Quando hai voglia di 2 etti di spaghetti e sei “a dieta”

Perché i mostri si combattono alla luce e mai al buio

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Iaia Guardohttp://www.maghetta.it
Si dice che, all'inizio, Lewis Carroll avesse scelto lei e che il romanzo si intitolasse Maghetta nel Paese delle Meraviglie ma lei, volendo rimanere nell'ombra per continuare i suoi progetti di conquista del mondo, rifiutò la parte di protagonista per lasciarla ad Alice. Dalle pendici dell'Etna, Maghetta cucina, fotografa, disegna e continua a progettare la conquista del mondo; infatti le sue giornate durano circa 144 ore (12 al quadrato). Per reggere questi ritmi infernali corre tutti i giorni almeno per un'ora, poteva essere altrimenti? È figlia di un grande maratoneta. Ha pubblicato per Mondadori scalando le classifiche e donando alla Ricerca per il Cancro il suo ricavato. Continua a scrivere, disegnare, cucinare, fotografare inarrestabilmente.

Tempo di lettura: 5 minutiSono stata a dieta una vita. Anzi no dai, diciamola tutta: sono a dieta da una vita. Ho perso 80 chili sì, ma ho sofferto e soffro di disturbi alimentari. No mi sono mai vergognata ad ammetterlo. Perché mai dovrei? I mostri si combattono alla luce e non al buio. Mai stata un’amante della pasta -anomalo ma non troppo- ma più del cioccolato e patatine. Qualsiasi sia il tipo di rinuncia lo sforzo è proporzionalmente uguale. La pasta come il pane, a differenza di cioccolato e patatine, però sono sul podio degli alimenti irrinunciabili di noi italiani. Difficile trovare qualcuno che in un determinato periodo -lungo o breve che sia- non vi abbia rinunciato volontariamente. Fermo restando che ogni Santo Nutrizionista degno di questo nome non eliminerebbe mai totalmente la porzione di carboidrati giornalieri, è inutile negarlo siamo tutti un po’ medici di noi stessi; se per certi versi è anche giusto sentire il proprio corpo e valutarne le reazioni, non bisogna mai esagerare auto-diagnosticandosi e prescrivendosi cure. La pasta e il pane non fanno male se inserite in una dieta corretta e in porzioni misurate. Ho scoperto che la terra è tonda oggi in pratica.

I segreti della dieta

Capita anche a te però che a volte la verità ti sia davanti, servita su di un piatto d’argento, e non te ne renda conto? A me sì e non troppo di rado a essere sincera. Un po’ come la storia di bere tanta acqua. Mi lamento sempre che sono gonfia come una zampogna e poi mi rendo conto di aver bevuto a stento due bicchieri di acqua in tutta la giornata. I suggerimenti sono sempre gli stessi: mangiare lentamente, masticare bene, bere tanta acqua, avere un maggiore controllo delle porzioni, combattere la fame emotiva (facile a dirlo eh!), aumentare l’attività fisica, fare le scale, mangiare sempre seduti e mai in piedi, mangiare tenendo sempre la schiena dritta, non arrivare mai a tavola con una fame da lupo ma fare tanti spuntini piccoli durante l’arco della giornata, non buttare tutto in un colpo nel piatto ma fare più porzioni in modo da costringerci ad alzarci e riempire nuovamente il piatto e moltissimo altro. Le so tutte! Giuro tutte! Se volessi potrei continuare fino a sera perché da quando ho 14 anni ho fatto praticamente tutte ma proprio tutte le diete. Pure quella dell’americano Paul che voleva mangiassi solo pollo, ma questa è un’altra triste storia che mi riservo per il futuro.

foto2Ho imparato tanto in 30 anni di dieta perenne ma c’è una cosa. Una soltanto che riassume il segreto supremo dei segreti e oggi voglio dirtela: l’appagamento visivo. Di certo le persone estete come me ne ricaveranno un giovamento esponenziale ma comunque funziona. L’appagamento visivo sta nella quantità e in che modo viene servito il piatto. Da come è apparecchiata la tavola e disposto e collocato il cibo. Sì certo l’immagine dell’Albertone nazionale con il bavaglino e il piatto sporco di salsa che ingurgita spaghetti provocatori arrotolando senza ritegno è poetica ma la quotidianità è altro.

Arrotolare è ancestrale. Fa parte della nostra cultura. Gli spaghetti esprimono la nostra essenza ingarbugliata, semplice, conviviale e buona. Gli schizzi di salsa sono giocosi e divertenti come noi Italiani. In quel piatto di pastasciutta ci sono millenni di storia e ricordi e la mortificazione di privarsene ci fa quasi perdere l’identità. Potrebbe però farci perdere pure il punto vita ahimè e questo è pericoloso dal punto di vista della salute. Si parla sempre della salute in fondo per quanto la necessità di essere dei modelli consumati sia il sogno di ognuno di noi.

Per qualsiasi ragione anche tu stai vivendo questo tormento? Vorresti arrotolare per 20 minuti buoni spaghetti ma non puoi? Ci sono degli alimenti che potranno diventare tuoi fidi alleati. Se non sei disposto mentalmente a evolverti e sei nella fase: “meglio gli spaghetti che queste schifezze!”, allora sei nel posto sbagliato. Se sei open minded, vuoi evolverti sei nel posto giusto. Nessuno vuole dire che questi alimenti siano migliori degli spaghetti. Allo stesso modo nessuno -soprattutto io- vuole sentirsi dire “e che sono spaghetti, questi?”. Lo so già da me che non lo sono, altrimenti starei digitando da una stanza imbottita (e manca poco).

Non provare nuove cose -come nuovi alimenti- è solo sintomo di ignoranza e chiusura mentale. Aprirsi, evolversi, testare e confrontarsi rappresenta quella voglia di cambiare che non dovrebbe mai abbandonarci in nessun ambito.

Cosa sono gli Shirataki?

Gli shirataki, gli spaghetti di soia-riso come i noodles di riso nero e non in ultimo gli spaghetti di verdura sono degli ottimi sostituiti quando si sta seguendo una dieta ipocalorica o si sta controllando l’uso dei carboidrati per le più svariate ragioni che non dovrebbero mai essere “ho un chiletto in più e quindi non mangio un mese la pasta” (che vi prenderei a ceffoni posso dirlo? Ceffoni teatrali e solo rumorosi ben inteso).

Con il tempo sarà mia premura fare tante ricette con questi alimenti ma occorreva una piccola introduzione. Una chiacchierata tra amici perché molte volte una cosa tanto semplice come la radice di konjac -di cui sono costituiti gli shirataki- viene vista come un’idiozia di quelli stupidi fissati con l’alimentazione. Non è così. Gli shirataki hanno fatto dimagrire tantissime persone obese e allo stesso tempo hanno fatto mangiare tantissime persone anoressiche. Non mi piace generalizzare ma neanche minimizzare: Molte persone normopeso o non soggette a disturbi alimentari si arrogano il diritto di giudicare (giudicarci perché mi metto in prima linea) perdenti gli obesi, tanto quanto gli anoressici. Queste due categorie vengono sbeffeggiate, mortificate e giudicate senza cognizione alcuna della gravità delle due patologie a livello medico. Oltre a essere semplicemente vergognoso dimostra fondamentalmente quello che si è nella vita: leggeri.

Leggeri non di peso ma di cervello e anima.

La porta giusta nel paese delle Meraviglie

Questa chiacchierata introduttiva è scritta per chi, dietro lo schermo, saprà leggere dietro le righe. Per chi vorrà soffermarsi e non emettere giudizi inutili. In quest’ultimo caso: mangiati gli spaghetti e fermati dove puoi arrivare a pensare. Hai fatto un tragitto mentale paragonabile a 5 km. Fortuna che ci sono persone che fanno tragitti mentali da ironman.

  • Hai voglia di arrotolare e mangiare tanto?
  • Hai voglia di mangiare tanto ma senza sensi di colpa?
  • Vuoi alzarti dal tavolo e sentirti libero dai mostri perché, hai esagerato sì, ma puoi perdonarti.
  • Hai voglia di sentirti come tutti gli altri senza alcun tipo di mortificazione?

Se hai risposto sì a queste quattro domande gli “spaghetti” Shirataki e gli spaghetti di verdura fanno al caso tuo. Poi con il tempo potrai avventurarti con i vermicelli di soia o i noodles di riso, che comunque hanno un indice glicemico e un apporto calorico ben diverso ma c’è un punto di partenza. C’è e ti farà sentire meno solo. Sono qui proprio per questo in fondo, oggi. Per non farti sentire solo e per non sentirmici nemmeno io.

Gli Shirataki li trovi ormai facilmente nei negozi biologici ma anche online, dove si risparmia un bel po’. Sono facili da cucinare e se vuoi nei commenti ti fornisco pure un piccolo video che ho girato con tutte le spiegazioni del caso. Sono praticamente “acalorici” perché contengono 10 calorie e possono essere conditi in infiniti modi e soprattutto con molte verdure. Hanno la capacità di saziarti e di favorire il transito intestinale. L’unico inconveniente è l’odore -un po’ forte per alcuni- che si riscontra soltanto in quelli umidi e non secchi. Se cucinati in modo opportuno e sapiente diventano un piatto ricco e irrinunciabile.

Gli spaghetti di verdura sono capaci di indicibili meraviglie. Sono infiniti i modi e le ricette ma quella che colpisce il cuore di tutti è: Spaghetti di zucchine con pesto di avocado, basilico e pinoli.

I trucchi sui riferimenti dei piatti li so tutti. Ho fatto training autogeno. Ho mangiato in ciotoline piccole di riferimento. Ho seguito scrupolosamente il consiglio di tantissimi dottori, terapisti e psicologici e non voglio dilungarmi ma c’è una cosa che non si può misurare, controllare e tenere a bada:

la voglia di libertà. La voglia di sentirsi liberi per un giorno. Di sentirsi normali. Di arrotolare spaghetti senza sensi di colpe o masochismi. Gli shirataki e gli spaghetti di verdura sembrano essere la chiave -a volte troppo grande e a volte troppo piccola- di Alice nel paese delle meraviglie. Dipende dalla serratura del periodo e di cosa hai paura di trovare dall’altra parte ma comunque vada ti rimarranno fedeli.

Non ti tradiranno e apriranno la porta giusta.

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6 COMMENTS

  1. Leggo l’articolo solo oggi e rimango letteralmente fulminato…
    I ringraziamenti per i suggerimenti rientrano per così dire nella normalità (anche se non sono mai scontati…), ti voglio ringraziare invece per la sincerità ed il trasporto che emergono da ogni tua frase.
    Voglio solo dirti che ai miei bambini sto cercando in tutti i modi di trasmettere l’importanza del fare tutte le cose bene perché il bello ci appaga, non perché dobbiamo obbedire a precetti od ordini.
    Ecco, in questo articolo percepisco proprio questo spirito, sento di doverti ringraziare per questo!
    Va da sé che mi cimenterò quanto prima con i vari tipi di “spaghettoidi”, con ovviamente puntuali aggiornamenti sull’esito delle sperimentazioni… ?

    • Andrea,
      senza girarci tanto intorno: GRAZIE.
      Per quello che hai scritto e per come lo hai scritto. Mi hai molto commosso.
      Anche il mio amato papà mi ha insegnato questo e tento disperatamente di farne tesoro e applicarlo ovunque.
      (ma quindi posso mandare un bacio di quelli volanti con la manina ai tuoi splendidi bimbi?)
      Fammi sapere assolutamente se ti va come procede operazione “spaghettoidi”.
      E visto che dopo questo ho già pubblicato un piatto con gli spaghetti di verdure se ti va ti lascio un link dove un’antipatica di nome Maghetta-Iaia Guardo spiega un po’ meglio la questione aggeggioperfarespaghettoidi: https://youtu.be/Jgg4PefEIt8

      A presto!
      E grazie infinite!

  2. Ho affrontato gli shirataki, in effetti l’odore non è dei più allettanti. La consistenza della prima forchettata mi ha lasciata quasi nauseata, la seconda perplessa, la terza incuriosita, la quarta “hm… mica male”, la quinta “già finiti!?!?!?”. Insomma, ho già fatto il mio primo ordine on line!
    Grazie per l’ennesima dritta!

  3. Ciao Cara ho scoperto per caso il tuo blog è sito e sto sperimentando i rigataki per la prima volta!
    Molto molto buoni…
    Ho solo delle curiosità, spero tu possa aiutarmi;
    -Quelli secchi da cui ho preferito iniziare, come faccio a calcolare le calorie?
    Nel senso; io ho pesato 60 gr di prodotto secco, nella confezione le kalorie sono espresse sul prodotto reidratato e mi da 45 Kcal per 100 gr.
    Devo raddoppiare peso secco?
    -c’è una limitazione di uso settimanale?
    Posso usarli tutti i giorni o hanno controindicazioni?
    Ho cercato su internet ma nessun chiarimento valido al proposito..
    Grazie mille e abbraccia la mia Etna virtualmente per me!
    Roberta

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