Fitbit Ionic: benvenuto nel tuo Io Futuro

Non solo uno smartwatch ma un tassello della visione più complessa di benessere di Fitbit

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Martino Pietropoli
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

Tempo di lettura: 6 minuti

Fitbit vanta ormai 10 anni di esperienza nel settore degli activity tracker. Potrebbero sembrare pochi agli occhi di chi, come noi, compra il pane nella “Panetteria Rughetti – Panificatori dal 1876” o vive in una casa che ha 500 anni, ma in termini di nuove tecnologie e di internet sono tanti. Fitbit è infatti stato uno dei primi brand nati proprio attorno a questi oggetti che monitorano il nostro stato fisico e persino il nostro sonno, aiutandoci alla fine a migliorare la qualità della nostra vita. Cose oggi normali ma che fino a 10 anni fa erano pura fantascienza. Anzi: non erano nemmeno nella testa di uno scrittore di fantascienza.
 
A volte fa bene però fermarsi a pensare un attimo a cosa sono in grado di fare oggi questi oggetti che assomigliano a dei normali orologi ma che hanno la potenza di calcolo di un mainframe IBM con cui si controllano le rotte aeree: controllano il battito cardiaco, la qualità del tuo sonno, ti assistono notificandoti messaggi, mail, compleanni, a breve sapranno leggere la quantità di ossigeno nel nostro sangue, contengono musica, li puoi usare per pagare in certi negozi. Siamo nel 2017 e non abbiamo macchine volanti con cui andiamo nel week end sulla luna, però questa roba non è male, no?
 

Il primo vero smartwatch di Fitbit

Di activity tracker molto simili a uno smartwatch Fitbit ne aveva fatti altri (tipo il Blaze) ma Ionic rappresenta un salto di qualità notevole. Per molti motivi:
– È indipendente dall’uso del cellulare grazie al suo GPS
– Ha una batteria di lunga durata
– Ha un nuovo sistema operativo
– È impermeabile fino a 50 metri
– Ha un design non perfetto ma che si smarca dal resto del mercato
 
L’impressione è che Fitbit abbia sviluppato la sua idea di smartwatch.
Ma vediamolo nel dettaglio.

Design

Squadrato e di dimensioni non trascurabili, Ionic è invece facilmente indossabile e non dà alcun fastidio. La parte inferiore della cassa è infatti rastremata lungo i lati lunghi, permettendo di piegare il polso senza fastidio. Il quadrante è protetto da un Gorilla Glass ad angoli retti montato a filo con la cassa in alluminio. Faccio notare questo dettaglio perché dimostra un’attenzione che altri smartwatch non hanno: trascinando il dito sul quadrante infatti non si tocca mai la cornice metallica che è, appunto, a filo con il vetro. Se questa fosse a rilievo invece non si riuscirebbe bene a manipolare con il polpastrello (che, ricordo, in rapporto alla superficie del quadrante è GIGANTESCO) gli elementi che appaiono a schermo.
Sul lato destro ci sono due tasti che si usano solo durante gli allenamenti per mettere in pausa il crono (tasto inferiore) e per bloccarlo (superiore). Su quello sinistro c’è il tasto usato per la navigazione.
I cinturini sono intercambiabili (una cosa apprezzabile che ti dà sempre l’impressione di avere un orologio nuovo al polso e che ti permette di abbinarlo ai tuoi outfit, dai più sportivi ai più eleganti – ci sono infatti anche i cinturini in pelle).

Sistema Operativo

Uno smartwatch è soprattutto il suo sistema operativo perché, al di là del design complessivo, è quello con cui si interagisce e che si guarda sempre.
Quello di Ionic è proprietario ed è stato sviluppato dagli ingegneri di Pebble dopo l’acquisizione del marchio da parte di Fitbit. Perché sviluppare un altro, nuovo, SO? Soprattutto per contenere i consumi della batteria. E si vede: Ionic dura 4 giorni con un utilizzo intenso e anche 5 se non ci si allena molto, usando quindi il GPS o il sensore del battito cardiaco in maniera continuativa. Può significare tutto o niente ma nella pratica ciò significa che puoi “dimenticarti” di caricarlo e che, soprattutto, puoi tenerdo al polso anche di notte, lasciandogli quindi rilevare la qualità del tuo sonno.
Il SO è essenziale ma non manca (quasi) di nessuna funzione: puoi scegliere gli sfondi/quadrante che più ti piacciono installandoli dall’app Fitbit (non puoi però farlo dall’Ionic stesso), ha le funzioni più usate tipo il meteo, l’attività (un riassunto di quanto ti sei mosso oggi), la sveglia, il player per la tua musica che puoi ascoltare con gli auricolari bluetooth Flyer (ci sono 2,5 gb di memoria interna quindi ce ne puoi mettere un bel po’), l’agenda che si sincronizza con quella del tuo computer, la app per i pagamenti contactless.
Puoi comunque installare altre app distribuite da Fitbit o quelle sviluppate dalla comunità grazie a un SDK (Software Development Kit) di semplice utilizzo. Ci sono anche le notifiche per i messaggi, le chiamate telefoniche, la posta e gli appuntamenti.
In definitiva un SO molto semplificato e poco esoso di batterie. Minimal, direi, però con quasi tutto quello che ti serve e che comunque potrà essere migliorato e raffinato nei prossimi firmware.
 

Allenamenti

Se ti compri uno smartwatch è anche per allenartici no? Questa è la parte più interessante di Ionic, anche grazie al fatto che è impermeabile fino a 50 metri e che quindi lo puoi usare per diverse attività: corsa, bici, nuoto, fitness, scalata, pesi.
L’utilizzo delle singole modalità è simile e i dati che forniscono sono di veloce lettura. Troppo pochi? Sono in definitiva quelli che riesci a elaborare dando una rapida occhiata al quadrante, mentre quelli più completi e sintetizzati da grafici che soddisfano anche il più esigente e impallinato degli atleti li puoi vedere sulla app o a computer. La precisione del GPS è ottima e l’aggancio dei satelliti – a parte la prima volta quando Ionic deve capire in che parte del mondo si trova e ci impiega quindi 2/3 minuti – è istantanea.
Anche nell’allenamento in piscina la lettura delle distanze/vasche è davvero millimetrica. In acque aperto il GPS si disattiva ma sincronizzandolo si dovrebbe comunque ottenere una lettura precisa dei dati (uso il condizionale perché l’ho potuto usare in questa modalità una sola volta e con un firmware non definitivo che ha restituito valori non precisi).
C’è infine anche un’app per allenarsi con un coach virtuale che ti fa letteralmente lavorare e, grazie ai sensori interni, ti corregge e ti aiuta a migliorarti.

Un approccio globale

In cosa è diverso da altri smartwatch l’Ionic? In sé fa quello che fanno altri prodotti, pur avendo un consumo di batterie notevolmente ridotto e un GPS interno che ti svincola dal cellulare. Eppure queste cose le fanno anche altri.
Quello che è diverso è l’approccio olistico che hanno i prodotti Fitbit: i loro device infatti sono strumenti che fanno parte di una visione più ampia che comprende non solo l’attività fisica ma l’intera sfera del nostro benessere: l’alimentazione, il sonno, il controllo delle funzioni vitali essenziali.
Avere uno strumento che monitora costantemente il tuo cuore può infatti avvertirti in caso di anomalie.
L’analisi del tuo sonno può fornirti importanti suggerimenti per migliorarlo.
L’attenzione per quello che mangi infine ti rende più consapevole e ti fa essere più sano.
 
Ho usato Ionic per più di un mese (e continuo a usarlo) per capire quanto potesse diventare una parte della mia vita senza essere invadente. Quanto insomma riuscisse a trasformarsi in qualcosa di discreto e trascurabile, di cui dimenticarsi quasi.
Ma che veglia su di te, sempre. E che modifica in positivo il tuo comportamento durante tutta la giornata, non solo quando ti alleni.
Che ti invita gentilmente ad annotare nella app cosa mangi e che ti fa capire quante proteine hai mangiato, quanti grassi e quanti carboidrati.
Che ti spiega quali sono le fasi del sonno (non avevo idea di dormire così tanto a occhi aperti! È una cosa che mi ha fatto quasi paura!).
Che, infine, ti porta senza invadenza a essere più consapevole del tuo fisico e a conoscerlo meglio.

Per chi è Ionic

Se pratichi sport senza aver necessità di conoscere i parametri più minuti del tuo allenamento, se ti piace avere una vita attiva e mangiare sano e prenderti cura in generale di te o anche se vuoi arrivare a essere come questo tipo di persona, allora Ionic è per te.
Ha un costo relativamente contenuto (349,99 €), è solido, ben costruito e basato sulle più raffinate tecnologie biometriche. Ed è un aiutante che ti premia quando raggiungi i piccoli traguardi quotidiani (Ehi! Hai fatto 10.000 passi oggi! Grande!) e soprattutto ti guida all’interno del sistema olistico di Fitbit, fatto di consapevolezza fisica completa, non solo sportiva.
Questo rende Ionic unico sul mercato, almeno per ora.
Lo sviluppo degli activity tracker del resto va in quella direzione: assistenti sempre più intelligenti e presenti nelle nostre vite e non più solo braccialetti che ci forniscono pochi scarni dati.
Aiutanti che sanno quasi tutto di noi, soprattutto quanto meglio potremmo stare se li ascoltassimo. Non ci resta che farlo.
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