361° Stratomic: la chimera

Comodità
9
Estetica
7.5
Tomaia
9
Suola/Intersuola
8.5
Peso Percepito
9
Protezione
8.5
Rapporto qualità/prezzo
7.5

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Andrea Masottihttp://andreamasotti.me
Andrea è gentile e cordiale ma, soprattutto, è un grande osservatore. Durante le sue corse non c'è nulla che gli sfugga e - durante le sue notti insonni - si applica moltissimo a catalogare le diverse tipologie di runner che incontra. Siamo riusciti a raggiungere i suoi file nascosti e li pubblichiamo. Non prendetevela con lui: non è cattivo, è che lo disegnano così.

Tempo di lettura: 3 minutiAnche se ne abbiamo già parlato qui, 361° è un brand cinese che solo di recente si è mosso verso i mercati americano ed europeo. Per quanto si siano già distinti, soprattutto con le Sensation 2, ottenendo riconoscimenti importanti, fino ad ora i modelli di 361° hanno patito una carenza di personalità, forse per l’eterogeno amalgama di progettisti fuoriusciti da marchi più blasonati per convergere nell’azienda cinese. Con le Stratomic – e con gli ultimi e più recenti modelli – il gap sembra ora colmato, e i colossi del mercato dovranno stringersi per fare un po’ di spazio.

Out of the box

Il peso dichiarato – 326 grammi – sembra alleggerirsi appena le accarezzi con lo sguardo, forse per la sobrietà delle forme e della tomaia seamless a doppio strato (imbottito all’interno, lavorato e resistente all’esterno). La cura per i dettagli salta all’occhio: lacci elasticizzati, occhielli rinforzati, linguetta morbida ma non “cicciosa”, guscio sul tallone strutturato e collarino imbottito intorno alla caviglia. Ma è all’interno l’elemento distintivo, il primo dei tre strati QU!CKFOAM del sistema QDP (Quick Dynamic Performance). QU!CKFOAM è una mescola a diverse declinazioni: soffice e avvolta da un film di poliuretano nella soletta, miscelata con CMEVA (EVA modellata a compressione) per conferire maggior struttura all’intersuola, applicata a ulteriore protezione nel punto d’impatto sul tallone. QU!CKFOAM e QDP sono il cardine della promessa che 361° lega al proprio logo, quel “soft and fast”, “ammortizzato e veloce”, che è un po’ la chimera di noi runner di tutti i giorni.

A completare le Stratomic una suola di gomma morbida e placche in gomma carbonica intagliate per la flessibilità, un insieme che dovrebbe assicurare protezione, durevolezza e trazione.

Ai piedi

Beatitudine: è ciò che i miei piedi hanno suggerito al cervello alla prima calzata. Il sistema di chiusura distribuisce la pressione, gli spazi sono riempiti senza fastidiose sacche, la soletta lavora per la massima comodità ma sotto, anche da fermo, percepisci un richiamo prepotente, il richiamo della strada. Forse appena più strette rispetto alla misura, a patto di non avere un piede a pianta larghissima le si può acquistare online nel numero cui siamo abituati.

Ma io sono lì con le Stratomic ai piedi, scarpe progettate per lunghe percorrenze che mi incitano ad andare. La chimera vuole correre? Assecondiamola.

Fast and soft?

Comode, fascianti, quasi “riposanti”, senza alcuna sensazione di affondare, senza scarrocciamenti, senza dover correggere di caviglia e polpaccio sgradevoli cedevolezze. Alla prima, lenta, uscita su asfalto, sterrato ed erba, il grip non è mai entrato in difficoltà nemmeno dopo la pioggia della sera prima. Il drop da 8 mm aiuta l’appoggio d’avampiede ma il tallone è ben ammortizzato, assecondato dallo scudo in QU!CKFOAM. Al rientro sono soddisfatto, un po’ sorpreso e riposato, a conferma che quanto a “soft” ogni promessa è mantenuta. Ma quanto al “fast”?

Alla seconda uscita spezzo in due il percorso. Dopo una prima parte per confermare la confidenza, decido di spingere e vedere cosa succede. Ciò che accade è che la chimera tira fuori gli artigli: ammortizza e protegge ma nel contempo ti rimbalza via dagli appoggi scatenando nelle gambe la sensazione di “averne di più”. Guardo il gps al polso e spalanco gli occhi: sto correndo a un’andatura quindici secondi più veloce di ciò che pensavo. Però!

Alla terza uscita porto la chimera su un terreno non propriamente ideale per scarpe con questa filosofia costruttiva: le ripetute brevi. Anche qui trovo conferme di quanto già sospetto: le Stratomic sono davvero “fast”! Alla fine della sessione avrò eguagliato le mie prestazioni migliori (quindi nessun record) ma l’elemento di valore aggiunto c’è, ed è la facilità con cui la chimera ti porta al tuo limite. Per quanto possa essere strano (forse nemmeno poi tanto), le Stratomic non ti fanno più veloce di quanto tu sia mai stato, ma ti rendono più facile raggiungere il limite e restarci più a lungo.

In conclusione

La chimera c’è, ma non è un animale leggendario bensì un progetto solido, realizzato ottimamente, con un prezzo di listino di 150 euro (ma ovunque le trovate facilmente intorno ai 135) in linea con la concorrenza. Le Stratomic non sono scarpe da velocità pura, ma scarpe con cui raggiungere comodamente le tue andature migliori per poi mantenerle più a lungo (o con meno dispendio) di quanto tu abbia mai fatto.

Difetti? Le grafiche possono non piacere, il guscio del tallone privo di scanalatura non lo raccomanderei a tendini d’Achille troppo sensibili, il mesh della tomaia forse non è così traspirante e 361° ha una distribuzione che non è (ancora) propriamente capillare, e dunque?

“Eh, ma con un prezzo così, tanto vale…”.

Esatto: “tanto vale provare qualcosa di nuovo”, poiché le Stratomic non invidiano nulla a concorrenti più blasonate e, in definitiva, meritano tutta la vostra fiducia.

 

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