Non è mai troppo tardi per essere matti

William da bambino aveva un sogno incredibile (essendo bambino). Poi l'ha realizzato, anche se in una versione un po' diversa

Sai quei sogni che fai da bambino? Quelli irrealizzabili o molto molto folli che da grande poi pensi “Ma cosa pensavo da bambino?”, oppure te li dimentichi. William ne aveva uno e l’ha realizzato però, anche se in una versione un po’ diversa. 


Ciao, mi chiamo William ho 48 anni, panettiere, sposato, 2 figli.

Corro da quando ne avevo 6.

A 13 anni scappo di casa per scalare l’Everest. 

Parto correndo con un’emozione meravigliosa addosso solo con uno zainetto, un panino e un paio di guanti per affrontare la mia prima grande avventura!! Dopo 2,5 km ad un’incrocio chiedo ad un signore, da che parte si trova l’Everest? Mi risponde che non ne ha idea… però se continuo di là vado a Venezia, dall’altra parte sulla Marmolada. Esito, mi porta al bar del distributore di benzina li vicino, mi preparano un tè caldo e chiamano mio padre. 5 minuti dopo arriva mi butta in auto e mi porta, senza proferire parola, in una libreria dove mi regala un’atlante geografico e un libro sull’Himalaya. Tre anni dopo, in bicicletta con un’amico decidiamo di provare a collegare i due poli del mio mondo di allora, Venezia a sud e la Marmolada, la montagna più alta delle Dolomiti, a nord. 

Ci riusciamo, la mattina mani nell’acqua salata e la sera dopo 196 km nella neve fresca alla base del ghiacciaio. Ma non mi basta. Passano parecchi anni, una ventina delle più belle maratone del mondo messe in saccoccia e molte gare in varie parti del pianeta non riescono a placare questa voglia di correre dal mare alla cima più alta delle Dolomiti! L’anno scorso parto da solo, convinto, dalla stazione di Venezia, zainetto, borraccia e due gel, direzione Marmolada! Dopo 30 ore di corsa continua arrivo stremato sul Passo Fedaia, nevica. Non riesco a continuare. Sono cotto. Solo. Finito. Non mi piace. Quest’anno chiedo ad un mio amico ultrarunner, Elvis, di venire con me dal centro di Venezia, campanile in piazza San Marco, con più calma, correndo, parlando, guardando e ammirando ogni singolo metro del nostro percorso. Passo Fedaia, sono stanco e in crisi come l’anno prima, Elvis mi aiuta, mi spinge. Procediamo verso i 3.265 m. di Punta Rocca sulla Marmolada, neve fresca, ghiaccio e freddo non ci fermano. Dopo 46 ore e 203 km siamo in cima. 

Il sogno si realizza!

William Da Roit

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1 COMMENT

  1. Pura ammirazione William! E io che ci abito praticamente sotto alla Marmolada…non ho mai pensato da qui di andare a Venezia…eheh! Chapeau!

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