Ambro e la fatica che insegna

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Sandro Siviero
Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

Tempo di lettura: 3 minutiHo avuto l’opportunità di fare quattro chiacchiere con Massimo Ambrosini, ex centrocampista storico del Milan e della Nazionale di calcio; ora è opinionista di Sky Sport e, soprattutto, runner.

Prima di farti leggere l’intervista è giusto che tu sappia che io di calcio non so quasi nulla e quindi abbiamo parlato della passione che abbiamo in comune per la corsa, come fossimo ai cancelli di partenza prima di una gara. Chiacchierando serenamente.

Mi ha molto colpito la sua disponibilità ma anche la sua determinazione. Ma più di tutto la sua visione della fatica e della disciplina.

Ma lasciamo parlare lui.

Sei un ex atleta professionista e sei tutt’ora molto in forma. Cosa trovi nella corsa? Perché l’hai scelta?

L’inizio è stato un motivo per rimanere in forma, poi lentamente ho scoperto che lo spirito di competizione che c’è dentro di noi ex atleti va alimentato. La corsa è un modo per alimentarlo attraverso le gare, attraverso la performance. E quindi da corsetta per non prendere preso è diventata una sfida. E poi ho scoperto di aver un buon rapporto con la fatica e penso che, dalla fatica, una persona possa trarre dei giovamenti mentali oltre che fisici.

Mi piace sempre spingermi al limite, anche quando mi alleno, perché poi la soddisfazione del “post allenamento” è superiore alla fatica che faccio.

Photo: Andrea Schilirò

Io la fatica la chiamo “gioia distillata” perché dopo c’è sempre la soddisfazione e sai che hai aggiunto un mattoncino in più sia a te stesso che alla preparazione atletica…

In realtà l’abitudine alla gestione della fatica ti aiuta anche nella vita, perché la capacità di “soffrire” di sacrificarsi per un risultato serve moltissimo.
Io non sono un runner professionista, però il rigore, la disciplina, il senso del dovere che metti per arrivare a un obiettivo è un insegnamento – a livello metaforico – che dai ai tuoi figli. Perché, nella vita, senza sforzo o sacrificio non si arriva da nessuna parte.

Photo: Andrea Schilirò

Corri da solo?

No, alterno. Perché la domenica c’è un simpatico gruppo di cinquantenni che “mi tirano” per fare i lunghi.

Ti ho visto a qualche gara ed eri a tuo agio, salutavi tutti…

[Ride] Sì, ero un pesce dentro l’acqua.

Credo dipenda anche dal fatto che tra runner ci si riconosce il merito della fatica.

Bravo. La condivisione di un percorso che è competitivo nei confronti di te stesso è un aspetto che ti accomuna con tutti gli altri.

Photo: Andrea Schilirò

Le vittorie nello sport professionistico sono molto diverse dai traguardi che raggiungi da “amatore”? Sono paragonabili?

Nel caso del calcio, il fatto di poter dare la soddisfazione anche a qualcun altro – i tifosi – dà alla vittoria un sapore un po’ diverso, più corale, più importante. Non c’è solamente la componente personale.

D’altra parte, quando sei un amatore, un aspetto molto importante è la scelta di fare qualcosa, di migliorarti e questo aspetto non la sminuisce tanto rispetto alla vittoria da professionista.

Photo: Andrea Schilirò

Come fai a far capire agli altri che non sei pazzo quando esci a correre con -2 gradi?

La soddisfazione di chiudere un allenamento in condizioni difficili, magari con un raggio di sole che si apre nel cielo della pianura della Brianza, il 3 dicembre, ti ripaga del sacrificio.

Photo: Andrea Schilirò

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4 COMMENTS

  1. grande Ambro !! grande uomo e grande professionista
    anche ora post carriera calcistica
    mancano personaggi cosi in casa rossonera e in tutto il panorama del calcio italiano !
    grande Ambrogio !!!

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