Quella vocina che ti chiama

Un'insidiosa voglia di compenetrare il divano e dall'altra parte una vocina che ti dice di uscire a correre. Chi vincerà?

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C’è quell’attimo in cui torno a casa la sera in cui i motivi per non correre sono mille e forse qualcuno di più. Innanzitutto il freddo, perché questo periodo nonostante i materiali tecnici, le evoluzioni tecnologiche, il freddo si sente uguale e entrare in casa sapendo di dover uscire nuovamente è già di per se roba da fuori di testa. Poi c’è il frigorifero, la vasca con l’acqua calda, le pantofole, il divano con la tua forma già preimpostata, il pigiama di flanella che da sicurezza. Ma proprio quando ci si sta per arrendere allo scontato finale, una voce nella testa comincia a martellare. Che poi di voci uno in una vita così frenetica ne sente tante, basterebbe non darle retta, la vasca chiama, il pigiama di flanella ti guarda sorridendo. Ma la voce è sempre lì, dai forza dai, stasera ne facciamo pochi sette o otto, giusto un uscitina per sgranchire le gambe, dai. Allora comincia la trattativa con il pigiama di flanella, la vasca, il frigorifero, la copertina che prima non c’era ma salta fuori e comincia a salutare dandoti il bentornato a casa. Ma ormai non ci sei più, con la testa, con il cuore sei già la fuori. Ti vesti indossi la tua caparbietà, il tuo cuore, la tua testa e le tue gambe ed esci con la tua PlayList che ti ricorda chi sei. Chiudi gli occhi, un respiro e cominci senza sentire più il freddo, la fatica, il pigiama di flanella che ormai è una voce flebile quasi inudibile. Stasera ne facciamo pochi e tranquilli, ma senti già un sorriso dentro e sai che non sarà così, stasera si corre per ventuno grammi, il peso dell’anima.

Luca Cambieri

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