Allenare la resistenza mentale: l’esercizio dell'”uno in più”

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Sandro Siviero
Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

Tempo di lettura: 2 minutiPer allenare la velocità – lo sappiamo e ne abbiamo già parlato molte volte – servono le ripetute, il fartlek, le ripetute in salita, gli allunghi. Mentre, per allenare la resistenza devi correre in soglia e poi correre ancora e poi correre ancora.

Ma come si fa quando si vuole allenare la resistenza mentale?

La resistenza mentale è quella forza che trovi quando le energie fisiche iniziano a mancare, è quella forza che ti permette di gestire le fatiche più lunghe, è la capacità di “andare oltre il muro”.

Come puoi immaginare è più un esercizio mentale ma coinvolge anche il fisico. Personalmente ritengo che anche i “lunghissimi” che si fanno prima di una maratona siano più utili per la resistenza mentale che funzionali a una preparazione esclusivamente fisiologica perché – certo abituano il tuo corpo a lunghissimi sforzi – ti insegnano a gestire mentalmente la fatica prolungata, a dare un po’ di più e un po’ più oltre.

Nello stesso modo si può allenare la resistenza mentale correndo anche distanze più brevi.

L’esercizio dell'”uno in più”

Si tratta di un esercizio mentale e atletico allo stesso tempo. Consiste – durante i tuoi allenamenti –  nell’aumentare di 1 chilometro la distanza che stai correndo. E lo devi fare quando non vedi l’ora che il tuo allenamento finisca. Può essere a causa della noia, della stanchezza, della fatica, delle preoccupazioni, non importa il “perché” ma in questo modo sarai in grado di gestire ulteriore stanchezza, allenerai il tuo cervello ad andare oltre.

Chiaramente non lo devi fare ogni volta che ti alleni: i carichi di lavoro vanno rispettati; ma lo puoi fare ogni volta che ti senti stanco. Credimi, oltre a tornare a casa molto soddisfatto, in questo modo preparerai anche la tua mente a gestire meglio la fatica. Una sorta di esercizio meditativo per andare oltre.

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7 COMMENTS

  1. bravo Sandro, concordo pienamente!
    Nella preparazione alla mia prima maratona (a Firenze lo scorso Novembre), ogni volta mi chiedevo di fare un qualcosa in più del previsto..
    una ripetuta in più, un km in più, una serie di plank in più….insomma cercavo di andare sempre oltre anche quando all’inizio dicevo, “no, stavolta faccio quanto ho previsto”…e devo dire che l’ho trovato utilissimo.

  2. È un giusto modo per allenare la mente, in quanto , anche se si fa un ottima preparazione , la 42 km si nasconde sempre il pericolo dietro l’angolo, specialmente dopo il 35km

  3. Fiato, gambe, cuore, palle e testa, questo è quello che serve per correre; le prime due per il fisico, le altre tre per la resistenza mentale: il cuore per la passione e l’entusiasmo, le palle quando le cose si fanno dure e bisogna tirar fuori gli attributi ed infine la testa quando si sente (si crede) di non averne più.

  4. Bel suggerimento!
    In effetti sia quando sono partito per fare i 10Km che anche ora che provo ad andare oltre, inconsciamente si è verificato un meccanismo del genere.
    Di sicuro è un bel promemoria quando stai per concludere la corsa, per fare l’uno in più !

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