“Fa’ finta che io sia un carro armato carico di bombe nucleari”

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È il mio consiglio per tutti gli automobilisti quando per strada incontrano un runner o un ciclista (ma anche un motociclista). In questo ultimo mese si sono susseguite news terribili che arrivano dal ciclismo: Michele Scarponi, Julia Viellehner, Nicky Hayden sono i tre più famosi ma chissà quanti altri ce ne sono – e sono stati – senza entrare nelle notizie in rilievo di giornali e telegiornali.

La verità è che, quando ti metti in strada in bici o a piedi, sai bene che parte della tua sicurezza dipende anche dalla prudenza di perfetti sconosciuti che, chiusi nelle loro scatole di latta – auto o camion che siano -, sfrecciano molto più veloci di te. E questo è un elemento terribilmente inquietante. Perché tra quegli sconosciuti potrebbero esserci degli imbecilli, degli irresponsabili o – più semplicemente – delle persone distratte.

Basta un loro sorpasso troppo vicino e una raffica di vento per farti cadere a terra a 40 all’ora. Basta un loro messaggino scritto alla guida e ti prendono in pieno. Perché io ce l’ho il radar Garmin Varia che mi dice che stai arrivando, ma mica lo so se mi hai visto.

È una sensazione di grande impotenza perché sappiamo che è una variabile che non dipende in alcun modo da noi che, su strada, ci alleniamo. E si contrappone alla sensazione di potenza che abbiamo nell’atmosfera ovattata all’interno della nostra auto. Lì ci sentiamo protetti, sicuri, separati dal mondo esterno e non pensiamo sempre alle ripercussioni che può avere un nostro sorpasso o una piccola distrazione.

“Eh sì, ma anche loro…”

Ciclisti e runner indisciplinati che pretendono di fare sport su strada quando io ho fretta: devo andare al lavoro, io, mica a giocare“.

È vero che a volte ci sono comportamenti indisciplinati da parte degli sportivi ma ricordiamoci sempre chi è il più forte e chi il più debole. Quando si guida bisogna stare attenti anche per gli altri, non solo agli altri.
Se ti attraversa la strada un bambino che insegue un pallone e tu non sei all’erta e con la situazione sotto controllo, gli andrai addosso. Nello stesso modo, se sono in bici e arriva una folata di vento laterale, devi prevedere che io possa spostarmi di 70 cm verso di te. Altrimenti avrò uno spiacevole scontro con la tua auto. Quindi lasciami un po’ di spazio e non depilarmi il braccio sinistro quando mi sorpassi.

Quando si guida si ha una grandissima responsabilità nei confronti anche degli altri e bisogna ricordarlo sempre! Ed è giusto che questo lo ricordiamo tutti.

E come la mettiamo con quelli che stanno affiancati?

La mettiamo che ci metti meno a sorpassarli perché occupano meno spazio longitudinale, basta solo che tu sia un po’ più paziente. Se fossi un trattore con le ruote alte due metri – che oltretutto va più piano di me – mi rispetteresti di più, diamine!

Basta un metro e mezzo

Quando corri o pedali e ti metti alla guida di un’auto, generalmente sai bene quali siano i problemi degli sportivi e cerchi di stare più attento. Hai più empatia perché sai che potresti  essere tu l’elemento debole in strada. Ma anche questo non è sempre e del tutto vero.

In linea di massima però basterebbe fare sorpassi tenendo almeno un metro e mezzo da chi stai sorpassando – anche perché, cacchio, come ti sentiresti se un camion ti sorpassasse a 30 cm di distanza? In che condizioni sarebbero le tue mutande? – e ricordare sempre che non ci sono solo auto per strada ma anche soggetti ben più indifesi. Basta essere prudenti, evitare messaggi e telefoni (esistono gli auricolari, da un bel po’), ricordare che l’imprevisto può essere sempre dietro l’angolo e “fare finta che io sia un carro armato carico di bombe nucleari”.

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall’intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

8 COMMENTI

  1. Come non essere completamente d’accordo? Da un runnerciclomotociclista che guida anche l’auto!
    P.s. Non dimentichiamo nemmeno quanto accaduto a Chris Froome qualche giorno fa.

    • Già. Fortunatamente non gli è successo nulla di grave. In molti siti inglesi di ciclismo il tema della rabbia degli automobilisti è estremamente discusso. Se ti va, dacci un’occhiata. ;)

  2. Condivido a pieno…reduce della mia esperienza di corsetta in città..ho rinunciato anche ad ascoltare musica.Certo si cerca di godere al max ogni uscita ma anche tornare a casa interi non è poi così scontato.

  3. Elogio del ciclista; o, se preferite, apologia del pedalatore o, in fondo, tributo solenne a questa sfortunatissima e tiranneggiata genia, esempio reiterato di persecuzione del 2000.
    Eh sì, il ciclista di volta in volta è un bimbo col pallone per strada, un trattore con le ruote alte due metri e financo un carro armato carico di bombe nucleari; il ciclista ha ragione a prescindere, il ciclista è saggio, prudente, attento e rispettoso di ogni codice comportamentale, da quello della strada a quello del buon senso, il ciclista è un concentrato di tutti i pregi che un essere umano può vantare…e poi ci sono gli automobilisti perché il mondo è fatto di opposti, il ciclista è il bene e l’automobilista è il male, il ciclista va in paradiso e l’automobilista all’inferno, il ciclista è un eroe e l’automobilista un pezzo di m…a, dio ha una bici, non certo un’automobile e diciamo pure che l’unico automobilista buono è quello morto. Contenti?

    • Forse hai “leggermente” travisato il senso dell’articolo. Ma prendo atto della tua posizione, pur non condividendola affatto.

  4. Ciao ragazzi, innanzitutto volevo farvi i complimenti perché mi sono avvicinato molto alla corsa durante L ultimo periodo e questo è anche merito vostro, i vostri articoli sono fantastici e fanno sempre venire più voglia di appassionarsi alla corsa fino a farla diventare quasi uno stile di vita!Avrei una domanda un po’ tecnica da farvi…se corro per 12km a 5:25/km in quanto tempo potrei pensare di correre una gara di 10km??e se volessi incominciarmi ad allenare su dei lunghi di 16km (per arrivare piano piano alla mezza) a che velocità dovrei correre??sto correndo con una Nike fly 5.0 ma la devo cambiare…che scarpa mi consigliate??grazie mille in anticipo e continuate così perché siete davvero fantastici!

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