Vicini di casa

E quando il tuo vicino di casa è un runner simpatico e chiacchierone cosa succede?

Maurizio ce l’ha fatta!

No, non sono io il Maurizio di cui sto parlando.
Maurizio è il mio vicino di casa.

Da un anno, io e la mia famiglia ci siamo trasferiti di fronte a casa sua e da un anno mi dice “Ehi! Vieni a fare una corsetta con me? Niente di impegnativo…”
“Chi? Io??? Ma stai scherzando??? Non ho mai avuto fiato nemmeno quando a 10 anni giocavo a calcio con gli amici al campetto, figurati adesso a 42 anni, vita sedentaria, nessuna passione per lo sport. No, no, vai pure. Non voglio essere una zavorra ai tuoi momenti di relax.”

La scenetta si è ripetuta per una decina di volte finchè, un bel giorno (un bellissimo giorno di due mesi fa) ho detto: “Okay, vengo!”

Scarpe vecchie di due anni, pantaloncini e maglietta tecnica (almeno quella).
“Guarda che è già buona se arrivo allo stop in fondo alla strada…” faccio io.
“Non ti preoccupare” mi dice sempre sorridente “Fai quello che faccio io, stai al mio ritmo e vedrai che anche tu riuscirai a correre.”
“Si, come no… ”

Chiacchieriamo del più e del meno sulla strada verso il parco.
Scopro che ha praticato mountain bike e skywalking da amatore ma a buoni livelli.
Scopro che si è sempre allenato con metodo e sotto la supervisione di preparatori atletici professionisti.
Scopro che è attentissimo all’alimentazione, al biologico, all’eco-sostenibile.
Scopro che è impegnato in progetti educativi legati ad alcune scuole del territorio (pur facendo tutt’altro per guadagnarsi da vivere).
Scopro che è un chiacchierone.
Non so perchè ma questo tizio mi ispira simpatia e fiducia.

Arriviamo al parco e mi dice:
“Beh, bisogna che incominciamo a correre! Stai al mio ritmo e..!”
Partiamo.
Lui sembra non avere peso. Corre. Piano, ma corre. I suoi passi non fanno quasi rumore.
Io? Sembro un elefante con tutte e quattro le zampe di una lunghezza diversa.
Barcollo, vado a zig-zag, inciampo. Non ne faccio una giusta.

No, no!!! Lo sapevo. Non dovevo farmi convincere!
Guarda qua: sembro il mostro di Frankenstein dopo un rave-party. Che ci faccio qua?
No. No!!! Sono già senza fiato. I polmoni mi scoppiano (o mi collassano, non lo so). Non riesco a respirare! Non vedo dove sto andando!

Ma sto andando.

“Non accelerare!!!” mi dice Maurizio con fermezza.
Non ho abbastanza ossigeno in corpo per accampare qualsiasi scusa e rallento.
Passano due minuti o forse sono dieci…non lo so.
So solo che…ma lo sai che…guarda!!! Ho preso il tuo ritmo! Si! Si!!! I polmoni stanno scoppiando ma non ho più la vista annebbiata. Le braccia si muovono a tempo con le gambe. Ogni tre passi l’ossigeno entra e mi ustiona le vie aeree ma sempre ogni 3 maledetti passi.
Sento ancora i loro tonfo sul terreno ma sono tonfi regolari.
Il cuore corre forte, è vero, ma ha preso il ritmo della vita.
SONO UN RUNNER!!!!!!!!!!!!!!!!

“Per oggi basta!”
Ma come “basta”? Proprio adesso che mi ero appena ripreso dopo aver toccato il fondo del dolore fisico, dopo aver cercato aria in tutti i meandri del mio corpo?
“Abbiamo fatto 22 minuti. Come prima uscita direi che non c’è male” dice Maurizio.
“22 minuti??? Dici sul serio o hai l’orologio rotto? Giurami che è vero!”
“Si! 22 minuti! Come ti senti?”
“Non lo so. Bene, credo (anche se il mio corpo urla di disappunto). Ho le gambe come due macigni e temo che domani ci vorrà il carro-attrezzi per alzarmi dal letto ma…mi sento leggero!”
“E vedrai le prossime uscite. A proposito: ci rivediamo giovedi?”
“Se supererò la notte, volentieri!”

Mercoledi scorso, dopo due mesi con sole due uscite settimanali, abbiamo corso per un’ora di fila.
Nel frattempo mi sono attrezzato con scarpe nuove (le mie articolazioni mi hanno candidato al Nobel per la pace) ed abbigliamento tecnico.
Vado sempre piano come prima, ho sempre le mie crisi, ma so che dopo il buio c’è sempre la luce. So che dopo la crisi, il mio corpo troverà risorse che non sapeva di avere o che semplicemente si erano sopite per le troppe ore sul divano.

Sto bene.
Sto bene quando corro. Sto bene prima di correre. Sto bene dopo aver corso. Sto bene con me stesso. Sto bene con gli altri.
La fatica non mi fa più paura. E’ diventata un’amica, un’alleata. So che tira fuori il meglio di me.

Ho più energia.
Ho più vita.

Alberto (un runner)

P.S.
L’altro giorno si parlava di iscriverci ad una mezza maratona che si svolgerà a maggio a Riva del Garda.
“Macchè, sei matto?? No, no, non fa per me..e poi chi riesce a correre per 21 kilometri? No, no. Se vuoi andare tu vai, ma io me ne sto a casa!”
Maurizio ha sorriso ancora.
Sta a vedere che ci riesce anche stavolta!

(Photo credits Padurariu Alexandru)

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