Ecco gli Asics FrontRunners: sorrisi, amicizia e voglia di correre

I 35 Asics FrontRunners si sono incontrati per la prima volta ed è stato amore e... corsa a prima vista

Quando arriviamo alla sede di Asics a Cuneo i 35 FrontRunners sono già tutti presenti: stanno mangiando qualcosa prima della presentazione ufficiale celebrata da Luca Bacherotti – managing director di Asics Italy. La cosa che stupisce di più è il fatto che sembra che si conoscano da molto tempo mentre è la prima volta che si vedono. Sono stati selezionati fra 5.000 candidature ricevute da Asics e vengono da ogni parte d’Italia e c’è chi ha fatto centinaia di km in auto per arrivare lì, chi ha preso un treno al mattino presto, chi è arrivato in aereo dalla Sicilia o dalla Sardegna. Eppure stiamo guardando un gruppo di persone molto simpatiche e sorridenti e molto motivate. E perfettamente amalgamate fra di loro, anche se, davvero, non si conoscevano prima di quel giorno.

Un fenomeno

I Front Runner Asics sono nati dall’intuizione di Jan Erik Kruse, responsabile europeo del progetto, che ci ha spiegato come l’idea venne anni fa a lui e al suo team dalla constatazione che la ricerca esasperata del risultato agonistico e dei tempi stratosferici non era tutto.

Si parlava sempre di maratona sotto le due ore e di personal best e ci chiedemmo se era davvero quello che interessava al runner più normale. Così nacquero gli Asics FrontRunners: runner che diffondono il messaggio di Asics ma, più in generale, la filosofia del running: correre per stare bene e per migliorarsi sempre, senza essere fissati con i tempi“.

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La rete ha sicuramente aiutato questo fenomeno a diffondersi: i FrontRunner italiani si sono incontrati prima di tutto qui, in un mondo virtuale, ma è straordinario vederli assieme per la prima volta, come se fossero amici da una vita.

Sebbene la rete sia uno strumento straordinario è l’incontro reale che preferisco. Mi piace stare in mezzo alla gente e conoscerla” continua Jan che, in effetti, sfata il mito del tedesco controllato e freddo ed è il vero trascinatore della giornata, una specie di Fiorello teutonico ma in biondo.

Ambasciatori del running

Cosa sono alla fine questi 35 runners? Ambasciatori del running: persone normali con lavori normali molto appassionate. Alcuni fanno triathlon, alcuni hanno già corso maratone, alcuni sono pure Ironman, ma in sostanza sono tutti uniti da un solo ideale: essere degli esempi viventi e positivi di cosa significhi avere una missione, quella di farsi del bene per darlo anche agli altri, convincendoli magari a provare a mettere le scarpe e a uscire a correre. Sempre con il sorriso e con uno spirito amichevole maledettamente contagioso.

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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