adidas adizero Prime Parley, costruite per i record

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

Tempo di lettura: 2 minutiLe adidas adizero Prime Parley sono costruite per sottrazione: ancora più leggere delle sorelle Ultraboost (con le quali condividono l’intersuola fatta con l’ultraresponsivo Boost, anche se con un profilo più basso), sono infatti ricavate per il 95% della loro tomaia da plastiche “sottratte” al mare. Il Primeknit con cui è intrecciata la tomaia è ricavato infatti da plastiche che sarebbero finite nell’oceano e poi sulle spiagge o nello stomaco di qualche pesce, causandone la malnutrizione e anche la morte.
Togliere gli scarti della civiltà per ritrasformarli in qualcosa di utile e non inquinante: ecco lo scopo di Parley Ocean PlasticTM, plastiche interamente riciclate con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale dell’uomo e quindi anche di noi runner.

La ricetta per una scarpa così veloce amata e usata anche da atleti fortissimi come il giamaicano Yohan Blake o il titolare del record del mondo sui 400m Wayde Van Niekerk è basata sugli ingredienti più consolidati del sistema adidas Boost: la barra stabilizzatrice inserita nell’intersuola Torsion®​ System e il battistrada STRETCHWEB di Continental™, oltre ovviamente all’intersuola Boost. E la tomaia in Primeknit, il tessuto intrecciato ed elastico che contiene il piede e lo fascia fino alle velocità più elevate.

Il colori? Ovviamente il blu dell’oceano, che domande :)

 

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