Cos’è la resistenza?

La resistenza e l'allenamento mentale aiutano moltissimo. Soprattutto quando il giusto approccio può decidere se le cose andranno bene o male.

Tempo di lettura: 3 minutiSabato sono andata ad assistere ad una lezione di Fabio (Vedana), il mio allenatore. La lezione verteva sul concetto di resistenza.

Avevo detto che dopo essermi laureata non avrei più voluto saperne di libri, e invece la prima cosa che ho fatto è stato ricominciare a studiare. Coerenza è il mio secondo nome.

“Cos’è la resistenza?” domanda di Fabio.
“Per resistenza si considera la capacità psico-fisica di sostenere un determinato sforzo il più a lungo possibile”, tutti in coro.
“Ok, bravi si vede che avete studiato. Ora chi mi sa spiegare cosa s’intende per CAPACITÀ PSICO-FISICA?”
Facce sconcertate.
Un primo temerario: “Ehm… Ma si, insomma, è quanto a lungo siamo in grado di resistere ad un esercizio!”
“ok, e poi?”
“E poi quanto tempo riusciamo a perpetrare un determinato movimento”, un secondo temerario.
“Hai parafrasato il tuo collega. Qualcun altro vuole provare?”
Dopo qualche altro intervento nella quale ci si allena alla nobile arte della parafrasi e dell’utilizzo di sinonimi per esprimere lo stesso concetto, arriva l’illuminazione:
“Però per me resistere significa anche quanto riesco ad allenarmi, prima di andare fuori di testa. Cioè per me allenare la resistenza, significa allenare anche la componente mentale!”
“Finalmente! Bravo!”

Un momento. Cosa c’entra l’allenamento con la componente mentale? Non basta fare mille mila chilometri (in bici, a piedi, a nuoto, con gli sci, con i pattini e chi più ne ha più ne metta) per andare forte in gara?
Mi risuona nella testa uno dei mantra di Fabio, preso in prestito dal discorso di Michael Jordan di elezione alla Hall of Fame: “i limiti, come le paure, sono solo nella tua mente”.

Quindi non è una frase fatta dei baci perugina?! Non la usa solo per farmi innervosire ancora di più quando sono stanca e non voglio fare un altro 2000 dopo che aveva detto che il lavoro in pista era finito?!

Ciò che è importante, quindi, non è solo l’allenamento ma l’atteggiamento che si ha nei confronti delle situazioni. Mi spiego meglio.
Tempo fa lessi la storia di un acrobata, Karl Wallenda, uno di quei matti che passa da un palazzo all’altro in equilibrio su una minuscola corda, hai presente? Ecco. Dopo una vita di successi, nel 1970, a 65 anni, percorre su un filo una traversata sopra il fiume Tallulah in Georgia, davanti agli occhi sbalorditi di più di 30.000 persone. Nel 1978 a 73 anni, decide di riprovarci.

Vuole andare da una torre del Condado Plaza Hotel all’altra a San Juan, in equilibrio sopra un filo senza reti di protezione («le reti non sono altro che una serie di buchi tenuti insieme da un filo»), a 37 metri di altezza. Una sera, però, sognò di cadere durante l’esibizione e di morire. Nonostante tutti i tentativi di tranquillizzarsi, qualcosa in lui cambiò. Decise però che l’avrebbe affrontata comunque e si preparò con la stessa meticolosità di sempre.

3 mesi dopo si verificò il fattaccio: Karl questa volta non ce la fa; contrariamente a quello che si pensa, non fu una folata di vento a far trovare la morte all’equilibrista, ma un errore sulla sistemazione delle corde secondarie (che servono a tenere tesa quella principale) a farlo precipitare sull’asfalto.
Cos’è che andò storto quindi? Ciò che cambiò quella volta fu l’atteggiamento di Karl nei confronti della situazione. La paura prese il sopravvento e lo portò a fare un errore stupido.

Il senso di tutto ciò non è portarti sfiga, ma farti pensare al modo in cui si affrontano tutte le situazioni e di come il nostro atteggiamento possa cambiare in modo positivo o negativo l’esito.

E tu? Come hai deciso di affrontare la tua vita?

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Veronica Signorinihttp://veronicasignorini.wixsite.com/mynutritiontips
Nuota come un motoscafo, pedala come una moto e corre come se fosse inseguita da un'orda di zombie affamati. Veronica si definisce un'atleta (semi)professionista ma solo perché i semi li sta gettando per far crescere una carriera grandiosa nella triplice disciplina. Si dice sia sempre felice perché è in costante overdose da endorfine ma, in realtà, ha un segreto per la felicità molto ben custodito e te lo svelerà solo se vai più forte di lei. Quindi lo conoscono in 5 in tutto il mondo! ;)

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