aspetti, lo vedono pure in vantaggio.

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I punti di forza

Fitbit ha compiuto quest’anno i suoi primi 10 anni di vita. L’Ionic li celebra degnamente rivelandosi come un prodotto che stabilisce uno standard di qualità e di prestazioni con cui molti dovranno misurarsi o che, particolare non meno importante, i consumatori non potranno non ignorare nella scelta del loro prossimo smartwatch. Questi sono brevemente i suoi punti di forza e la lista non è esauriente perché Ionic è in test in questi giorni e mi riservo di essere più dettagliato quando avrò un quadro più completo. Però.

1 Batteria ?

La batteria dell’Ionic ha una durata dichiarata di 4 giorni. Dopo 2 giorni di utilizzo posso confermare che il consumo giornaliero, usandolo per circa 2 ore con il GPS attivo durante l’allenamento, si attesta attorno al 25%. La durata della batteria è fondamentale per uno smartwatch con queste caratteristiche perché lo carichi meno spesso e perché deve essere indossato anche di notte per rilevare dati sulla qualità e il tipo del tuo sonno (ma ci arriviamo con calma).

2 Sistema operativo

Dopo l’acquisizione di Pebble (che, se non ti ricordi o non sai, faceva smartwatch con sistema operativo proprietario e caratterizzato da prestazioni molto interessanti e grande durata della batteria), Fitbit ha potuto scegliere di sviluppare un sistema operativo proprietario che non è Android (né tantomeno Apple, che ha un sistema chiuso). I vantaggi sono molteplici: ha potuto contenere moltissimo il consumo delle batterie e ha creato un ambiente di sviluppo che attraverso un SDK (Software Development Kit) permette a chiunque di sviluppare app per la piattaforma. Dalle più semplici (tipo i quadranti dell’orologio – ne ho fatto uno pure io ed è facilissimo) alle più complesse. Ricordi quando l’iPhone esplose davvero? Quando Apple permise a sviluppatori indipendenti di creare app, molte delle quali usi ancora oggi, sempre che tu abbia un iPhone.

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3 Paga con Ionic

Con Ionic puoi anche pagare nei negozi abilitati, semplicemente appoggiandolo a un sensore, dopo avergli associato una carta di credito. Un modo di pagare che diventerà sicuramente sempre più normale nei prossimi mesi.

4 L’ecosistema

Fitbit produce strumenti per la misurazione della tua attività fisica ma basa gran parte della sua forza anche su un altro strumento: la sua app e il suo software. Esagerando potrei anche dire che i suoi prodotti “fisici” sono solo la punta dell’iceberg di quello che fa. Perché Fitbit raccoglie moltissimi dati dei suoi utenti per elaborarli e riutilizzarli per migliorare la qualità della loro vita. Sembra un discorso utopistico e pure ingenuo? Capisco la diffidenza che si può avere verso chi ti conosce così bene da sapere quanto ti muovi, cosa mangi e persino quanto dura la tua fase REM ma lo scopo è un po’ più complesso: costruire un ambizioso database che raccoglie le abitudini di allenamento, alimentari e i cicli di sonno e veglia dei suoi milioni di utenti. E dopo 10 anni questo database è fatto di dati di almeno 23 milioni di utenti attivi sulla base di più di 60 milioni di activity trackers venduti.

Fitbit lo chiama “approccio olistico”, cioè totale, completo, che non riguarda solo un singolo activity tracker ma che mira ad avere una visione più completa del vita “fisica” dei suoi utenti. Il benessere non è dato solo dal movimento che fai ma anche da quello che mangi e da quanto ti riposi. E ovviamente dalla qualità di ciò che mangi, del tuo sonno e dal bilanciamento di tutte queste componenti. Per questo è fondamentale che Ionic sia indossato tutto il giorno e soprattutto la notte. Grazie ai suoi sensori infatti è in grado di capire che tipo di sonno hai e, cosa molto interessante, se hai apnee notturne, un fenomeno che è difficilmente riscontrabile da chi ne è affetto ma che può avere conseguenze sulla qualità del tuo sonno e sulle energie che riesci a recuperare con esso.

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Poi Ionic è anche un oggetto interessante che i cinturini intercambiabili rendono adatto a chi ha anche a cuore l’estetica. Non assomiglia a uno dei tanti activity tracker ma ha l’aspetto discreto di un orologio. E questa caratteristica può essere ulteriormente esaltata usando i diversi cinturini “tecnici” in silicone o quelli “da sera” in pelle.

La commercializzazione di Ionic è molto prossima e il suo costo è di 349,99 euro.
E prossima è anche una sua recensione più dettagliata.

 

 

 

 

 

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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