62 maratone in 62 giorni: impresa da vero ASICSFrontRunner

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Tra i 35 nuovi ASICS Frontrunner Italia c’è anche Daniele Cesconetto. Chi non lo conosceva già ha imparato a farlo all’inizio dell’anno, quando ha accettato la sfida di correre 60 maratone in 60 giorni su un tapis-roulant.
Le maratone e i giorni sono poi diventati 62 (una media di 4h26’ per maratona) e questo gli è valso un nuovo record e l’ingresso nel Guinness dei Primati. Eppure non è per questo che Daniele lo ha fatto.
La sua “piccola grande impresa” è servita a raccogliere 32 mila euro per “La Via di Natale” che assiste i malati del centro di riferimento oncologico di Aviano.
E gli è valsa anche un nuovo tatuaggio, l’undicesimo, a voler essere precisi. Ne ha fatto uno per ogni corsa che gli ha segnato la vita.
Anche questo è ASICS Frontrunner

Daniele, come sei arrivato fino a qui?

Per caso, nel 2015, dopo anni di gare e km.
La prima volta che sono uscito a correre era il 1997 ed ero a militare. Cercavamo un modo per impegnare i tempo morti, quando gli altri uscivano in congedo e noi restavamo in caserma. Mi è piaciuto e quando sono tornato a casa mi sono avvicinato al mondo delle non competitive prima e delle competitive poi.
Chilometro dopo chilometro sono arrivato alla maratona e in tutto ne ho corse 99.
Poi sono passato alle 50 km, alle 100 km. Correre mi viene naturale, mi fa stare bene. Non seguo allenamenti particolari, non sono il tipo da tabelle e preparatoro. Corro e basta, seguendo le mie sensazioni.

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Dopo decine di gare sei arrivato dove tanti iniziano: su un tapis-roulant

Avevo già corso praticamente su tutti i terreni, dalla strada allo sterrato fino alla montagna. Mi mancava solo quello. Mi sono detto: “Perché no?”

Nel 2015, poi hai fatto un incontro speciale

Sì, ho conosciuto Bebe Vio e l’associazione XI di Marca, che sposa diversi progetti di beneficienza. Ho capito che la mia corsa poteva non essere solo fine a se stessa ma anche aiutare qualcuno. Cosa potevo chiedere di più?
Io mi diverto sempre come le prime volte, ma quando si corre da tanti anni, poi, si ha bisogno di stimoli e questo mi ha dato nuove motivazioni.

Nel 2015 la prima 100 km, che poi sono diventati 111km, su un tapis-roulant, per l’associazione di Bebe Art4Sport. Poi a fine 2016 un evento benefico a Miami per un ospedale locale e, all’inizio del 2017, la sfida delle 60 maratone in 60 giorni. Come si fa a correre tante ore su un nastro?

Non è poi così complicato. L’unica cosa che devi fare è staccare tutti i pensieri, se no in un contesto così ripetitivo prenderebbero il sopravvento e anche un chicco di riso diventerebbe un macigno. Bisogna essere tranquilli e calmi. Correre su un tapis roulant però ha anche degli aspetti positivi: non dipendi dal meteo e il terreno è regolare. Mancano i paesaggi, è vero, ma in questa esperienza ci ha pensato “il mondo” a venire da me. In tanti sono venuti a trovarmi al Joy Club di Treviso, e in tanti hanno corso con me, con il loro passo, dall’amatore al top runner, fino alla nonna che ha camminato.

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Come ti sei preparato per questa sfida?

Non ho fatto nulla di particolare, se non aumentare un po’ i km in allenamento nelle due settimane precedenti. Ma non volevo rischiare di caricare troppo. In quei giorni comunque non ho mai smesso di lavorare perché non avevo così tante ferie. Al mattino giardiniere e al pomeriggio sul tapis roulant. Confesso che arrivavo a sera un po’ stanchino, ma più che di integratori abbondavo di Fanta e patatine. Mi piace troppo mangiare, non potrei mai rinunciare alle cose di cui sono goloso, come i dolci o la pizza. Per fortuna il mio metabolismo me lo permette.

Una sfida che si è trasformata in un nuovo tatuaggio: “Succeda quel che succeda, i giorni brutti passeranno esattamente come gli altri”.

E’ una frase di Marilù, una ragazza malata che è venuta a camminare al mio fianco in quei giorni, mentre si stava sottoponendo alla chemioterapia. Pare che sia andato tutto per il meglio e la sua frase me la sono voluta tatuare per tenerla sempre a mente.

La prossima sfida?

Una 24 ore sul tapis roulant, sempre per Bebe, che ormai mi dice che sono matto. Sarà sempre al Joy club, il 16 e il 17 giugno. Farete il tifo per me?

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FonteASICSFrontRunnerItaly
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Il progetto “ASICS FrontRunner” è iniziato nel 2010 e siamo lieti di annunciare il coinvolgimento di più paesi da quest’anno. Il nostro obiettivo principale è supportare i runner ambiziosi di tutto il mondo e creare una community unica in cui tutti gli ASICS FrontRunner possono condividere la propria passione comune: correre. Il nostro team è composto da un gruppo molto diversificato di persone e ne siamo orgogliosi. Da una parte abbiamo i runner professionisti, dall’altra semplici appassionati. Tutti sono fieri di essere un ASICS FrontRunner ed è la combinazione di questi attributi a rendere la community forte, imbattibile e unica.

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