Olimpiadi di Rio, che cosa ci aspetta

Cosa c'è da aspettarci dalle Olimpiadi di Rio per l'atletica italiana? Non molto ma qualche speranza c'è. Quali i nostri atleti principali e le gare da seguire?

Ovviamente parliamo di Atletica anche se poi, in realtà, gli sport ci piacciono tutti (almeno, a me piacciono praticamente tutti e seguo anche le discipline più improbabili, ma io sono malato).
Come ben saprete, si è appena aperta l’edizione numero 31 dei giochi olimpici, e puntualmente si cerca di prevedere quante medaglie il contingente italiano riuscirà a portare a casa (e ne sono già arrivate, fortunatamente, anche con l’oro del judo e del fioretto maschile individuale). Ebbene, per l’Atletica, il pronostico è piuttosto semplice ed è “poche”! Più zero che una. Se per caso ne portiamo a casa due siamo andati oltre le aspettative. Lo so, è triste ma purtroppo è così.

Su chi possiamo contare?

Per una medaglia ho in mente un solo nome: Eleonora Anna Giorgi. La Giorgi gareggia nella 20 km di marcia, ha dimostrato più volte di essere vicina al grande risultato ed i tempi adesso paiono maturi. Oltretutto potrebbe beneficiare della squalifica delle atlete russe, rimaste a casa per lo scandalo doping. Oltre a lei, sempre nella marcia, abbiamo l’esperta Elisa Rigaudo e Antonella Palmisano. Due buone alternative che potrebbero comunque fare bene.
Fondamentalmente, le nostre speranza concrete si fermano qui.

Chi può essere una sorpresa?

C’è un’eterna speranza dell’atletica italiana (oltre ad Andrew Howe che purtroppo rimane “un’incompiuta”) che risponde al nome di Alessia Trost. La saltatrice Friulana faceva grandi risultati quando era Junior e tutti le pronosticavano un grande avvenire. Purtroppo i pronosticati successi non sono ancora arrivati. Alessia in realtà è giovanissima, ha solo 23 anni anche se è sotto i riflettori già da molto tempo. A Rio arriva in una situazione particolare, una nuova promessa si è affacciata sul panorama del salto in alto italiano, si chiama Desirèe Rossit, anche lei friulana ed un anno più giovane della Trost. Oltre a questo, che potrebbe essere uno stimolo per entrambe, il loro allenatore ha appena comunicato una brutta notizia riguardante il suo stato di salute. Nella tristezza di questo momento sarebbe fantastico se le sue due atlete riuscissero a regalargli una grande soddisfazione in gara.

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Chi ci mancherà ?

L’altra medaglia probabile era Gianmarco Tamberi e sappiamo tutti come è andata. E Gimbo Tamberi ci mancherà decisamente. Ma in questa disciplina siamo particolarmente sfortunati perché abbiamo un altro ottimo saltatore (solo di poco inferiore a Tamberi) che si chiama Marco Fassinotti ma anche lui è stato fermato da un infortunio e non prenderà parte alla gara di Rio.
Per ragioni decisamente diverse ci mancherà anche Schwazer nella marcia (a meno che il TAS non decida di accogliere il suo ricorso all’ultimo momento). Al di la della vicenda che lo riguarda, molto controversa e sulla quale non mi esprimo, si presentava a queste olimpiadi con ottime speranze di medaglia. La sua esclusione mancherà al nostro medagliere.

Le gare più belle da seguire?

Ognuno ha i suoi gusti e, in genere, c’è una gara che è quella più attesa da tutti: i 100 metri. Personalmente è una gara che mi piace poco ma è innegabile che la curiosità di vedere se Bolt si confermerà o verrà sconfitto c’è. Anche per andare a seguire poi come si comporterà nell’altra gara che lo vede grande protagonista, ossia i 200 metri.
Io personalmente aspetto con molta ansia le gare del mezzofondo, 800 metri (con David Rudisha che deve provare a difendere il titolo di Londra dagli attacchi avversari) e i 1500, passando poi per 5.000 e 10.000 dove Mo Farah dovrà respingere gli attacchi di Edris e Kanworor se vorrà vincere in entrambe le distanze come fece a Londra 4 anni fa. Seguirò poi con grande interesse le gare con gli ostacoli, 400 metri ostacoli e 3000 siepi in particolare. Perché sono gare tecniche e generalmente spettacolari e avvincenti.
Infine la maratona, e quella olimpica in particolare, ha un suo fascino speciale. E’ una gara che non si può non seguire perché una delle più rappresentative (se non la più rappresentativa) di tutti i giochi olimpici.

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Buone olimpiadi.

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Giacomo Gobbo (detto Jack Lucarelli): di giorno veste i panni di un comune impiegato del catasto (o qualcosa del genere), uscito dal luogo di lavoro si cambia all'interno di una cabina telefonica e veste i panni di un Runner. L'avvento dei cellulari gli ha complicato enormemente la vita in quanto non trova più cabine all'interno delle quali cambiarsi. E i parcheggi delle aree di servizio sono luoghi per scambisti quindi l'operazione risulta essere altamente pericolosa. Ogni tanto parte in missione per conto di diomede, suo vicino di casa, e va a correre maratone e gare di trail di lunghezza spropositata. Ha un'insana passione per le storie sulla corsa e tende a riproporle, anche qui dentro, conciliando il sonno del pubblico.

1 COMMENTO

  1. Eh già, la situazione dell’atletica italiana sta un gradino sotto al disastroso; quali mai saranno le ragioni? Questioni genetiche? O forse siamo troppo pigri? Oppure la nostra atletica è semplicemente lo specchio della nostra federazione? O magari i nostri allenatori più spesso che no distruggono le nostre “promesse” piuttosto che aiutare a realizzarle? O tutto un po’ di questo? Ancora una cosa: ho passato 23 anni calcando un tatami 4 sere a settimana e posso assicurarti che la fortuna, con l’oro di Basile, centra molto ma molto poco: non fai 4 ippon di fila così, tanto per culo, anche se il buon Fabio ha dichiarato il contrario, bontà (e modestia) sua.

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