Airia RAW, la selvaggia

Le Airia One erano già velocissime. Le nuove RAW promettono di eserlo ancora di più.

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

Tempo di lettura: 3 minutiIn questi anni a RunLovers abbiamo provato tantissime scarpe. Si può dire, peccando magari di immodestia, che è difficile che una ci stupisca più di tanto. Ci entusiasmano le novità e le sperimentazioni, le evoluzioni e la ricerca sui materiali, ma qualcosa che ci incuriosisse per la sua stranezza e originalità è stata una cosa più unica che rara.

Capitò anni fa per le Airia One: una scarpa svedese strana in tutto, a partire dalla forma, con quella punta all’insù e con l’invisibile magia che conteneva. Perché dentro non hanno un plantare normale: hanno dei rialzi a cuneo sull’esterno dell’avampiede che sposta l’appoggio del piede verso l’alluce.

Il motivo è che in quella zona il piede è più resistente e che, anche se sembra innaturale, correre usando l’interno del piede è più corretto e performante dal punto di vista biomeccanico. Ed era vero: correndoci si andava più forti, anche se non pareva possibile: indossandole era quasi impossibile starci in equilibrio, tanto piegavano la punta del piede in alto e verso il centro. Poi ci correvi e andavi, semplicemente, più forte.

Ancora più veloci

Non contento di quanto andassero veloci le Airia One, Mattias Geisler – il designer e CEO di Airia – ha ideato un modello ancora più performante: le Airia RAW. Profilo più basso e aggressivo (e più normale) e stessa tecnologia del cuneo interno, che ora si chiama BioSpeed e ha un drop laterale di 3 mm. Esatto: hai sempre sentito parlare di drop inteso come differenza di quota tacco-punta, ma le Airia RAW hanno anche una differenza di quota laterale, che è appunto esternamente più alto di 3 mm.


E le novità non sono finite: oltre a essere scarpe all’apparenza normali e simili a una minimal (puntale largo, intersuola di basso profilo), le RAW utilizzano un nuovo materiale ammortizzante chiamato M-Bound, a detta di Airia più responsivo ed elastico del già incredibile Boost di adidas.

E infine sono leggerissime: fra le più leggere del mondo, con i loro 129 grammi per il numero 43. Leggere, con una struttura originalissima e fatte di materiali molto innovativi e capaci di risposte dinamiche estreme, le RAW sono la nuova scommessa di Airia.

Un progetto collettivo

Ma parliamo pur sempre di un produttore indipendente: Airia infatti si sostiene solo con le proprie forze e per riuscire a produrre le RAW ha lanciato una campagna di crowdfounding su Kickstarter per raccogliere i 70.000 euro che le sono necessari per metterle in produzione e consegnarle entro ottobre 2017. Per ora ha raggiunto circa il 25% della somma ma ci sono ancora 3 settimane di tempo per riuscire a farcela.

Se cerchi una scarpa molto flessibile, super-reattiva e leggerissima forse questa è l’occasione buona: le RAW sono selvagge come il loro nome suggerisce. Per tirarti fuori il tuo lato più animale e veloce.

Se vuoi aiutare Airia a mettere il produzione le RAW vai qui e supporta il progetto.

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