Non giudicare la mia prestazione

Ho corso, ho sfidato me stesso, ho raggiunto il traguardo. Non conta quanto c'ho messo: io ho vinto.

Tempo di lettura: 2 minuti

Che tu sia il primo, che tu sia nel mezzo o che tu sia l’ultimo, non giudicare la mia prestazione.
O per lo meno, pensa a quello che sto per scrivere la prossima volta che sarai in gara.
A tutti noi è capitato di competere con amici o contro altri, e spesso abbiamo scherzato su prestazioni “scadenti”(o al contrario vincenti) di conosciuti o sconosciuti, ma hai pensato che gli altri non sono te?

Personalmente amo lo sport e gareggio in varie discipline, con prestazioni mediocri, a volte scarse, ma ogni volta che termino una gara son felice, a volte commosso.
E sai perché? Perché ormai da qualche anno sono costretto a rinforzare, perché ho problemi ad entrambe le spalle (che prima o poi dovrò operare) e qualche “acciacco”ad alcune vertebre, problemi per i quali più di una volta mi son sentito dire da medici professionisti che alcune cose (che amo) non posso più farle, avrò difficoltà a farle, o comunque dovrei limitare.
Ma ho una testa di legno e ho continuato ad allenarmi, a rinforzare, e adesso mi godo ogni chilometro percorso, ogni metro corso, ogni vasca nuotata.

E quando arrivo al traguardo, molto dopo di te, io sono felice.

Perché sono lì, perché ce l’ho fatta, perché il male che proverò domani alla schiena sarà minore rispetto alla soddisfazione che provo oggi.
Io non sono tutti, ma sono sicuro che esistono mille altre situazioni.
Pensa che l’ultimo classificato probabilmente ha fatto più fatica del primo, ma nonostante tutto è lì e c’è solo per esserci.
Pensa che magari per motivi di lavoro, per la famiglia, per mille altri motivi, quello che è arrivato dopo di te ha la metà del tuo tempo per allenarsi.
Pensa che quello che è arrivato dopo di te, magari è lì solo per vivere un evento o che magari è alla sua prima esperienza.
Pensa che quello che è arrivato dopo di te, semplicemente non è a casa seduto sul divano, ma è lì a faticare, sudare, divertirsi a suo modo.
Ma questo non vale solo per quelli che arrivano dietro di te.
Troppo facile sputtanare chi arriva prima di te con l’ovvia e inutile accusa di doping…Ok, di dopati ce ne sono tanti, ma non per questo chi ti arriva davanti è per forza un coglione!

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Pensa che chi ti arriva davanti potrebbe semplicemente essere più dotato di te.
Pensa che quella persona magari è anche al tuo livello, ma semplicemente ha più tempo per allenarsi di te.
O magari semplicemente ha più costanza di te, è possibile sai?

Inizia a capire che ogni corpo è una macchina con prestazioni differenti.

Inizia a competere con il primo tuo grande avversario, ovvero te stesso.

Inizia a guardare quelli davanti a te come un esempio (se il tuo obbiettivo è primeggiare) e quelli dietro di te con rispetto.
E la prossima volta che incontri qualcuno che conosci al traguardo, complimentati con lui, anche se non conosci la classifica! Fallo solo perché lui è lì dove sei tu per raggiungere il suo obbiettivo in qualcosa che anche tu, presumibilmente, ami.
Sicuramente se ti dovessi incontrare e ci conoscessimo, mi complimeterei con te. Anche senza sapere la tua posizione in classifica, anche perché probabilmente non saprò neanche la mia.

Matteo Cerutti

(Photo credits Lifelikecreations)

18 COMMENTI

  1. Bell’articolo. Sicuramente una filosofia dello sport che mi fa sentire molto vicino a te e molto lontano da certi altri sportivi. Mi alleno anche io nella corsa, tra i mille impegni, lavoro e famiglia, riesco sono un paio di volte a settimana 12 km per volta, pioggia, neve, vento, sole, caldo, freddo, luce o buio. Non faccio tempi eccelsi (sul mio solito giro da 12 km 5:30 media in piano e 6:00 media con salite). Tendenzialmente sono un cane sciolto e vado per fatti miei, ma capita di andare con altri… non ho mai fatto gare… io corro con me stesso e per me stesso, mi alleno per l’altra mia grande passione che è la montagna. In questo senso(quello del tuo articolo) la montagna aiuta molto. mi spiego ognuno sale col suo tempo verso la cima, ma in cima è sempre festa, ci si congratula tra tutti e nessuno è primo, secondo, terzo od ultimo…
    Un saluto

    • Ciao, sono l’autore dell’articolo, ti ringrazio e aggiungo solo che su di un avambraccio ho tatuato una montagna con con la scritta “l’altra parte di me”?

  2. Se permetti, un paio di consigli:
    1) sbattitene i maroni se ti fanno critiche per le tue prestazioni;
    2) per favore, potresti correggere “perché c’è l’ho fatta” e “di dopati c’è ne sono tanti”? Grazie.

  3. È quello che provo anche io! Il mio ragazzo mi critica sempre per i miei tempi (lunghi), ma quando mi alleno e soprattutto quando partecipo a una gara a me basta esserci, fare bene quello che sto facendo e divertirmi! E nessuno può togliermi quella meravigliosa sensazione a fine giornata?

  4. Bravo Matteo , mi piace molto il tuo pensiero lo stesso di molti . La stessa mitivazione che hanno le persone ,che dopo una grave malattia , cercano di trovare conferme di VITA correndo e sfidando se stessi e le cure subite ,arrivano al traguardo .
    Complimenti per i concetti espressi !
    Io sono una Pink runner ambassador per Fondazione Veronesi e comprendo molto bene come ci si sente quando ,nonostante l’impresa/sfida sportiva intrapresa , qualcuno non capisce e ti chiede :”In quanto tempo la porti a casa la maratona o la mezza ?”
    E io : ” l’ho portata a casa e sono felice e lo dico al mondo ”

  5. Ciao Matteo…proprio oggi riflettevo su questo! Sull’aver perso la passione nel correre..o per lo meno vederla come un lavoro! Un lavoro allenarsi 4 volte con determinate schede e poi andare a gareggiare e sentirmi una schiappa dentro…perch vedo le altre superarmi ecc ecc..e mi demotivo e peggioro la gara perchè odio star li! Mentre le mie prime gare erano puro divertimento!! Non guardavo mai la classifica..me ne sbattevo!! Per me era andar lì e correre tutti insieme…e anche la fortuna di avere una persona che mi aiuta negli allenamenti mi faceva sentire felice di uscire quelle 2 ore solo per me!! Oggi riflettevo… Bè io credo molto nella legge dell’attrazione..così curiosando su facebook mi è apparso il tuo articolo….e credo che sei arrivato a cecetto ( come diciamo noi romani??????)
    Felice di aver trovato la soluzione alle mie riflessioni e non vedo l’ora di andar fuori domani ad allenarmi!! Dirti grazie è poco!!

    Loredana!!

    • Loredana,un commento come il tuo mi rende orgoglioso di quello che ho scritto,.
      Grazie a te per averlo fatto tuo.
      Mi fa piacere vedere che la stragrande maggioranza (non tutti ovviamente, e giusto che sia così) abbiamo capito il significato “oltre’ alle parole.
      Io domani mattina alle 6 probabilmente non correrò ma andrò in bici, ma comunque mi sentirò in buona compagnia :-)

  6. Bellissimo articolo, io corro per il piacere personale di correre.Ho iniziato dopo un segnale non proprio incoraggiante del mio organismo e per ora ho fatto solo una decina di mezze maratone. Sono quasi sempre in fondo alle classifiche ma la gioia di esserci è superiore a tutto il resto. Comunque ” è bellissimo vincere contro un avversario, ma vincere contro se stessi è superlativo….” ciao e buoni km…

  7. Scusate se non sono (del tutto) d’accordo ma sinceramente non trovo proprio nulla di male e di sbagliato nel vantare la propria prestazione e i propri tempi (fossero pure 7′ al km) così come nel chiedere i tempi degli altri, non c’è nulla di offensivo o discriminante in questo; trovo piuttosto che una sana e amichevole competizione contribuisca molto a motivare la gente oltre a gratificare quelli come noi che non vinceranno mai medaglie olimpiche, ma nemmeno competizioni a carattere provinciale.
    Credo che l’importante sia come sempre il rispetto, io ne ho tanto, tantissimo per il 70enne che arranca nei sui 10 km di inferno piuttosto che per il 40 che allegramente scalpita fiero dei suoi 4.30 al km (rispetto anche per lui, chiaro) ma alla fine se capita di parlarne, inevitabilmente si va a parare sui tempi: e allora?
    Va bene così, si corre per star bene, si corre per bruciare grassi, si corre perché distende, scarica, perché è bello farlo ed è bello farlo su di un sentiero di montagna così come sul lungomare ma è anche bello farlo perché c’è un traguardo da raggiungere ed un record da abbattere, se vi guardate allo specchio vedrete il vostro più duro, acerrimo ed accanito avversario.

  8. Nell’articolo.io son sempre stato un lento.Al mio curriculum c’è solo una mezza maratona e tanti consigli tecnici di cui ho imparato a pesarli in confronto alle mie capacità e limite.Per me è una gioia solo correre e guardo di rado l’orologio anche in piscina.Niente mi paga di più Delle endorfine e del benessere che danno.

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