Ti parla la Pollock delle zuppette

Le zuppette ti avvolgono, coccolano e nutrono. Sono le nonne delle ricette, in pratica.

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A Babbo Natale ho deciso di non chiedere niente quest’anno perché lo scorso ha sbagliato nuovamente regalo. Sono comprensiva e non mi lamento. Farò passare anche quest’anno e poi vedremo chi l’avrà vinta (io). Se potessi però chiedergli qualcosa di sensato sarebbe: convincere tutti che le zuppe non sono un alimento per quando si è malaticci. Ora non so tu ma io ho avuto a che fare per la stragrande maggioranza del tempo con persone che credono le zuppe siano alimenti da malanno. Come la pastina; e se vuoi proprio farmi innervosire oltre a dirmi che il porridge è cattivo (non ti azzardare sai?) c’è: “la zuppa? BLEAH! Quella SBOBBA!”.

Ma sbobba a chi?

Faccio parte del comitato “tutela delle cose mollicciiie malaticciiie”, in pratica difendo strenuamente tutto quello che gli altri aborrono. Sono socia fondatrice e me ne vanto. Tutelo i cibi antichi, i sapori vecchi che devono sì mischiarsi ai nuovi ma mai essere dimenticati e non in ultimo sostengo fortemente che una zuppetta (insieme alla pastina ma questo è un altro discorso) sia contenitore di coccole e felicità. Ho un bellissimo libro di Ducasse, che non ha certo bisogno di presentazioni, che parla proprio di zuppe per bambini. Non però sempre la solita cosa zucchina e patate per carità, ma vere e proprie zuppe gourmet con sapori molto particolari e accostamenti inusuali che faranno abituare il piccolo alla degustazione di bontà. Creando insomma un background gustativo che lo formerà. Ora, mia mamma dice che quando ero piccola io con le zuppette di legumi facevo sempre la stessa cosa, ovvero:

tenerle in bocca per un pochino. Sorriderle con sguardo accativamente e poi: BOOM! Tutte in faccia a lei! Diciamo che ero la Pollock delle zuppette quindi parli con una che ne sa eccome. Sono una massima esperta mondiale, qualora non te ne fossi reso conto.

DEVONO piacerti

Ora non devi dire: “a me non piacciono”, “bleah..”, “ma manco per idea…”. Quanti anni? Sei un piccolo Pollock anche tu? Due anni quindi?

Se non hai mai provato a fare qualcosa di davvero buono non puoi dire che non ti piace. Capisco che potrebbe non piacerti una patata e una zucchina passata e che preferiresti un hamburger con maionese, mozzarella, formaggio e patatine ma la vita non è sempre bella, dai. Infatti ci sono giorni di hamburger con maionese e mozzarella e giorni di zuppette. Dipende dai punti di vista. Se per te i giorni belli sono quelli con l’hamburger, maionese e patatine hai sbagliato tutto. Come mi permetto di dirlo? Beh. Sono la Pollock delle zuppette io!

Ci hai mai messo il latte di cocco? Hai messo le spezie giuste? Hai dato il giusto equilibrio? Hai abbinato bene le verdure e soprattutto ti sei lasciato andare con accostamenti inusuali? Ci hai messo le mandorle? E la ricotta? E la robiola? Sei stato lì ad accudirla e coccolarla la zuppetta? Ci hai messo su delle erbette e hai scelto delle belle ciotoline? Se la maggior parte delle risposte è no: mi spiace. Non sai di cosa stiamo parlando.

Se non fossimo tutti più buoni a Natale ti direi di andare dietro la lavagna con le orecchie da Grinch.

 

Fortuna che oggi sono arrivata io (c’è del sarcasmo e spero che non ci sia bisogno di sottolinearlo. Ma lo faccio, sai com’è?!) a dirti come si fanno le vere ZUPPETTE!!!! Prima di tutto il segreto è avere sempre in casa qualche noce, pistacchio, mandorla o anacardo. Sai perché? Danno una nota croccante sì ma se frulli tutto insieme alle verdure (anche poche) le zuppette diventano una bontà! Avere sempre il latte di cocco così eviti di usare burro o troppo olio e grazie al latte di cocco avrai bontà, proteine, grassi buoni e una consistenza talmente vellutata che impazzirai e vorrai accumulare lattine di latte di cocco pure sotto al letto (mettile in verticale. L’ho fatto. È comodo!). Non in ultimo curry, curcuma, cumino, chiodi di garofano, cannella, zenzero. Tutte le spezie in polvere che trovi. Mixa e assaggia e fidati del tuo palato. Ci sono dei preparati interessanti con le spezie. Prova anche quelli e non avere paura. Basta davvero un pizzico in più e uno in meno che il piatto cambia. Può diventare un idillio.

Trasformati, adesso che è Natale, in un mago con il calderone. Metti dentro le meraviglie. Assaggia, gira e ricomincia. È una magia così bella creare, immaginare e servire. Ma non lo senti anche tu questo brivido? Se non lo senti sai dove andare. Ecco le orecchie da Grinch (vergognati!).

 

 

 

Oggi per te ho preparato una zuppetta che Ducasse sarebbe orgoglioso di me (non è vero. Mi tirerebbe un ceffone in faccia ma sai che c’è? Si può fare di meglio. L’importante è provarci. Fallo anche tu).

Avevo delle patate lesse e sai che ho fatto?

Ho cotto dei piselli e della cicoria in padella spadellando allegramente. Ho aggiustato di sale e ho messo un pochino di menta. Ho aggiunto le patate. Poi mi sono ricordata che avevo delle carotine lesse e ho messo anche quelle. Ho continuato a cuocere allungando con un pochino di brodo vegetale. Ho aggiunto il latte di cocco. Curcuma, chiodi di garofano e pure il curry e il sale. Poi ho servito con le nocciole e con quelle polpettine che ho inventato io, di cui vado parecchia orgogliosa perché dopo seimila anni di tentativi andati a male sono diventate buonissime (le ho chiamate alla Norma in onore di mio papà. Non so se potrebbero piacergli perché è nello stesso posto di Babbo Natale ma io non smetto ugualmente di cucinare per lui).

 

Ora corri in cucina e diventa anche tu un Pollock delle zuppette (altrimenti niente braccialetto Runlovers ma solo delle orecchie da Grinch. Vedi tu :-P )

 

 

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Si dice che, all’inizio, Lewis Carroll avesse scelto lei e che il romanzo si intitolasse Maghetta nel Paese delle Meraviglie ma lei, volendo rimanere nell’ombra per continuare i suoi progetti di conquista del mondo, rifiutò la parte di protagonista per lasciarla a quella sciacquetta di Alice. Dalle pendici dell’Etna, Maghetta cucina, fotografa, disegna e continua a progettare la conquista del mondo; infatti le sue giornate durano circa 144 ore (12 al quadrato). Per reggere questi ritmi infernali corre tutti i giorni almeno per un’ora, poteva essere altrimenti?
Ha pubblicato per Mondadori “Le ricette di Maghetta Streghetta”, best seller in cima alle classifiche nelle categorie: gnomi da giardino, unicorni e cani retriever. Ti consigliamo di comprarlo – seriamente: è in cima alla classifica “cucina per le feste” – e di leggerla; il ricavato andrà all’AIRC quindi avrai un bel libro e contribuirai alla ricerca!

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