Under Armour è arrivata in Italia

Uno dei brand sportivi più forti al mondo arriva finalmente in Italia

Under Armour è arrivata in Italia e l’ha fatto in grande stile. Non che non ci fosse già, ma la sua presenza era limitata a una sola parte del catalogo. Dal gennaio 2017 invece, grazie alla partnership con il gruppo bolzanino Oberalp (uno dei principali player nel settore dell’outdoor con i molti marchi che controlla, come Salewa e Dynafit, ma anche nel nuoto, come distributore di Speedo e molti altri) si potrà trovare ogni suo prodotto: basket, tennis, calcio, golf e training fino a, ovviamente, il running. E la sua diffusione sarà capillare, con corner shop, shop in shop nei principali centri commerciali e soprattutto con i 20 punti vendita monomarca di cui è prevista l’apertura nei prossimi anni.

Un passo indietro

Under Armour è nata nel 1995 da un’intuizione del suo CEO Kevin A. Plank: giocatore di football, voleva realizzare una maglia da indossare sotto la divisa che non si impregnasse di sudore e lo costringesse a cambiarla frequentemente. Studiò tessuti e tagli particolari e ne realizzò una che diede anche l’ispirazione per il nome del nuovo brand: Under Armour, cioè “sotto l’armatura”.

Aggressiva, giovane e senza paura

Anche così Plank definisce UA: un’azienda che non ha mai smesso di crescere grazie all’espansione verso nuovi mercati ma anche perché ha sempre considerato centrale lo sviluppo del prodotto. Del resto era nata così, no? Da un prodotto: il più adatto per i giocatori di football per aiutarli ad avere prestazioni ottimali senza essere infastiditi da niente altro che non il risultato che volevano ottenere. Per UA infatti l’importante è la performance, tradotta nell’allenamento e nella lunga preparazione al gesto atletico: alla gara, alla partita, al campo di gioco dove si misurano le qualità degli uomini e delle donne.
E per farlo i suoi capi sono studiati per comprimere e stimolare e raffreddare il corpo dall’eccessivo calore o per scaldarlo se fa freddo. Come avere un’armatura insomma. Non un superpotere ma uno strumento che aiuta a rendere il massimo, che sia una maglia o una scarpa.

Una crescita impetuosa

È singolare che un’azienda che ha festeggiato l’anno scorso i suoi primi 20 anni abbia un motto così potente e quasi minaccioso come “Abbiamo appena cominciato”. Come a dire che la crescita che l’ha portata a competere direttamente con Nike (UA è il secondo brand più diffuso nel mercato sportivo in America con un fatturato globale di 3,9 miliardi di dollari) è solo una tappa. Il traguardo è solo il punto di partenza di una nuova sfida, insomma.
Negli USA ormai da anni UA è un marchio notissimo e sempre più diffuso, complici anche gli strategici product placement cinematografici, specie nei film Marvel (come fai a battere un supereroe? Non puoi!) e gli sportivi che ha sotto contratto, come lo stratosferico cestista Stephen Curry, il 22 volte medaglia d’oro nel nuoto Michael Phelps (22 volte, sì, hai letto bene), la sciatrice Lindsey Vonn, Gisele Bündchen e il grandissimo tennista Andy Murray, nr 2 nel ranking mondiale dopo Djokovic e fresco vincitore degli Internazionali di Roma.

Un’offerta sempre più ampia

Guardando i prodotti in esposizione durante il lancio ufficiale a Bolzano da Oberalp mi sono stupito di quanti modelli di scarpe da running UA faccia. Ne conoscevo solo alcuni, cioè quelli disponibili in Italia fino ad oggi, ma ce ne sono molti altri che conoscerai nei prossimi mesi. Ho immaginato di essere in un negozio di scarpe e di trovarmi di fronte al muro che tutti conosciamo: quello in cui ci sono in esposizione decine di scarpe diverse. Davanti noi che le guardiamo, felici come dei bambini. Da oggi c’è ancora più roba su quel muro ed è roba molto molto interessante. E più in là c’è l’abbigliamento tecnico studiato apposta per la performance e per farci tirare fuori il meglio da noi stessi. Prodotti diversi, ingegnerizzati con filosofie inedite studiate sui migliori atleti del mondo per renderci atleti più completi.
Under Armour è arrivata in Italia ed è una buona notizia, oh yeah.

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