A run in the life

Il caldo è sempre più insistente ma la preparazione per la Mezza di Roma non può fermarsi

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Le casse del mio notebook stanno suonando A Day In The Life, da quell’incredibile capolavoro che è Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band del 1967, quando ancora esistevano i Beatles e dominavano la scena musicale (lo fanno tuttora, a mio parere, e sono passati cinquant’anni). Metto anche questa nella cartella Running della scheda SD del telefono, che mi porto sempre dietro quando vado a correre sulle strade fuori città. Uso solitamente un solo auricolare, in modo da poter ascoltare un po’ di musica e sentire allo stesso tempo i rumori della strada e dei miei passi sull’asfalto. Tra qualche ora, appena la temperatura si sarà un po’ abbassata, uscirò per la mia corsa giornaliera. Ancora non è iniziata ufficialmente l’estate, ma il caldo inizia già a farsi sentire e diventa difficile correre nel pomeriggio. Il mio allenamento di oggi prevede una serie di ripetute lunghe sui 4000 metri, per fare un po’ di fondo veloce in vista di queste due settimane restanti in cui mi allenerò per la Mezza Maratona di Roma del 17 Giugno. Sono reduce da due gare sulla stessa distanza in cui ho avuto la possibilità di migliorare i miei tempi precedenti (La Chia Laguna Half Marathon e la Maratonina dei Fenici di Pula), e mi piacerebbe fare una buona prestazione sui sanpietrini romani, su un percorso che in parte si sviluppa sulle strade dove lo scorso anno ad Aprile ho corso la mia prima Maratona. Ma, più che per cercare di fare un buon tempo (che, se dovesse arrivare, sarà ovviamente benvenuto), sarà l’occasione di incontrare nuovamente tanti amici (sei iscritto al RunLovers Club su facebook, sì vero?) che come me sfideranno sé stessi ed il caldo romano e divertirmi in questa prima gara che farò in notturna. La stagione delle mezze maratone, in Sardegna almeno, si è praticamente conclusa e fino alla fine della prossima estate ci sarà modo di correre “soltanto” su distanze di fondo medio, che a me non piacciono tanto perché ci si deve spremere al massimo e si arriva troppo stanchi al traguardo. La Mezza Maratona di Roma sarà quindi un bel fuori programma, o almeno spero che lo sia. Per non arrivarci impreparato e mantenere uno stato di forma buono, nonostante non stia seguendo una vera e propria tabella, sto cercando di fare almeno due allenamenti di qualità alla settimana. Certo, non sto spingendo come quando sto dietro a Charlene ed ai suoi allenamenti per una maratona (tra l’altro, pare proprio che questa volta si sia scordata di me, forse Los Angeles è stata davvero troppo stancante – non che mi manchi eh, ma insomma, non si fa mica così), ma ci sono tante sere in cui rientro a casa completamente madido di sudore, il che significa che mi sono allenato per bene. Anche a Roma correrò con la mia bellissima divisa RunLovers, che mi ha accompagnato sulla salita di Tuerredda a Chia e di fronte alle rovine di Nora, dandomi quella carica in più che mi ha permesso di ottenere un tempo (per me) assolutamente inimmaginabile.

Come sempre, la prima cosa che desidero è divertirmi, e sono certo che le strade romane sapranno regalarmi ancora una volta delle belle emozioni.

Ci vediamo in Piazza del Popolo il 17 sera?

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Pietro corre, sempre. Anche due volte al giorno. Si narra che, a causa di tutte le scarpe che ha consumato, i negozi specializzati gli stendano un tappeto rosso per favorire il suo ingresso tra squilli di trombe e urla di tripudio. Pietro è una persona meravigliosamente incoerente: prende la corsa con serietà ma ci scherza su; ama la Sardegna e gli manca la Norvegia. Pietro racconta in modo stupendo la corsa vissuta da uno che la pratica con amore viscerale, e questa è la cosa più importante.

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